mercoledì , 19 Dicembre 2018

ARGENTINAPOLI, MARADONA MA NON SOLO

Pensi all’Argentina e non si può non pensare al più grande di tutti…El Pibe de Oro rappresenta il non plus ultra dei calciatori argentini in maglia azzurra. I tifosi azzurri più attempati ricordano Omar “El capezon” Sivori, altro numero dieci argentino che ha fatto sognare la platea azzurra…ma gli altri?? Li ricordate proprio tutti?
E’ impossibile nominarli tutti, Napoli ha sempre rappresentato l’ambiente ideali per i sudamericani, l’epopea di Maradona ha permesso ad argentini di tutte le generazioni di conoscere la nostra città anche quando la squadra navigava in acque poco serene.
Nell’epoca post scudetto la nostra squadra ha provato spesso a stuzzicare la fantasia dei tifosi portando al San Paolo eredi del grande Diego. Abbiamo già parlato di Calderon e ci siamo ripromessi di non farlo mai più: agli ordini di Walter Novellino, in serie b, nell’anno dell’amata coppia Schwoch-Stellone si presentano Gabriel “El Tanque”Bordi e Luciano Galletti. Il primo, fresco capocannoniere del campionato di serie b argentina con gli Old Boys, fu vera meteora, solo due presenze per lui e un pronto ritorno a casa. Fece meglio l’allora giovanissimo Galletti, in pochi ricordano un gol decisivo contro il Cosenza che permise agli azzurri di staccare le inseguitrici in campionato. Solo un anno in serie a: l’ottimo Quiroga e il desolante Pineda a comporre la difesa della nostra squadra che fece un rapido e triste ritorno nella serie cadetta, ma di quella stagione, e della successiva, è impossibile non ricordare “El Picapedre” Husain: si narrano leggende ma c’è chi dice che l’impresentabile mediano dell’albiceleste (ebbene si) sarebbe stato pagato da Corbelli circa 43 miliardi di lire salvo essere svenduto due anni dopo per trecento milioni (di lire ovviamente). Saltando a piè pari Esteban Lopez D’Aserio, terzino in prestito dall’Udinese che si mise, diciamo, in luce in un derby contro i granata all’ Arechi, si arriva all’era De Laurentiis: e allora non si può non pensare a Roberto “El Pampa” Sosa, idolo assoluto della folla, la dimostrazione che per entrare nel cuore dei tifosi non basta la classe, che scarseggiava nel Pampa, ma ci vuole grinta, dedizione e garra. In quel Napoli, pilotato da Edi Reja dalla c alla a, il nostro era riferimento offensivo assoluto, mossa della disperazione e panacea conto le difese avversarie. Gol pesantissimi e …buttala dentro che tanto c’è il Pampa!!
Con il ritorno in a del Napoli insieme al pampa arriva “El Pocho”Lavezzi: forse il primo che ha ricordato, seppur da lontanissimo, il grande Diego per i suoi dribbling e le giocate funamboliche.
Insieme a lui Hugo “El Toro” Campagnaro, altro difensore apprezzatissimo al San Paolo per la sua grinta ma anche l’inquietante portiere Navarro, noto per le sue scorribande notturne in preda ai fumi dell’alcool.
Abbiamo dimenticato certamente tantissimi di loro, non ce ne vogliano, ma questo non è un elenco ma solo un amarcord di un tifoso che ha provato a regalare un po’ di sana malinconia.
Ah dimenticavo, come dite? Ah è vero, piccolo lapsus, anche il recordman di gol in campionato di tutti i tempi ha vestito la nostra maglia per tre anni, ma per lui vale il discorso opposto rispetto a quanto detto sopra: Higuain ha lasciato nel cuore dei tifosi solo rancore e il ricordo dei 36 gol realizzati grazie anche a Mister Sarri.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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