martedì , 16 ottobre 2018

Fumetti Shonen e Yaoi il lato Lgbt del Manga

Fermento a Napoli, fine aprile arriva il comicon, rassegna  soprattutto fumettistica  dal sapore, ormai da parecchi anni, internazionale.

I biglietti vanno a ruba ed il popolo geek,  nerd ed asian-addicted  va in fibrillazione. Io per primo. Adoro i manga  e gli anime, che per i profani sono i cartoni animati giapponesi ed i fumetti da cui sono stati tratti.

Approfitto dell’ ondata allegra e colorata del comicon per trattare un argomento leggero ed interessante come i manga gay.

Fumetti gay. Si esistono, è ancora un mercato di nicchia in Italia ma spopolano in Giappone.

Sono andato dal mio negozio di fumetti preferito e ne ho scelti e letti alcuni per capire come sono fatti.

Il termine esatto per definire questi manga è “shonen ai” o “yaoi” e la differenza è sostanziale. Nel primo la tematica omosessuale è vista dal punto di vista romantico, i due protagonisti sono spesso adolescenti  innamorati, quindi il batticuore, il conoscersi, gli appuntamenti per  gustare un gelato…… Molto carino e delicato, letto spesso da ragazze,  infatti non sono fumetti per gay ma fumetti per ragazze con personaggi gay, è un sottogenere dello “shojo”, che sono i manga classici per ragazzine. E’ educativo e non crea macchiette o stereotipi gay. Il secondo con la dicitura “yaoi” tratta invece il lato sessuale in modo esplicito, con dettagli anatomici, tipo i giornaletti porno degli anni ’70 che i nostri padri leggevano di nascosto, per intenderci. Qui la relazione e l’emozione sono il contorno della storia, il centro è il sesso. Specifico per uomini.

Sottocategorie sono i “g-men” con personaggi muscolosissimi e “badi” giovani sportivi, ma sempre e solo in Giappone.

Spesso in questi manga le relazioni gay sono tra due persone di età molto differente tra loro, i protagonisti sono spesso un uomo adulto ed un post adolescente, tale cosa ha scatenato polemiche in quanto sembra potesse  incitare alla pedofilia e mostrarla come qualcosa di normale. Si è corso ai ripari e per etichettarli ora il termine non è più shonen ai che significa: ragazzo-amore  ma bensì “boys love bi” che significa amore tra ragazzi. Meno ambiguo.

Interessanti sono i criteri con cui sono tratteggiati i protagonisti. Negli shonen ai i ruoli sono ben definiti nella coppia, il protagonista attivo è tratteggiato con caratteri molto maschili, un po misterioso ed ombroso. Il protagonista passivo ha dei lineamenti più femminili e delicati, quali ad identificare il lato femminile della relazione. Il lato emotivo nei manga gay è solo accennato, mi riferisco a scene di pianto o litigi verbali tra i protagonisti, ce ne sono ma gli si da poco spazio a differenza dei fumetti etero in cui le protagoniste  si abbandonano ad isterie e pianti per pagine intere.

Ultima cosa, il motivo per cui i boys love non sono esplosi in Italia è perché gli editori sono convinti che raccontare storie di relazioni gay adolescenti così semplici e spontanee sia rischioso e non remunerativo.

Troppo normali, non ha senso…………… per loro…………………………!!!!!!!

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei due splendidi romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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