venerdì , 20 luglio 2018

L’INCAZZATA TECNOLOGICA E I GRUPPI DEGLI STUDENTI SUI SOCIAL

Sessione estiva: sole, afa e… incazzature!

Nell’epoca dell’università 2.0 e oltre, farsi un giro su quei gruppi Facebook che dovrebbero fornire qualche dritta sugli esami, condivisa da eroi che ci sono già passati, è quasi obbligatorio; purtroppo, molto spesso di trasformano in un ricettacolo di spacciatori di appunti a pagamento, cacciatori di libri intonsi ma regalati, tentativi di scorciatoie antifatica, richieste improbabili di varia natura, ecc

Quindi io, non solo devo stare chiusa in casa a sudare e disperarmi sui libri, no, devo anche sopportare questo agglomerato di furbetti impuniti. Perché il brutto è proprio questo, che sono e resteranno degli impuniti. La società di oggi, almeno quella italiana, non premia la famosa meritocrazia, ma la furbizia o il leccamento di natiche, bisogna farsene una ragione.

Appunti pagati a peso d’oro

Io posso capire che prendere appunti sia una bella fatica e che trascriverli in un italiano corretto e decente, sia un lavoraccio, ma farsi pagare 50 (CINQUANTA) euro per divulgare il prezioso manoscritto, è da str…. carogne! Dov’è finita la solidarietà tra studenti? Ah certo, non è più di moda, ora vige di più il mors tua, vita mea, cioè, se tu non puoi frequentare le lezioni per prendere appunti perché magari lavori o abiti sui monti insieme ad Heidi, non riuscirai a laurearti e di conseguenza ci sarà un rivale in meno nella corsa al posto di lavoro. Quindi non si guadagnano le cose per merito e capacità, ma perché si tagliano le gambe agli avversari lungo il tragitto.

Quelli che si tengono i loro segreti stretti stretti

Collegati a quelli sopra, troviamo gli omertosi dell’esame, quelli che non ti danno un suggerimento su un esame/ professore, neanche a morire. Non sto parlando delle soluzioni dei test, sia chiaro, ma solo di sapere se il docente è o meno un pezzo di letame e/o se predilige determinati argomenti. Stesso discorso già citato, preferiscono segarti le gambe, piuttosto che batterti alla pari. Vigliacchi!

Cacciatori di libri nuovi, ma usati

Questi mi fanno stranire ogni volta: “cerco libro usato, ma poco/ sottolineato, ma solo a matita/ usato, ma ancora con il cellophane/ a metà prezzo, ma magari anche meno”. E poi?! Vuoi anche che il libro vada a fare l’esame al posto tuo?

Se vuoi un libro intonso, vai in libreria o su qualche negozio virtuale e lo compri, bello lustro come piace a te e se ti va bene, otterrai anche uno sconto del 15% (di solito viene applicato di default). Se invece non vuoi spendere soldi per i libri e avrai anche le tue buone ragioni, per carità, magari non avanzare pretese eccessive, schifando i libri vissuti da altri studenti, perché non so se te l’hanno detto, ma per studiare… i libri vanno aperti e a volte sottolineati!

Ah, esiste sempre la biblioteca universitaria, così, per informazione.

Quelli a cui pesa il ditino per cercare

Li definirei pigri, ma non è il vocabolo per descrivere adeguatamente questa categoria; sono quelli che preferiscono chiedere nei gruppi di FB informazioni facilmente reperibili nelle pagine dell’ateneo, piuttosto che cercarsele da soli.

Allora, se sei arrivato all’università, avrai minimo 18 anni e se scrivi su un social, evidentemente hai una connessione internet e sai come si usa un pc/smartphone. Le manine non le hai? La mammina ti taglia ancora la carnina? Sei uno a cui piace essere servito? Nel tempo che ci hai messo a formulare la frase da scrivere sul gruppo, avresti già trovato quello che ti serviva, invece di dare conferma che sei uno a cui piace la pappa pronta (e mi sono limitata al cibo).

I furbetti

E con squilli di tromba passiamo alla mia categoria preferita, quelli che vogliono la massima resa con il minimo sforzo. Li odio, letteralmente, senza sconti. Spero che ci sia un girone dell’inferno dedicato a questi individui, magari di fianco a quelli che spoilerano film e serie tv, altra categoria da prendere a frustate sulla bocca, almeno tacciono.

Questi chiedono, senza vergogna alcuna “riassunti completi ed esaustivi per passare l’esame con un voto alto senza aprire un libro, possibilmente studiando mezza giornata, anche meno, sul treno, mentre vengo in università”.

Io resto sempre interdetta. Poi ci stupiamo di chirurghi, ingegneri, avvocati che non sanno fare il loro lavoro! E certo, la laurea l’hanno presa coi riassunti!

Confermo che alcune materie sono davvero eccessivamente prolisse, ma almeno i libri fatteli passare sotto le mani, dagli una sfogliata, tuttalpiù fai finta, ma evita di dare conferma al mondo che sei uno scansafatiche e stai all’università solo perché ti fa comodo!

Fanno il paio con quelli che si fanno scrivere la tesi da altri, senza fare neanche la fatica di copiarla. A voi i commenti, io mi astengo, che poi divento scurrile e vengo sgridata.

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Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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