sabato , 25 novembre 2017

Classifica dei 10 dischi da portare sotto l’ombrellone

Nuovo appuntamento con la musica di Senza Linea, cari amici lettori e questa settimana affrontiamo un tema davvero leggerissimo…i dieci dischi da portare in vacanza. Cosa siamo abituati a portarci in vacanza e perchè? Quali canzoni fanno parte delle nostre belle giornate assolate, e secondo quale criterio?
Ecco allora un pezzo molto molto leggero su quelli che sono i miei 10 dischi dell’estate.

Buona Lettura
Giuseppe

 

  • Close to you (Karima) – Uno dei pochi esempi validi della comunione tra artista e talent. Karima infatti, ricordiamo essere uscita, per l’appunto, dal talent “Amici” della conduttrice Maria de Filippi. Dopo una prima parentesi pop con due album dal discreto successo, ecco la svolta verso la vera vocazione dell’artista; il jazz. Magico e fortunato sarà l’incontro della bella livornese con il compositore di fama mondiale Burt Bacharach con cui collaborerà alla riedizione di alcune sue canzoni. “Close to you” è un disco jazz completo, fresco e al contempo ben composto e delineato. E’ un mio disco dell’estate perché spesso mi ha accompagnato nelle passeggiate notturne, ed ancor più spesso la voce di Karima si è prestata ai miei momenti da ricordare.

  • The Marshall Mathers LP (Eminem) – Ecco un vero disco di rap. Era il 2000 quando “The real slim shady” fece la sua comparsa nel mercato musicale stravolgendo quelle che erano le regole dettate sino a quel momento. Ovviamente Eminem già era conosciuto come rapper critico e irriverente, ma questo disco cambiò, secondo me, per sempre la visione che il mondo ebbe della scena rap. Era un continuo controsenso; i video pseudo comici e demenziali abbinati a testi duri con tematiche delicate; video molto più seri e cupi che accompagnavano temi che potevano spaziare. Fu un album simbolo sotto ogni suo aspetto; partendo dalla musica che è la cosa fondamentale ed arrivando al modus di pensiero e di presentazione del prodotto. Per me fu un disco dell’estate in quanto, essendo io adolescente, ebbi modo di lasciarmi trasportare e condizionare (in modo positivo) da questo artista, e dedicai molta parte del mio tempo allo studio di quella che era la sua arte. E poi, noi adesso ci scherziamo, ma la sera ci si sfidava a battaglie di freestyle e chi perdeva pagava la coca cola, mica poco.

  • Miss Mondo (Ligabue) – Mai ci fu espressione più completa del rock tendente al blues. Non esiste, per me, la rivalità col collega di Zocca; ognuno fa il suo è lo fa al meglio. E questo disco ne è la prova (ovemai servisse qualcosa da dimostrare). Un disco bello ritmato con dei pezzi per niente noiosi e dei testi mai scontati. E’ il mio disco perché quando pedalo nelle mie passeggiate, mi tiene carico ed arzillo. La musica è la chiara prova della fusione tra rock e blues (come già ho accennato); nessuno strumento sovrasta l’altro e la ritmica di basso batteria e praticamente “unica”. C’è il rock, ma il basso grida al blues; la voce poi, è di una versatilità, e di un calore dalla massima efficacia, nonostante l’uso del “graffiato” che nel mondo ha contraddistinto questo nostro artista.

  • Asia (Asia) – Quando si parla di “Supergruppo”, in questo caso, non si sbaglia mai. Unione dei membri delle migliori band progressive della musica mondiale. Carl Palmer alla batteria (dagli Emerson Lake & Palmer), Steve Howe alla chitarra (dagli Yes), Jon Wetton al basso e alla voce (dai King Crimson) e Geoff Downes alle tastiere (dagli Yes). Riuniti sotto questo nuovo nome hanno dato vita ad alcuni dei pezzi migliori della storia della musica, ma soprattutto a delle vere e proprie composizioni fondamento della musica Progressive. “Asia” è l’album omonimo di debutto della band, ed insieme al secondo “Alpha” è da ritenere, secondo me, il miglior album della band. Non dico questo in quanto, successivamente, vi sia stata una mancanza di ispirazione o una qualità dei pezzi minore, ma proprio in base al fatto che è come se il feeling della band possa esistere e proliferare SOLO con i membri originali. Tutti i lavori successivi, hanno risentito molto, a mio avviso, delle influenze esterne del tempo e poco della vera vena “progressive” dei vari compositori. Basti pensare a pezzi come “Sole Survivor” dove alla batteria v’è una macchina chiamata Carl Palmer, o ancora a “Time Again” che richiama molto quella “Fanfare for the common man” targata “Elp”. Un disco (Asia), ma ancor di più, una band della mia estate in quanto ebbi modo di vederli in un concerto nel mese di Luglio e mi si aprì un mondo musicale. Dopo quella sera ricordo che la musica per me era diversa; nei giorni successivi andai in vari negozi alla ricerca di ogni tipo di disco del genere per conoscere ed imparare questa nuova grande dimensione musicale.

