mercoledì , 15 agosto 2018

Il tour dei sogni nella fabbrica del piacere: Gli Escort (Seconda parte)

La settimana successiva sono più tranquillo, ma come dicevo molto più curioso, il primo incontro mi ha dato delle informazioni, ma non è stato esaustivo. Davvero questi escort sono tutti professionali, gentili ed educati?

È davvero un nuovo lavoro?

Mah, ho ancora dei dubbi…

Mi ricollego ai due siti che conosco (Grinderboy e gli altri) e cerco qualche giovane che attiri la mia attenzione.

Noto che parecchi sono stranieri, il fascino esotico dei venezuelani, cubani e caraibici colpisce sempre.

Corpi abbronzarti perfetti , sederi alti ed addominali, la genetica aiuta in questi casi. Metà del lavoro l’ha fatto la natura.

Albert, profilo su pianetaescort,  un bel ragazzo cubano. Sorridente, denti bianchissimi, fisico scolpito. Un po uno stereotipo esotico ma efficace a destare il mio interesse.

Ovvio, come gli altri ha elencato le prestazioni ma non la tariffa. C’è il suo numero.  Mi schiarisco la voce e penso prima di comporlo: è il caso che sia sincero oppure mi fingo un cliente….

Il telefono squilla, attendo che mi risponda, non gli ripeterò la frase di rito.

“Ciao, Albert. Vorrei incontrarti, dove ti trovi?”

Gentilissimo, mi saluta cordialmente, mi dice il posto, anzi la zona ma non il civico, come prevedevo, aggiunge che sono 100 euro senza limiti di tempo, con calma, appartamento climatizzato. Gli dico ok, lo avrei richiamato non appena sarei stato nei paraggi. Lo schema dunque si ripete,  c’è una sorta di privacy, diffidenza o è un modo per tutelarsi? Lo stesso leggevo nei profili che non rispondono a sms e numeri privati, questa cosa devo chiedergliela.

Esco di casa e vado all’appuntamento,  è una zona chic di Napoli centro, nei pressi del multisala cittadino.  Arrivo li, lo richiamo e subito gli dico di essere un giornalista, silenzio dall’altro capo, credo si incazzi, invece dice “ok, però solo 10 minuti, sposto il prossimo incontro più tardi”. Mi dice il civico e lo raggiungo. Sul pianerottolo la porta è aperta come la scorsa volta in quell’altra casa, entro e me lo trovo davanti.

Le aspettative non deludono, Albert, o come davvero si chiama, è una statua vivente, bello, imponente, meglio ancora che in foto, è vestito in modo elegante, compresa la giacca, l’appartamento è un loft tipo americano su due piani, mi chiede se mi può offrire qualcosa da bere, gli dico di no.

Ci sediamo sul divanetto, noto che ha un erezione “in corso”, mi serpeggia nella testa una parola: viagra, credo sia scontato in certi contesti lavorativi.

Mi rilasso e gli dico di aver notato che nessun profilo dice di accettare chiamate da numeri privati, perché? Sorride, la risposta è ovvia, la gente fa gli scherzi, con un numero visibile spesso collegato ad un applicazione, in caso di minacce o insulti, si può risalire al colpevole, i numeri privati nascondono le persone, quindi evitando di rispondere si evita di trovarsi ad avere a che fare con gente ignorante e che vuole perdere tempo. Lui sta lavorando.. ci rifletto ed è vero! Il tempo è denaro, un lavoro particolare come il suo, la persona va un minimo tutelata. Gli chiedo se ha problemi ad “andare” con chiunque, dico: “un uomo di ottant’anni non ti fa schifo?” Ride, dice di no, a Roma dove abita ha molti clienti anziani, e sono i migliori, si accontentato di giocare un pochino e sono ben disposti a pagare, la professionalità non guarda chi hai davanti, il lavoro va fatto e stop.

Lavoro, lavoro, lavoro, comincio a pensare che ha ragione, sia Giulio che lui mi hanno dato le stesse risposte, mi dice, “tu non intervisteresti un uomo anziano?” Gli dico di si ma, ahimè non è lo stesso. Lui replica di si, invece.

