venerdì , 19 ottobre 2018

Gli Enjoy the void pubblicano il primo video; benvenuto “Our Garden”.

«Nel Gorgia di Platone, Socrate dice che il piacere che si prova nel bere deriva dal dolore della sete. L’essenza del desiderio sta nella mancanza: ci alziamo dal letto, ci muoviamo, compiamo azioni perché siamo incompleti… Tutto quel che esiste si muove perché ‘desidera’, ossia ha una mancanza. Tale mancanza io la chiamo Vuoto. È grazie ad esso che desideriamo e quindi viviamo (se fossimo completi non faremmo nulla, non cercheremmo nulla, non proveremmo nulla). Perciò il Vuoto non va demonizzato o scacciato, bensì va amato e apprezzato. Enjoy the Void significa proprio questo».

Gli Enjoy the Void sono un progetto musicale neonato che ruota attorno alla figura del cantante e compositore calabrese Sergio Bertolino.

Diventati una band a tutti gli effetti dall’incontro del cantautore con i musicisti della BAM! di Sapri (SA), gli Enjoy the Void hanno da poco terminato le registrazioni di un primo album omonimo, registrato presso gli studi della BAM! da Giovanni Caruso e masterizzato agli Aemme Recording Studios di Lecco da Salvatore Addeo.

Come primo estratto (che va ad anticipare l’uscita dell’album) è stata scelta “Our Garden”, una ballad dai toni malinconici.

«Il disco è molto variegato. Ogni canzone, sia in senso musicale che testuale, è un mondo a sé, ha una propria atmosfera e un arrangiamento che si adatta al contenuto, per cui non è stata per niente una scelta facile. La cosa fondamentale era che il primo singolo piacesse a quanta più gente possibile, così ho girato a diverse persone i 5, 6 pezzi che ritenevo adeguati allo scopo e la maggioranza ha consigliato Our Garden.>>

Prodotto da Bam Factory, il videoclip, presentato in anteprima esclusiva sulle pagine di Sentireascoltare, è stato scritto e diretto da Pasquale Dipino, mentre le riprese e il montaggio sono stati affidati a Gianfranco Mandola, e vede come protagonisti Gemma Conforti e Giovanni Caruso.

«Non volevamo realizzare il classico videoclip in cui la band finge di suonare – spiega il regista – perciò si è pensato a un ‘corto musicale’ che raccontasse l’atmosfera e il contenuto del brano, senza coinvolgere i membri della band. Nel video sviluppiamo una narrazione a parte, totalmente indipendente. L’idea mi è stata suggerita dal taglio malinconico del pezzo. Ho pensato di riprendere il tema stilnovista della ‘donna angelo’, una figura di donna idealizzata che servisse al protagonista per conquistare un nuovo stato di coscienza, che lo aiutasse a liberarsi dalle paure, dai legacci del passato, da una condizione esistenziale insoddisfacente. Tutto, in sostanza, è una sua ‘proiezione’. Quello che succede non è reale, accade solo nella sua mente».

E’ possibile visualizzare il video clickando questo link

 

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Biografia Giuseppe Improta

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