domenica , 22 luglio 2018

FIERA DEL GOL AL FRANCHI, GABBIADINI SALVA UN NAPOLI BELLO E SCIAGURATO

Sulla scia delle recenti vittoriose gare il Napoli si presenta al Franchi per dare continuità alla propria striscia positiva al cospetto di una Fiorentina al di sotto delle aspettative finora in campionato. Perdura l’indisponibilità di Koulibaly e gioca Chiriches, in mezzo c’è Diawara per Jorginho, confermata per il resto la formazione di domenica scorsa.

Dopo una prima fase di sostanziale equilibrio gli azzurri cominciano a macinare il solito gioco veloce palla a terra, i viola riescono a contenere la maggiore qualità azzurra e  affidano allo scatenato Bernardeschi le proprie velleità offensive. Tra i protagonisti del primo tempo va annoverato anche il modestissimo Tagliavento che rifila due assurde ammonizioni nei primi secondi di gioco ad Albiol e Kalinic.

Vantaggio azzurro alla metà del primo tempo: partito da posizione di fuorigioco, onestamente poco visibile, Insigne disegna una parabola magnifica che batte imparabilmente Tatarusanu: la sfera si infila all’incrocio dei pali; un autentico gioiello. Controlla abbastanza agevolmente il gioco il Napoli che troverebbe anche il raddoppio con Mertens: un’azione fantastica che parte da Reina e arriva fino all’area di rigore avversaria in pochi secondi, Zielinski calcia debolmente e, sulla respinta del portiere rumeno, il folletto belga è già al di là di tutti al momento del tap in. Alla fine del tempo si fa male Chiriches (fino a quel momento perfetto) ed entra (maluccio) Maksimovic. Capolavoro della coppia Tagliavento – Orsato alla fine del primo tempo: Kalinic, già ammonito, si regala una meroliana simulazione di fronte a Reina, il direttore di gara non può non vedere…eppure ammonisce Reina per proteste. Una vera chicca atta a compensare errori precedenti. Vantaggio meritato alla fine del primo tempo ma con la consapevolezza che il nostro Napoli è tanto bello quanto svagato nel gestire le gare.

E infatti la ripresa regala fuochi di artificio in anticipo rispetto al capodanno: partono meglio i viola (la gestione dell’inizio ripresa dei partenopei è spesso approssimativa) e pareggiano con una fortunosa punizione di Bernardeschi deviata da Callejon che spiazza l’immobile Reina. La gara si apre e dopo un salvataggio sulla linea di Olivera su Mertens è lo stesso belga a riportare avanti i suoi, rubando palla ad un distratto Tomovis e battendo Tatarusanu. Non passa un minuto e Bernardeschi si ripete: stavolta il gol del talento viola è di pregevolissima fattura, conclusione dai 25 metri (dopo aver portato palla per trenta metri vanamente e mollemente inseguito da Zielinski) che batte un Reina non proprio esente da colpe. Paulo Sousa ci crede e mette dentro Zarate per Cristoforo, tra gli azzurri dentro Allan per Zielinski. La gara è sempre più aperta e i viola trovano il vantaggio: ancora Bernardeschi che pennella per Zarate, l’argentino approfitta di una voragine centrale della difesa ospite e batte Reina con un bel colpo al volo al minuto 82. Sembra finita per il Napoli: Sarri prova la mossa della disperazione e butta nella mischia il quasi ex Gabbiadini. Corre il terzo minuto di recupero e Mertens è steso in area di rigore: Tagliavento indica in dischetto, è l’ultimo pallone della gara, l’unica occasione per rendere meno indigesto il panettone ai napoletani. Dagli undici metri si presenta con coraggio e freddezza proprio Gabbiadini, il centravanti bergamasco calcia angolatissimo battendo Tatarusanu vanamente proteso in tuffo alla sua destra. Tre a tre e sospiro di sollievo dei tifosi napoletani che si godono lo struffolo offerto loro dal buon Manolo.

Il solito Napoli, insomma: in alcuni momenti bello da far innamorare ma incapace di gestire le gare con la forza e il cinismo delle grandi squadre. Ma a noi piace così, una squadra che gioca al calcio con gioia e spregiudicatezza, con ampi margini di crescita. La sosta arriva nel momento giusto: due gare consecutive al San Paolo all’alba del nuovo anno, con Samp e Pescara di scena a Fuorigrotta, in mezzo, sempre al san paolo, gara di coppa Italia contro lo Spezia.

Buon Natale Napoli, ci mancherai.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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