venerdì , 20 aprile 2018

Epifania, ogni festa porta via. . . tradizioni e leggende del mondo

Manca poco e dovremmo dire addio alle feste e al relax. Un addio anche alle varie abbuffate ed un ritorno alla routine senza freni, perché si sa, l’Epifania ogni festa porta via.

La festa dell’Epifania, come sappiamo, è una festa cristiana che si celebra il 6 gennaio per le chiese che seguono il calendario gregoriano, mentre viene celebrata il 19 gennaio da quelle che seguono il calendario giuliano. La storia ci ricorda di tre personaggi fondamentali, i Re Magi, Melchiorre, Baldassare e Gaspare i quali furono introdotto dalla Chiesa solamente nel Medioevo, infatti nè i vangeli nè la Bibbia danno indicazioni precise sul numero e l’identità dei Magi. Questa festa, nonostante tutto, è una di quelle che viene spesso discussa, ha le sue caratteristiche che variano tra festività cristiana e riti/tradizioni antiche, addirittura, pre-cristiane. Ma spesso ci siamo chiesti, perché esiste la befana? Chi è questa Burbera vecchietta? Effettivamente non sembra esservi connessione tra il suo personaggio e i Re Magi. Esiste una leggenda legata a questa vecchietta, infatti, una sera di inverno bussarono alla sua porta tre personaggi, erano i Re Magi che si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù. Le chiesero la strada per Betlemme. La Befana indicò loro il cammino. Loro chiesero alla vecchietta di unirsi nel cammino, ma lei rifiutò, aveva troppe faccende da sbrigare. Dopo che i Magi se ne andarono, capì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli. Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli. Da quel momento bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù, presa dal senso di colpa. . . ed è così che nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio sulla scopa volteggia e dispensa doni.

Per quanto vi siano varie versioni della storia, a noi piace pensare che la Befana sia una vecchietta amabile, pentita del rifiuto e che dispensi doni zuccherosi ai bambini più buoni perché è giusto premiare chi merita! Ma la leggenda della Befana, con le sue tradizioni, tra caramelle, cioccolata e carbone, come detto, cambia e varia da paese e paese. . . una leggenda che durata secoli e che rende felici milioni di bambini di tutto il mondo.

La tradizione vuole che, in Francia, questa festa viene celebrata la domenica prima o dopo il 6 gennaio e i dolcetti siano abbastanza diversi dai nostri, l’interno del dolce è “speciale”, si nasconde una fava e Chiunque la trova diventa il re o la regina della festa. Qui, il dolce più mangiato è la galette des rois, una torta farcita di crema e mandorle. La tradizione vuole che la torta sia tagliata in tante parti quanti siano i commensali, più una. Quest’ultima parte viene chiamata la “parte del povero”, perché anticamente era la parte destinata al primo povero che bussava alla porta per chiedere l’elemosina.

In Spagna, il 6 gennaio mattina, tutti i bambini si svegliano prestissimo per scoprire quali regali hanno ricevuto dai Re Magi. Infatti, secondo la tradizione i bambini spagnoli si preparano ad accogliere l’arrivo dei Re Magi posizionando davanti alla porta d’ingresso un gran bicchiere d’acqua per i cammelli assetati e qualcosa da mangiare. La tradizione spagnola è stata ereditata in molti paesi dell’America centrale. La tradizione spagnola prevede tante feste e cortei in questa giornata. In Spagna quella giornata mangiano il Roscón de Reyes, che è un dolce del periodo natalizio che si mangia durante la colazione del 6 gennaio. Inoltre si mangiano tante caramelle…

 

In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, proprio perché da Natale a quella data trascorrono esattamente 13 giorni. La giornata inizia con una fiaccolata, dove partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo. La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d’artificio. In Romania, invece, l’epifania è un giorno festivo ed attendono l’arrivo dei Re Magi. Ancora oggi dei bambini, in alcuni paesi, vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Qui si tende a consumare per questa giornata festiva i Cataif, è una pasta dolce condita con mandorle tritate e I gogosi che sono dolci fritti e tondi, dal sapore simile ai doughnuts. 

In Russia invece il 6 gennaio, secondo il calendario ortodosso, è il giorno in cui si celebra il Natale. Secondo la tradizione, i regali vengono portati dal Padre Gelo accompagnato da Babushka, una simpatica vecchietta che lo aiuta nella distribuzione dei doni. In Russia, essendo Natale, si preparano delle pietanze più festose, tipo i kozuli sono dolci tipici di Natale, sono fatti con farina e miele e spezie. Si mangiavano anche durante l’equinozio di primavera. Riguardo i dolci, questi sono serviti sulle tavole con lamponi, frutta, caramelle, miele e biscotti. Le bevande tipiche sono zuppe e cinese.

 

L’Epifania si festeggia anche in Irlanda con il nome di Little Christmas. La tradizione vuole che nel giorno dell’Epifania, le donne si concedano del tempo per loro, una giornata di svago da dedicare a se stesse. In questa giornata dell’Epifania ogni signora incontra le proprie amiche al pub e mangia con loro al ristorante. In questa giornata, oltre a bere alcool, si mangia anche Il Christmas Pudding è il tipico dolce natalizio, che viene consumato anche in questa giornata e va preparato con molto anticipo. Fatto con uva passa, canditi,  mandorle tritate e zucchero di canna.

 

Ovunque si festeggi, l’Epifania segna la  fine di ogni festa, anche se con immensa tristezza, lo fa celebrando il buon gusto,  lasciandoci, così, poco l’amaro in bocca!

 

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Biografia Maria Rosaria Ianniciello

Maria Rosaria Ianniciello
Lettrice patentata, scrittrice e ricercatrice di sogni perduti. Ho conosciuto il mondo del lavoro, quello vero, già dall’adolescenza; ma la scrittura, quella profonda, da molto prima. Amo viaggiare e scoprire tutto ciò che mi circonda. Mi cibo di arte, musica e lettura. Ma venero la buona cucina, non solo “chell’ e mammà”, ma di tutto il mondo.

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