lunedì , 18 giugno 2018

Mestieri napoletani:O’Zarellaro

Napoli e i napoletani hanno sempre un modo particolare di affrontare il lavoro,spesso inventandone uno o perfezionandolo. In antico tempo ci si “arrangiava” come si poteva per fronteggiare la povertà,la classica “arte dell’arrangiarsi” che da sempre è l’etichetta che i partenopei hanno tatuato addosso. Anche il mestiere di cui andiamo a parlare oggi è frutto di quell’ingegno tipicamente napoletano. O’Zarellaro,ma molto più spesso era a’zarellara,era il proprietario di un emporio,molto particolare.Oggi,con la crescita della globalizzazione,i nostri acquisti li andiamo a fare in negozi specializzati e settoriali,in quei tempi invece in questa bottega trovavi di tutto e di più,dove il caos e il disordine erano le caratteristiche principali.Ovviamente,perchè chi vuole lavorare si ingegna,non di rado o’zarellaro,non possedendo una bottega,girava con il proprio carretto ambulante per la città,mostrando la sua merce.E ce ne era davvero per tutti i gusti,o’zarellaro poteva offrire prodotti di merceria,di cartoleria e anche di parafarmacia,dal cotone alle forbici,dalle spugne alle scope,dai quaderni alle penne,ma anche siringhe,aghi per iniezioni,ovatta,lacci per le scarpe e immancabilmente dolci e caramelle per i più piccoli.Ma in realtà ‘o zarellaro,nacque per vendere accessori per piccoli aggiusti sartoriali e per offrire alle donne di casa quegli oggetti,le zagarelle,che servivano esclusivamente per rattoppare o cucire.In poco tempo la varietà di roba che poteva fornire crebbe a dismisura,facendo del caos il punto di forza,ma con la sicurezza che in quella confusione si trovava sempre quello che si cercava.Ovviamente parliamo di un tempo lontano,oggi empori di questo tipo sono del tutto scomparsi e il termine “Zarellaro” viene ancora utilizzato per indicare una persona poco professionale.

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Biografia Redazione

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