giovedì , 14 dicembre 2017

Curiosità in Game: I 5 personaggi Gay o Transessuali più iconici presenti nei videogiochi giapponesi degli anni ’90

Fino a non molti anni fa la presenza dell’omosessualità  nel mondo dei videogiochi era una vera e propria rarità. In realtà, tranne qualche  eccezione, era la sessualità in tutte le sue sfumature ad essere un vero e proprio tabù dei videogiochi “ufficiali”, rimanendo nel limbo del mondo “indie” molto underground. Negli ultimi anni, per fortuna, c’è stato un certo sdoganamento, ma trenta e più anni fa le cose erano diverse, ma nulla ha fermato la creatività dei programmatori e i grafici del tempo. Prima di tuffarci alla scoperta dei 5 personaggi gay più iconici (e a volte un pò stereotipati ed ) del mondo dei videogames giapponesi degli anni  ’90, vi ricordo che siamo in periodo storico dove il Giappone si viveva un periodo di grande libertà creativa, le controparti occidentali dei suddetti giochi furono invece pesantemente censurati.

1) Il Capo della Polizia Angel Force di Go! Go! Ackman 3 (1995 – BANPRESTO – SNES )

Go! Go! Ackman 3 fa parte di una trilogia pubblicata solo in Giappone per Super Nintendo   (Super Famicom) realizzata a metà degli anni ’90.Il gioco è un coloratissimo platform ispirato all’omonimo manga di Akira Toriyama (i papà di Dragonball), il cui protagonista, il piccolo demone Ackman, si troverà catapultato in una serie di fantastiche avventure circondato da stranissimi personaggi. Tra i personaggi più particolare del gioco c’è il capo della Polizia di Angel Force che sotto forma di boss cercherà di eliminarci in modo fin troppo affettuoso. In realtà il personaggio in questione assomigliava molto ad alcuni personaggi minori già apparsi nel manga Dr. Slump dello stesso Toriyama.

2) I nemici Nazi-gay di CRIME FIGHTERS e VENDETTA/CRIME FIGHTER 2 ( 1991-  KONAMI – ARCADE)

Al giorno d’oggi un personaggio del genere sarebbe stato assolutamente fuori luogo. Il personaggio in questione era presente sono nella versioni nipponiche di Crime Fighters e del suo seguito, conosciuto in occidente con il nome Vendetta. Alcuni nemici  inseguivano il protagonista nella loro tutina nazi- sadomaso  per bloccarlo e avvolgerlo nella loro “presa”. In mancanza di altro i nemici  puntavano ai lampioni (!!!).   Nel secondo capitolo del gioco c’era anche un cane ( precisamente un dobermann) che cercava di “abusare” del protagonista. Nelle versioni occidentali  fu rimosso tutto.

3) Ash, un mid- boss  di Street Of Rage 3 (1994 – SEGA – MEGADRIVE)

Bare Knuckle 3, conosciuto in occidente come Street of Rage 3, è l’ultimo capitolo di una fortunata saga di picchiaduro per il Sega Megadrive. Il gioco ha subito una serie di censure e modifiche nelle versioni europea ed americana: tra le più evidenti gli abiti delle ragazze e sopratutto la  cancellazione di un boss di metà livello chiamato Ash. La divisione americana di SEGA dichiarò, a torto o ragione, che il personaggio fosse offensivo e lo rimosse totalmente dal gioco. La stessa sorte toccò alla versione europea del gioco. Ash era il “solito” nazi gay con tanto di autoreggenti in latex, anche in questo caso si trattava di un personaggio un molto caricaturale e stereotipato. Una curiosità, una volta affrontato Ash poteva essere usato dopo aver digitato un codice con il pad , cosa ancora più curiosa con un pattern di colori diverso non modificabile.

2) Birdo/Strutzi/Chaterine personaggio non giocabile di Yume Kōjō: Doki Doki Panic/Super Mario Bros 2 (1987/1988 – Nintendo).

Nel 1987 Nintendo pubblicò in Giappone per il suo “avveniristico” Family Disk System (una periferica per Nintendo Nes che leggeva dischi proprietari da 2,8″) Yume Kōjō ’87 , un platform dedicato ad una serie Fuji TV. L’anno successivo il gioco approdò in occidente pesantemente modificato e “divenne”  Super Mario Bros 2. Il “vero” Super Mario Bros 2 uscì in Giappone nel 1986 e in occidente solo nel 1993 nella raccolta Super Mario All Star per Super Nintendo.

In tutte le versioni del gioco era presente un personaggio; Birdo, quello che è da considerare il primo personaggio transgender della storia dei videogiochi…o forse no.

Nel libretto di istruzioni c’era scritto: Birdo “He thinks he is a girl and he spits eggs from his mouth. He’d rather be called ‘Birdetta.’tradotto: Birdo “Pensa di essere una ragazza e sputa uova dalla bocca. Forse sarebbe meglio chiamarlo “Birdetta”. Tuttavia la Nintendo ha sempre smentito, e nelle successive ristampe del gioco queste righe furono omesse. Dalla sua seconda apparizone è stato sempre identificato come un personaggio femminile, fidanzata di Yoshi. Quindi originariamente il fido compagno di Mario era trans, o stiamo parlando semplicemente parlando di una libretto di istruzioni scritto in modo un pò superficiale? non lo sapremo mai…Resta il fato che Birdo è diventato un personaggio abbastanza popolare ed è comparso in tantissimi giochi di varie console Nintendo.

1) Poison, una dei nemici di Final Fight ( 1989 – Arcade – CAPCOM)

Poison  appare nel leggendario picchiaduro Capcom Final Fight come una ragazza dai lunghi capelli  di color magenta, indossa un cappello nero in stile poliziesco, shorts,  décolleté con tacco a spillo ed un top con una scollatura ben evidente e che lascia scoperto l’addome. Poison, per stessa ammissione della Capcom è una transessuale. Identificata sul libretto giapponese come “newhalf” (termine giapponese per identificare le transgender ), Poison e la sua controparte cisgender Roxy (gli sprites sono identici, cambiavano solo il colore dei capelli) hanno inoltre subito negli anni una serie di pesanti censure estetiche. Nella versione giapponese per Sega MegaCD apparivano  “meno scoperte” mentre  per Super Nintendo furono addirittura sostituite da un anonimo punk. La storia di Poison è decisamente particolare e vale la pena di essere approfondita, vi consiglio di dare un’occhiata a QUESTO video (dura circa 20 minuti ed è in lingua inglese), merita di essere visionato.

 

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista

Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega , tornato sulla terra la sua viscerale passione per l’universo nipponico l’ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Nell’ ultimo anno scrive su Senzalinea di tecnologia e soprattuto di Cosplay. Ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega..

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