giovedì , 14 dicembre 2017

“Esotico” Animale da Compagnia: Il Riccio Africano

Ormai è sempre maggiore la presenza di animali esotici e non convenzionali nelle case degli italiani, uno dei musetti più simpatici che sta letteralmente “spopolando” è il Riccio Africano, ma il fatto che sia carino e tenero non significa che sia un animale adatto a tutti e soprattutto di facile gestione!

Di che animale si tratta?

Il Riccio Africano è un mammifero insettivoro notturno, non soggetto, come il riccio europeo, a CITES (certificazione necessaria nelle specie in via d’estinzione); questo piccolo “puntaspilli” appartiene alla famiglia degli Erinaceidi (un gruppo relativamente primitivo di mammiferi placentati).

Come deve essere il suo alloggio?

L’alloggio del riccio deve essere ampio, caldo (temperatura non inferiore ai 20°), confortevole (le pareti ed il fondo devono essere lisce per evitare danni alle delicate zampine ed il fondo costituito da un substrato morbido come il truciolato) e soprattutto pulito (pur avendo un aspetto “coriaceo” il riccio è estremamente delicato, soprattutto nella zona inferiore).

È fondamentale la presenza di uno o più nascondigli (tubi, cassette ecc.) affinchè possa rintanarsi e sentirsi protetto.

Cosa può mangiare in cattività?

Sono insettivori, quindi devono assimilare un’altissima quantità di proteine.

Possono ingerire insetti (Camole, Tarme, Grilli) o mangime umido confezionato per gatti o cani di piccola taglia (possibilmente al naturale), come premio si possono somministrare frutta, carne e uova. L’acqua (fresca e sempre a disposizione) può assumerla con un classico beverino.

È socievole?

Tendenzialmente si tratta di animali timidi e riservati, ma se abituati alle manipolazioni e se non presi troppo piccoli (dovrebbero avere almeno 60 giorni) possono essere docili ed equilibrati.

Meglio avere un solo esemplare per alloggio perchè due ricci dello stesso sesso possono essere abbastanza territoriali, mentre una coppia può produrre svariate cucciolate indesiderate (durante le quali i due esemplari andrebbero comunque separati).

Quale Profilassi?

Sicuramente quando si accoglie un Riccio Africano occorre recarsi da un veterinario esperto in esotici e non convenzionali che provvederà ad una visita accurata (per escludere ectoparassiti) ed un’analisi delle feci (per eventuali endoparassiti). Inoltre vanno svolte visite costanti per monitorare il peso del piccolo amico.

Questioni “pungenti”: Sesso da Ricci

Spesso si sentono allusioni all’accoppiarsi come ricci perchè, nell’immaginario comune, si crede che con tutti quegli aculei sia necessario fare chissà quali capriole, in realtà in condizioni normali di “non minaccia” gli aculei vengono tenuti lungo il corpo (e la femmina si lascia montare dorsalmente e si inarca verso il basso) pertanto non pungono; il maschio ha a suo vantaggio anche le sue “lunghe” doti, infatti il suo pene raggiunge quasi le dimensioni dell’intero corpo in lunghezza.

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Biografia Nicoletta Gammieri

Nicoletta Gammieri

Nasce a Napoli il 29 agosto 1984, frequenta l’Università di Medicina Veterinaria, ma la lascia per seguire nel 2006 la sua vera strada “gli Interventi Assistiti con gli Animali” con l’Associazione A.I.COTE della quale diventa Responsabile dei Soci del Sud Italia. Si Forma come Educatrice Cinofila, Atleta CSEN e Formatore con Cani, Piccoli Animali ed Asini.Partecipa a numerosi progetti in strutture socio-sanitarie: Scuole, Carceri, Ospedali, Case Famiglia.
A gennaio 2014 apre un negozio di Mangimi ed Accessori per gli Animali, Il Bianconiglio (totalmente contrario alla vendita di animali).

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