lunedì , 19 novembre 2018

” I DUE GOLOSONI ” DI PHILIPPE CORENTIN. RECENSIONE UNDER 10

 

  • Trama: Si sa, molti bambini vanno pazzi per i dolci e spesso non ascoltano le raccomandazioni dei genitori che cercano di metterli in guardia da sicura indigestione. È il caso di Bombolo un bimbetto disobbediente e goloso che, per ghiottoneria e ingordigia, si troverà a dover ingaggiare una lotta contro babà, bignè alla crema e panna montata in un incubo da mal di mare. Un libro molto speciale, spiritoso e imprevedibile, dall’impaginazione inclinata come il rollio di una barca su un mare in tempesta.

Baba Libri

 

 

  • Recensione: Quando si tratta di recensire libri per i più piccoli lascio che siano i miei figli a farlo. A. di otto anni e R. di sei hanno ascoltato con piacere la storia, ma una volta arrivati alla fine avevano sul viso un’espressione un po’ delusa, sono rimasti in silenzio per poi confermarmi quello che pensavo. Hanno trovato la trama un po’ debole, senza grandi colpi di scena asserendo: “Mamma, ma non succede niente di bello, è una storia che non diverte, è per i piccoli”. In realtà hanno ragione perché è un po’ piatta, o almeno per loro che sono amanti di ciò che lascia il segno non va bene. Ho chiesto anche cosa hanno capito, se c’è una morale e loro testuali parole sono state: “Questi si sono sentiti male per aver mangiato troppo, ma sono così golosi che vogliono rischiare. Non hanno capito niente!”. Beh, è vero, i bambini non sempre prendono esempio dalle esperienze, soprattutto se questo porterebbe a rinunciare a qualcosa che a loro piace molto. Sono stati molto apprezzati invece le illustrazioni riconoscendo nelle onde del mare il famoso dipinto di Hokusai (non sto mentendo, loro conoscono bene quel quadro). Posso concludere affermando ciò che i miei figli hanno osservato, ovvero che la fascia di età per la quale il libro è indicato sia poco corretta: modificherei DAI 5 ANNI in FINO AI 5 ANNI.

 

 

  • Philippe Corentin  Nasce a Parigi nel 1936. Passa la sua infanzia a Quimper. Partecipa alla guerra in Algeria. Nel 1968 vengono pubblicati i suoi primi disegni. Collabora con le riviste «Elle», «Marie Claire», «Jardin des Modes», «Vogue». Approda alla letteratura per l’infanzia partendo dal disegno umoristico e passando per la pubblicità. Dice di se stesso: «Sono un grande scarabocchione, geniale forse, ma pur sempre un buffone. Ma come diceva Raymond Queneau, “Non c’è solo l’arte ma anche la buffonata”.» Alla domanda: «Ha una vocazione, una missione come autore di libri per bambini?» risponde: «No, cercavo solo una scusa per poter abitare in campagna e raccontare i ricordi dell’infanzia di mia figlia. Per questo ho cominciato a scrivere ed illustrare libri per bambini.» E alla domanda «Cosa vuole comunicare di particolare ai bambini», lui risponde: «Provo a farli ridere, è tutto. Detesto i libri piagnucolosi che si leggono per far addormentare i bambini. È il contrario che bisogna fare, bisogna svegliarli con storie che fanno ridere. Ai bambini piace il solletico, e allora facciamogli il solletico fin dalla mattina con libri che fanno ghiri-ghiri. Ecco, io faccio libri ghiri-ghiri». E così Philippe Corentin scrive libri come L’Africa di Zigomar, dove un topolino s’impunta a voler emigrare come la sua amica rondine. Ma chi può trasportarlo? Il cuculo ma viaggia di notte; le oche ma volano troppo in alto; le cicogne… ma mangiano i topi! Rimane solo il merlo Zigomar, uccello saccente che sostiene di conoscere la strada per l’Africa, ma che si dimostrerà una pessima guida turistica. Altro capolavoro che gli è valso il premio Andersen, Papà! in cui rende relativo il punto di vista del lettore, o ancora, Signorina Si-salvi-chi-può, parodia di Cappuccetto Rosso dove i ruoli della bambina e del lupo sono invertiti. Un aspetto molto interessante del lavoro di questo autore, è la scelta di formati particolari per i suoi libri. Si pensi a L’orco, il lupo, la bambina e il bigné, in formato lungo e stretto, che riprende il gioco del lupo, della capra e del cavolo e attraverso il trucco della mezza pagina riesce a rendere ottimamente lo spirito del gioco. Oppure con Pluf! il cui formato verticale ricorda un pozzo, luogo in cui si svolge la storia. Altra particolarità di Philippe Corentin è l’utilizzo della voce narrante che racconta pagina dopo pagina le avventure del personaggio (si veda Quel Coso Lì e Patatrac!) ed infine, come in quest’ultimo I due golosoni, l’uso di immagini storte per far venire al lettore… il mal di mare!
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Biografia Cristiana Abbate

Cristiana Abbate
Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.

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