lunedì , 15 ottobre 2018

Il sogno americano nella letteratura

 

L’emigrazione segnò la fine della vita contadina in Europa e anche l’inizio della vita in America, la storia degli ultimi decenni dell’800 e dei primi del ‘900 è caratterizzata da un fortissimo flusso migratorio  ed in questo periodo milioni di persone lasciarono la loro patria per raggiungere terre lontane dove trovare quel benessere che la patria negava. In questi paesi gli emigranti trovarono lingue diverse, climi cui non erano abituati, usanze strane e, per la maggior parte furono costretti a cambiare il proprio modo di vita. Alla base del fenomeno stavano: la sovrappopolazione rurale, i bassi salari dell’industria, la disoccupazione, le carestie e le persecuzioni religiose e politiche. Ma come si diffuse questo mito dell’America? Soprattutto furono le “rimesse”, i soldi inviati a casa dagli emigrati, la prova concreta della possibilità, in America, non solamente di sopravvivere, ma anche di risparmiare somme considerevoli. Furono anche, come provano tante testimonianze, i racconti diretti degli emigranti di ritorno dagli USA, che fecero spesso da tramite diretto per l’emigrazione dei loro compaesani.

Ecco qualche titolo interessante sull’argomento.

 

Il dio di New York  di Luigi Fontanella

La vera storia di Pasquale D’Angelo, un giovane sedicenne di origine abruzzese, che nel 1910 sbarca a Ellis Island insieme con il padre e un gruppo di suoi compaesani in cerca di fortuna. L’impatto con il “nuovo mondo” è durissimo. Per Pasquale, ribattezzato Pascal, l’America si rivelerà anche una sorta di “terra promessa” poetica, perché giorno dopo giorno scoprirà che la nuova ed estranea lingua di cui deve faticosamente impadronirsi per poter sopravvivere sarà anche la lingua in cui comincerà a scrivere le sue poesie.

 

La gang dei sogni  di Luca Di Fulvio

Ellis Island, 1909: da uno dei tanti transatlantici in arrivo sbarcano una giovane donna e il suo bambino. Provengono dall’Italia, dall’Aspromonte, i loro nomi sono Cetta e Natale: ma il bimbo viene subito chiamato, dagli addetti dell’Immigrazione americana, “Christmas”. Nella trasformazione di questo nome è racchiuso tutto il sogno della madre, che affronta con coraggio le difficoltà della vita nel ghetto italiano con un solo desiderio: che il suo bambino diventi un vero americano, libero di essere felice ma ancor prima libero di essere se stesso. Purtroppo la realtà si presenta differente e non così felice, ma Natale ha un dono speciale: può contare sulla sua fantasia vivissima, e sulla capacità di renderla concreta attraverso storie che fanno sognare chiunque lo ascolti.

 

Le ceneri di Angela  di Frank McCourt

Il libro è l’autobiografia romanzata dell’autore, cresciuto poveramente nell’Irlanda del primo dopoguerra, e ne segue lo sviluppo fino alla giovinezza e al viaggio in America che cambierà la sua vita. La sua famiglia così misera che può guardare dal basso la povertà, fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo, gli inglesi e i protestanti, e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribù verso la sopravvivenza. Il giovane Frank le prova tutte: ruba, elemosina, chiede in prestito, impara, legge, s’ammala scopre Shakespeare, scrive lettere minatorie per conto di una vecchia usuraia, consegna carbone, telegrammi, prega, si confessa, si pente, consegna giornali e scopre che è un uomo e come sono fatte le donne. E a modo suo dà un nome a tutto questo mondo cercando di capirlo. Fa domande e come al solito gli adulti non rispondono e allora chiede ai santi, a San Francesco soprattutto (il suo preferito), e questi in un modo o nell’altro rispondono parlandogli attraverso le sue esperienze, i suoi desideri e le sue conquiste.

 

Vita  di Melania Mazzucco

Nel 1903 Vita e Diamante, nove anni lei, dodici lui, sbarcano a New York. Dalla miseria delle campagne di Minturno, un paesino che segna i confini della Campania con il Lazio, vengono catapultati in una metropoli moderna, caotica e ostile. Lì li aspetta Agnello, il padre di lei, sempre in lotta con la povertà e con lui la compagna e uno stuolo di parenti ed amici che vivono nel ghetto di Little Italy, ma anche sopraffazione, violenza e tradimento. Ci saranno occasioni di riscatto, la scoperta dell’amicizia e, soprattutto, l’amore che si rivelerà più forte della distanza, della guerra, degli anni. Vita è ribelle, possessiva e indomabile, Diamante taciturno, orgoglioso e temerario, l’attaccamento fra i due giovani è spezzato dalla partenza di Diamante che torna in Italia. Molti anni dopo, il figlio di Vita, militare americano, cercherà l’uomo che avrebbe potuto essere suo padre.

 

Ogni cosa è illuminata  di Jonathan Safran Foer

 

Il romanzo è ispirato alla vicenda personale dell’autore, che viaggiò in Ucraina per fare ricerche sulla vita di suo nonno in particolare su Augustine, la donna che salvò la vita dell’uomo durante le deportazioni naziste. Con una vecchia fotografia in mano si accompagna a tre personaggi alquanto stravaganti: Alex che lavora per l’agenzia “Viaggi tradizione” interessato solo a svolgere il suo lavoro di guida, ma che alla fine si dimostra sensibile e si affeziona a Jonahan; il nonno antisemita che si dice cieco, ma che poi continua a guidare la macchina e il loro cane puzzolente. Un viaggio a ritroso, dove l’America era la vita, ma le radici sono fermamente attaccate alla terra di origine.

 

Pane amaro  di Elena Gianini Belotti

Il libro è la storia vera del padre dell’autrice che a sedici anni, nel 1919,  emigra nell’Oregon per costruire una ferrovia. Le condizioni di lavoro sono così disumane e i soprusi così frequenti da spingerlo a tentare due volte il suicidio. Timido e sensibile, impara a suonare la fisarmonica, va a San Francisco e si guadagna da vivere suonando alle feste degli italiani. Quando la fisarmonica gli viene rubata, nessuno gli offre un altro lavoro: in preda alla disperazione spacca la vetrina di un negozio e viene incarcerato. Maltrattato e picchiato dai secondini, si ribella, sembra perdere la ragione e viene internato in un manicomio dove un fratello lo trova tre anni più tardi.

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Biografia Cristiana Abbate

Cristiana Abbate
Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.

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