Resta a Napoli per una settimana poi si sposta, guadagna molto bene e lo fa per mangiare e non per comprarsi le magliette firmate, mentre chiacchieriamo squilla il telefono. Noto che sul davanzale ne ha un altro in carica, come sospettavo. Risponde.. parla con il suo interlocutore, non riesco a capire, non da tariffe, spiega di che zona di Cuba è originario. Mi guarda, mi fa segno e sorride, vuole che ascolti anche io. Chiude la telefonata dicendo ” la gente è strana, questa persona deve andare a Cuba la settimana prossima e per l’eccitazione del viaggio mi ha chiamato in quanto cubano, solo per comunicarmelo. Bah.”.

Ultima domanda, gli chiedo se il cliente non “conclude” o non vuole andare via, come gestisce la situazione?

Mi risponde che guarda sempre l’ora di arrivo del cliente per regolarsi, con l’avvicinarsi dell’ora canonica cerca di farlo concludere, senza dirglielo esplicitamente, gli dico che a me al telefono mi aveva detto “senza limiti di tempo”, replica “si va bene ma una prestazione dura esagerando un‘oretta, e comunque dopo aver concluso se ne vanno, non avrebbe senso rimanere”.

Chiaro………

Saluto, mi dice di cambiargli il nome nell’intervista. Esco.

Il giorno dopo ho notato sul sito che c’è un ragazzo nuovo, si chiama F. ed è italiano. Lo contatto.

Dalle foto sembra davvero un bel tipo, scrive nel profilo “sono grato se trascorri il tuo tempo con me”

Lo chiamo, è romano me ne accorgo dall’accento. Sta facendo il tour, è qui vicino casa mia. Stavolta sono sincero e gli dico che sono un giornalista, lui mi risponde: “quindi non paghi per chiacchierare?”. “Eh no” dico io, “ti rubo poco tempo”. Accetta. Forse ci ha provato, o scherzava.

Vado nel suo appartamento, entrando vedo scendere dalle scale un ragazzo molto bello, alto, in canottiera, credo sia un cliente, non so, non ci faccio più caso.

Entro e stavolta la situazione è diversa. F. è indubbiamente la stessa persona in foto ma più vecchia, photoshop ha fatto il suo lavoro, glielo dico, è più magro e meno muscoloso,  mi dice che si sta allenando per migliorare. A Roma dove vive, lavorava per i circuiti festaioli DURO e COX poi non l’hanno più chiamato perché cercavamo solo quelli muscolosi. Ha un forte raffreddore, si soffia il naso ogni 2 minuti, molto poco igienico, perche lavora se è malato? Dice che è colpa dell’allergia.

Mi racconta che fa l’escort da 10 anni, e minimo ha avuto un cliente al giorno, quindi dovrei farmi il conto di quanti clienti ha soddisfatto, non si ricorda i volti dei suoi clienti, anche di quelli che vede assiduamente.

È sicuramente educato, ma rispetto a Giulio ed al cubano è più grezzo, non so… mi sovviene un altro termine per definirlo che non è escort. Credo che non valga  i 100 che chiede.

Il suo telefono non squilla, mi chiede di me, gli dico che ho un libro in promozione, gli mostro le foto e mi dice che avrei dovuto regalargliene una copia, lui ha molti anici bear. Regalare? Ho l’impressione che pensi che certe cose gli siano dovute. Tra l’altro alcuni escort annoverano tra i servizi anche lo: shopping insieme, inteso che se ti consigliano per te, poi devi comprare qualcosa anche a loro, e si parla di lusso. Pretty man.

Me ne torno a casa confuso.

A casa mi collego al sito e riguardo le foto di F. è lui ma è diverso, e noto che si è aggiunto nella lista dei disponibili a Napoli un altro escort nella stessa sua zona lo guardo bene ed è il tizio che ho visto  prima per le scale. Forse dividono le spese.

Adesso non sono convinto della sincerità di questi  boys, settimana prossima mi spingerò oltre.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dello splendido romanzo "La pecora Rosa",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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