  • Power (The essential of Marcus Miller) – Bassista di fama mondiale e grande esponente della tecnica dello “Slap” Marcus Miller è entrato di diritto nella mia sezione “dischi dell’estate” in quanto molto semplicemente i pezzi di questo disco mi sono stati da colonna sonora per parecchie estati; nulla di diverso ahahah. E’ stata una scoperta davvero piacevole l’idea di un bassista, compositore ed arrangiatore che nella musica, pur inserendo tutti gli strumenti, mantiene vivo e “principale” il proprio strumento. Mi spiego meglio: se ascoltate alcuni pezzi di vari musicisti jazz e fusion sentirete che lo strumento principale crea delle melodie in simbiosi a tutti gli altri strumenti compresi nel brano; ecco…con Marcus Miller questo non accade. Il suo basso fa melodie, ritmiche e tutto quello che ci può stare; è quasi come se non ci fosse davvero bisogno di altri strumenti…è tutto già compreso in quel basso ahahah.
    In questo disco potrete trovare delle perle come “Moonlight Sonata” dolce e a tratti ballabile, “Power”, “Scoop” molto più ritmate, o la mia preferita “Frankenstein” dove praticamente ogni musicista si diverte davvero a fare quello che fa.

  • Brave new world (Iron Maiden) –  Storica band Heavy Metal inglese, gli Iron Maiden, sono la mia perenne colonna sonora giornaliera. Ho scelto questo disco in ricordo proprio di alcune canzoni che hanno accompagnato le mie estati di sonnolenti battute di pesca. Il disco in se segna il ritorno della band alla formazione migliore di sempre. E la musica ne risente positivamente di tutti questi influssi. I brani sono in classica chiave heavy metal; lunghe cavalcate di basso e batteria accompagnate da sferzanti assoli di chitarra, e dalla timbrica incisiva della voce. Alcuni pezzi che, almeno in me, hanno lasciato il segno sono “The Wicker man”, “The fallen angel” e “Out of the silent planet”; ma è doveroso ammettere che brani di secondo piano in quell’album davvero non ce ne sono.

  • Are you listening? (Dolores O’Riordan) – Questa voce, personalmente, è una tra le migliori del panorama musicale mondiale. Questo album, il primo dopo lo scioglimento dei The Cranberries, segna il passaggio dalla band alla carriera solista e, a dispetto dei dati di vendita delle classifiche italiane, ha meritato davvero l’enorme successo ricevuto nel mondo. Stiamo parlando di brani cupi e non sempre ritmati, ma che hanno nella voce il punto di forza e di grazia. Una miscela perfetta tra voce e musica; tra melodia e grinta. Dolores O’ Riordan anche da sola sopravvive una bellezza. Alcuni pezzi simbolo per me sono stati “October”, “Ordinary Day” e “When we were young”. E’ un disco dell’estate perché da quando è uscito sono rimasto per mesi ad assimilarlo nelle melodie da suonare al basso, e nelle ritmiche da apprendere alla batteria; tutto sempre incorniciato dalla splendida voce di Dolores.

  • Sulla mia pelle (Noemi) – Come disco non è certo imperdibile, lo devo ammettere; ma quando uscì mi piacque per quella voce densa e profonda, e la musica che sapeva fare da tappeto e cornice a quest’artista. Le canzoni sono semplici, ma non banali; non potrei dire una cosa più assurda: Noemi in tutti questi anni non ha mai smesso di stupire proprio per i testi articolati e particolarmente profondi. Disco della mia estate a pieno diritto.

  • Random Access Memory (Daft Punk) – Ultimo disco del duo francese che ha praticamente spopolato nel mondo intero. Richiama totalmente la disco dance anni 70/80 senza mai perdere di vista l’elettronica che ha contraddistinto il gruppo nell’arco degli anni. Non c’è una sola traccia sbagliata, non una nota fuori posto…è praticamente perfetto. Molte le collaborazioni con artisti di grande calibro; basti pensare al primo singolo estratto “Get Lucky” creato con la collaborazione di Pharrell Williams. Non è stato difficile innamorarsene e farlo diventare disco dell’estate.

  • Europop (Eiffel 65) – Più che disco dell’estate, questo dovrebbe essere chiamato proprio “Generazione Estate”. Gruppo elettro-dance formati col supporto del dj Gabry Ponte, hanno sfornato singoli di successo garantito. Pezzi come “Blue”, “Too much of heaven” hanno segnato le nostre estati sin da bambini, quando, a soli 15 anni tentavamo di intrufolarci nelle prime balere per andare a ballare…e puntualmente ci cacciavano ahahah. Generazione Estate Garantita.

 

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Biografia Giuseppe Improta

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