martedì , 16 ottobre 2018

L’incazzata tecnologica: selfie selvaggi ed altri disagi

NON VI SEMBRA CHE LA SITUAZIONE STIA SFUGGENDO DI MANO?

Ho deciso di prendere spunto della notizia del 15/5/2018 riguardante le quattro def… ehm… sbarbine, che hanno avuto la magica pensata di farsi qualche selfie con le natiche adagiate su un sedile non proprio consono. Ma andiamo con ordine.

Il fatto: le sprovvedute fanciulline, età media 40 anni, quindi mature, almeno anagraficamente, stavano partecipando alla Serata di Gala Wine&Thecity 2018, nella modesta location del Palazzo Reale di Napoli e, tra un bicchiere di vino e uno stuzzichino, si sono addentrate nei corridoi della magione, hanno trovato un’umile sedia dorata rivestita in vellutino rosso e, coi piedi doloranti a causa dei tacchi alti, hanno pensato (male) di accomodarsi per riposare le stanche membra, approfittandone per farsi 4 foto in pose civettuole, per ricordare la serata.

Fatto sta che la seggiola in questione era nientepopodimenoche, il trono appena restaurato di Ferdinando II e Francesco II di Borbone e le signorine, una volta pubblicata le foto sui social, invece dei like sperati, si sono beccate una serie di insulti, più o meno (molto meno) gentili.

Ora, a parte il fatto che appellare come P…asseggiatrici le donne qualsiasi cosa facciano, è un problema crescente nel mondo virtuale, ma di questo parleremo in un altro articolo, non credete che questa mania di farsi autoscatti in ogni situazione possibile e immaginabile stia sfuggendo un tantino di mano?

Queste saranno state quattro sprovvedute, decisamente digiune di una qualsiasi conoscenza di storia dell’arte; ma quanti ce ne sono, totalmente sprovvisti di un qualsiasi senso morale, che poi ritroviamo a scorrazzare sui social?

VERSO I LIMITI DELLA DECENZA…

Basti pensare a quelli che si sono fatti le foto davanti alla carcassa della Costa Concordia all’Isola del Giglio, tutti giulivi e giocondi davanti a un luogo dove sono morte 32 persone.

Mi immagino la scena:

“Cara, dove andiamo a fare la gita fuori porta questo weekend?”

“Mah, perché non andiamo al Giglio a vedere la Costa Concordia naufragata?”

“Si si dai! Così ci facciamo un sacco di selfie e facciamo schiattare di invidia i nostri amici!”

(NdR: la foto con Will Smith è un fotomontaggio).

Ma che cazz!!! Quando ero bambina, si andava a fare il pic nic in montagna con nonni, zii e cugini, mai ci sarebbe venuto in mente di andare a guardare qualche luogo dove sono crepate delle persone. È morboso e anche disgustoso!

Ma mica è finita qui… eh certo, vi piacerebbe!!! Come ben sappiano, al peggio, soprattutto in rete, non c’è mai fine. Pur potendo dire che almeno per quanto riguarda la Costa Concordia, si sia trattato di un tragico incidente e che, se proprio vogliamo tirarla per i capelli, vedere un’enorme nave, spiaggiata su un lato, nei pressi di un’isola sia quantomeno ai limiti dell’affascinante, per quanto riguarda le gite verso i luoghi dove hanno ammazzato qualcuno, la cosa è davvero vomitevole.

Si organizzano addirittura dei pullman per recarsi a Cogne, a Garlasco, ad Avetrana o a Brembate, dove branchi di mentecatti armati di telefonini, si fanno foto davanti ai luoghi del delitto, alla casa dell’assassino, al supermercato… possiamo solo sperare che arrivando ai bagni pubblici, decidano di fermarsi lì, nel luogo che più gli si confà, affogandosi nelle latrine!

…E OLTRE!!!

Peggio di questi individui senza vergogna e senza alcuna morale, ci sono solo coloro che si scattano foto durante le visite ai campi di concentramento, tutti contenti (!), davanti alla nonna morta, sorridendo (!!) o ai pazienti deceduti, facendo gesti di vittoria (!!!). Io vi prenderei a scarpate nei denti!!! Ma cosa cazzo (e qui ci sta!!!) avete nel cervello? Le pigne?!? Le scimmie urlatrici?!? Un criceto in prognosi riservata?!?! Ma come si fa a partorire simili idee e soprattutto a trasformarle in azioni?!

FORTUNATAMENTE ALCUNI SI AUTOELIMINANO

Alcuni imbecilli, mi spiace non ho parole più gentili per certi soggetti, trovano assolutamente geniale il farsi foto davanti ai burroni, sui cornicioni dei grattacieli o nei pressi di animali feroci, con la logica conseguenza di liberare il mondo dalla loro presenza e rendere la specie un po’ meno rincoglionita. Che dire? Grazie selezione naturale!

Print Friendly, PDF & Email

Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

Check Also

L’INCAZZATA TECNOLOGICA E L’ACQUA DELLA DISCORDIA

In settimana è uscita la notizia, divenuta virale in pochi minuti, che Chiara Ferragni ha …