mercoledì , 26 settembre 2018

App dating: Anima gemella

Lettori del mio angoletto qui riuniti,

ma l’anima gemella secondo voi esiste? E se esiste bisogna cercarla oppure il Fato (marito della fata) ce la farà incontrare per caso?

Migliaia di film americani hanno rovinato altrettanti teen-ager che, rimasti a casa, aspettavano che la persona ideale bussasse alla propria porta.

Aspetta e spera, bisogna mettersi nella situazione che le cose succedano poi il signor Fato farà il resto.

Quindi, oggi nel primo decennio del secondo millennio come ci si incontra?

Facile: In chat.

Le chat come sono le scarpe, ce ne sono di tutti i tipi, forme e colori. Devi trovare quella che ti calza meglio, il tuo colore, che rispecchia i tuoi gusti e devi andarci comodo dentro.

Con le app. sui cell ti scarichi il programmino e chatti tutta la giornata. Li vedete mai quegli omini sempre curvi sul telefono come tanti ingobbiti Leopardi Giacomo del nuovo millennio. Si? Leggono e rispondono alle chat. Se non li vedete è perché siete voi i Leopardi del caso.

Le chat gay sono il regno dei cavalieri senza testa e degli esibizionisti sfrenati.

Profili senza foto di persone che cercano incontri e spesso pretendono di incontrare al buio, come negli anni 80. Diffidate da questi profili nascondono sempre una sorpresa negativa, chi si nasconde ha sempre un motivo. Scuse assurde tipo foto non è ho,  non è importante l’aspetto per me.… diffidate. Elenco delle categorie dei “senza foto”

(repressi ,impegnati, sposati, brutti, ex che vi controllano e persone malintenzionate).

Altro tipo sono i pseudo-vip delle chat, le ninfette, foto di alto livello. Pose mirate a nascondere i difetti, photoshop a secchi anzi a litri, filtri quasi deformanti . Attendono di essere contattati e valutare, dive del nuovo millennio.

Chattano tutti con tutti anche ad un metro di distanza l’uno dall’altro, sguardo chino sul telefono cercando di apparire interessanti e spiritosi. E’ facile così, dietro un computer si è più disinibiti e sciolti, si osa, si ha tempo di cercare su google come si scrive una parola che non conosciamo per fare bella figura, spesso si chatta per mesi e poi ci si incontra nei locali e non si saluta. Vogliamo piacere agli altri per vanità e sicurezza, ma senza esporci per primi. I due di picche nessuno li vuole.

Regole basi delle chat gay:

Avere una foto carina in cui si veda bene il viso, poi altre allegate del corpo, più nudi si è più si attirano ipolli.

Secondo, una breve biografia di se stessi, divertente in cui si specificano le preferenze sessuali, peso, altezza, il luogo dove si abita.

Terzo se si ospita, sembra inutile ma vale 1000 punti. Si è un passo avanti agli altri.

Alla fine le chat sono luoghi virtuali e spesso restano tali, difficile che ci si incontri, le possibilità sono parecchie soprattutto se si è carini, quindi non si usa focalizzarsi mai su una sola persona si lasciano aperte, anzi spalancate tutte le porte….chi entra e chi esce magari uno poi alla fine rimane.

Quella più interessante oggi è “Grindr”, l’app. gay per eccellenza, è un radar gay che scaricato sul telefono ti da diritto ad un chat ed un profilo e ti dice chi c’è intorno a te registrato sullo stessa chat ed a quanti chilometri o metri di distanza si trovano, quasi un cerca.gay, una bussola come quando si cercavano i Pokemon. Profili interessanti dove dietro si nascondono persone vuote, bugie a pacchi , le due più grandi sono: “non frequento ambienti gay” e “sono serio, io cerco l’amore”.

Come Grindr  ce ne sono a decine, alcune persone  se le scaricano tutte e le gestiscono in contemporanea per aprire al massimo il proprio bacino d’utenza, come a tombola chi ha il tabellone ha più possibilità di vincere. Veri e propri arsenali gay per mitragliare gli altri di tante immagini e poche parole.

Sono spesso le stesse persone che hanno 5000 contatti su facebook e poi il sabato restano a casa. Invece di fissarci sulle foto caricate e su come essere splendidi in chat con dei perfetti sconosciuti, che pur di ottenere sesso annuiscono a qualsiasi nostre stupidaggine, indossate ciò che vi sta meglio ed uscite e guardatevi in faccia.

Indossate la vostra sicurezza e, per carità, spegnate il telefono.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei due splendidi romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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