martedì , 23 Luglio 2019

Gli untori dell’Hiv. Leggende, o ennesima piaga sociale?

In un’epoca come la nostra il cui il mondo intero è impegnato a combattere contro malattie mortali, dove ogni singolo passo verso la sconfitta di un male è salutato come un miracolo, esistono persone che svolgono attività contraria. Gli untori, termine credevo in disuso, che qualcuno ha fatto tornare prepotentemente di moda.

Untore, nell’ epoca del ‘500 era colui che si credeva cercasse volontariamente di diffondere la peste. In realtà il concetto di untore attraversa tutta la storia umana, dall’antichità ai giorni nostri.

Debellata la peste, i mali sono altri ed altrettanto pericolosi. Alcuni individui tentano di diffondere uno dei mali del secolo, l’Hiv. O almeno così dicono.

L’AIDS è un male che può toccare tutti. L’Hiv è il virus che si diffonde. Aids è la sindrome causata dal virus che avviene quando le difese immunitarie sono così basse che l’organismo prende tutte le malattie possibili.

È ancora un tabù difficile da sdoganare. Lo abbiamo detto milioni di volte, i rimedi per limitare il contagio ci sono e sono semplici regole di buonsenso facili da osservare, oggi si può azzerare la carica virale e vivere tranquilli, sempre sotto cura.

Esistono gli untori del virus dell’Hiv, persone infette che cercano di diffondere il contagio, come il peggiore dei film horror.

Il discorso vale sia per i gay che per gli etero, gli untori, se esistono, ci sono per entrambe le categorie. Il male è universale.

Cosa spinge queste persone ad elargire sentenze di morte? Vendetta? Cattiveria? Delirio di onnipotenza?

E i mitomani che si fingono tali?

Se si ascoltano certi racconti, a volte mirati a fare sensazionalismo televisivo, questi tizi avrebbero infettato decide di persone rifiutando le cure. A calcolo, un malato riesce a vivere 10 anni ed a fare sesso senza cure? Non credo. E poi nel caso segua scrupolosamente tutte le cure che ci sono oggi, la carica virale è ridotta a zero, quindi non ci sarebbe contagio. Mi auguro che il mio ragionamento sia corretto.

Gli ultimi studi hanno stabilito che una persona, in terapia che presenta carica virale non più rilevabile da più di sei mesi, non può contagiare.

Cosa vuol dire “non rilevabile”: vuol dire che il virus è presente nell’organismo ma con gli esami non è rintracciabile nel sangue, perché i farmaci lo richiudono in alcune parti dell’organismo (detti reservoir) ed impediscono che circoli e che si riproduca.

Premesso che la stigma dell’Hiv è un fardello abnorme da portare e non meglio quello di essere anche un untore, quindi prima di additare qualcuno sarebbe da verificare per bene.

Sarebbe sbagliatissimo se arrivasse il messaggio che tutti i malati di Hiv sono untori.

In tutti  casi c’è da aggiungere che Il mondo gay è pieno di termini inglesi o sigle che mirano a definire una data categoria o che definiscono una determinata prestazione o una data attività sessuale.

Una di queste a cui prestare attenzione mentre si spulciano i profili sui siti di incontri è il termine: BAREBACK

Barebacking cavalcare a pelo, senza sella ovvero senza condom, dicitura che spesso si trova nelle chat gay.

PREMESSO: Non c’è scritto da nessuna parte che chi fa sesso non protetto voglia infettarsi o infettare il partner, però a queste persone sarebbe interessante chiedere perché mai una scelta simile. Ma nelle chat, senza foto, dietro un computer che funge da panic room sapere la verità è praticamente impossibile. Ma anche chi, dietro ad una chat si definisce untore, lo è davvero?

Safe sex!

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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