venerdì , 20 aprile 2018

Il Napoli prova la fuga, la Juve tiene il passo, Roma e Inter si allontanano

Bellissimo il match prenatalizio al San Paolo tra il Napoli e la Sampdoria: il primo tempo della gara è stato pieno di emozioni, gol, errori e giocate di alta classe,  regalando un pomeriggio di bel calcio a tutti quanti sintonizzati sulla gara. E’ il Napoli dei titolarissimi contro la Samp, squadra organizzata e con ottime individualità. Il match è subito in salita per i ragazzi di Sarri, i blucerchiati, infatti,passano in vantaggio dopo meno di due minuti grazie ad un calcio di punizione di Ramirez da distanza siderale, con il “solito” ormai Pepe Reina lento nei riflessi ed in ritardo su un tiro bello ma assolutamente parabile. Lungi da noi delegittimare il ruolo di leader del portiere spagnolo, speriamo solo che gli errori, che superano di gran lunga le parate da ricordare, del portiere azzurro alla fine non siano decisivi. Non si scompone comunque la squadra di Sarri che parte all’arrembaggio spinta da un sontuoso Allan: impressionante la spinta e la grinta del brasiliano, ormai giocatore di livello altissimo. Dopo un tiro di Callejon deviato da Viviano e una magia di Mertens con tiro fuori di nulla, è proprio il brasiliano ad impattare la gara ribadendo in gol la respinta di Viviano su conclusione di Callejon, ancora magnificamente servito da Mertens. Spinge ora il Napoli ma da una azione di alleggerimento dell’ottimo Ramirez nasce il rigore del 1-2: è Hysaj (brutta la sua prestazione, per usare un eufemismo) ad abbattere il fantasista blucerchiato dopo una fiera degli orrori tra l’albanese e Albiol. Quagliarella realizza. Ma gli azzurri sono squadra convinta dei propri mezzi e in men che non si dica ribaltano la gara. Il due a due è di Insigne servito, manco a dirlo, da Mertens dopo l’ennesimo recupero palla di Allan. Pochi minuti e la rimonta è completa: entra definitivamente nella storia Hamsik che realizza il gol n. 116, staccando finalmente Maradona: l’azione la gestisce ancora Allan che sfonda centralmente, sopraggiunge Mertens che vede Hamsik solo soletto davanti a Viviano: il tap in del capitano è facile facile. Esplode il San Paolo e gli azzurri spingono alla ricerca del quarto gol che non arriva e il primo tempo, uno spot per il calcio italiano, termina 3-2.

Chi si aspetta nella ripresa una gara di pari intensità resta deluso: le squadre si temono, la partita diventa tattica e le occasioni latitano. La girandola delle sostituzioni non produce grossi effetti, Mister Sarri rafforza la mediana inserendo Diawara e Zielinski per Jorginho e Hamsik. I blucerchiati premono alla ricerca del pari ma non impensieriscono mai seriamente la retroguardia azzurra che si stringe attorno al suo gigante Koulibaly, insuperabile sia nel gioco aereo che palla a terra. L’espulsione dell’ingenuo Mario Rui regala un finale di ansia ai tanti tifosi azzurri sugli spalti, ma la Samp non riesce mai a calciare verso la porta difesa da Reina e, anzi, è proprio il Napoli a sfiorare la marcatura nel finale con Mertens. Termina 3-2 e i partenopei mantengono, meritatamente, la vetta della classifica, tallonati dall’irriducibile Juve di Allegri che in serata supera di misura una  Roma mai doma, mentre l’Inter di Spalletti perde anche a Sassuolo, tradita da chi l’aveva portata lassù (leggasi Icardi e Handanovic) e si stacca a meno cinque.

Non sappiamo se la fuga delle due squadre a detta di tutti candidate al titolo sia definitiva: fatto sta che nel prossimo turno Juve e Napoli avranno la possibilità di allungare ulteriormente. Sarà, si spera, un duello emozionante fino alla fine; intanto tra poco apre il mercato e l’occasione per puntellare una rosa forte non deve essere persa come accaduto nelle recenti stagioni.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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