giovedì , 19 aprile 2018

Lady Bird – La recensione

Il primo lavoro solo di Greta GerwigLady Bird, si va a piazzare nel filone cinematografico dal quale esce l’attrice e neo-regista, ovvero quello indie americano. Le sue esperienze mumblecore con Joe Swamber, mitigate da un modo di fare cinema più mainstream, hanno condotto ad un’ottima miscela di stili, dando carattere al lungometraggio. Candidato a due Oscar e tre BAFTA, vincitore di due Golden Globes e riconosciuto dalla critica come una delle pellicole migliori dell’anno, Lady Bird è un film di formazione agrodolce e divertente.

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Christine (Saoirse Ronan) è una ragazza che compie gli ultimi passi dell’adolescenza, prima di essere catapultata nell’età adulta. Cerca di costruirsi un’identità, cercando di trovare un equilibrio tra chi è e chi vuole essere, tra la propria indipendenza e l’essere accettati. E nel cercare la propria indipendenza, decide di chiamarsi Lady Bird, sottolineando come un nome sia un’imposizione troppo grande. Lady Bird sogna di andare in un college a New York, per vivere il fermento culturale della Grande Mela post 9/11 e fuggire dalla squallida periferia di Sacramento dove vive. Sogna di essere un’attrice, sogna il successo e tanto altro. E il contrasto tra ciò che sogna e ciò che è in realtà viene sempre evidenziato:”Il mio compito è quello di farti essere realista” dice la counselor mentre l’aiuta a scegliere un college; “A quanto pare è quello di tutti”, risponde Lady Bird.

Image result for lady birdTra le tante persone che cercano di mantenerla con i piedi per terra, c’è la madre Marion (Laurie Metcalf), un’infermiera che deve mantenere tutta la famiglia sulle sue spalle e il cui schietto pragmatismo cozza sempre con il narcisismo sconsiderato della figlia. Provano ad amarsi, ma in qualche modo finiscono sempre per litigare e a volte qualcuno si getta giù da un’auto in corsa. E questo rapporto uno dei fulcri del film: l’alchimia tra gli attori è tanta e riescono ad esprimere l’amore e la loro difficoltà a relazionarsi e comunicare.

Greta Gerwig per il suo debutto da regista decide di esplorare il tema che conosce meglio: se stessa e la sua infanzia. Infatti anche la regista è cresciuta a Sacramento, entrambe le mamme sono infermiere, e sia Greta che Lady Bird hanno studiato in un liceo cattolico, sognando la grande mela. La regista ha affermato che voleva che il film sembrasse “come un ricordo”. Ma la sua delicatezza, il suo occhio attento ad ogni dettaglio (come l’uso della canzone “Crush into me” della Dave Matthews Band) e la sua abilità scrittoria rendono questo film davvero unico, rendendolo sia un racconto della corta stasi pre-maturazione, ma anche uno spaccato sulla vita e la cultura americana post 11 settembre.

 

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Biografia Julian Foster

Julian Foster
Viaggiatore incallito, musicista appassionato, amante di ogni forma di arte, impegnato nello studio delle lingue e letteratura straniere, sogna un futuro nel mondo accademico.

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