giovedì , 14 dicembre 2017

Mesto saluto alla Champions, gli olandesi vincono nel recupero

Il Napoli abbandona sul campo di Rotterdam le residue speranze di continuare il proprio cammino in Champions. Non è stata certo la modesta squadra di casa, accompagnata da un tifo e una passione dai quali bisognerebbe prendere esempio, a eliminare i ragazzi di Sarri dalla competizione. Una Champions giocata male, quasi come se si trattasse di una competizione marginale: tre sconfitte su tre nelle gare giocate in trasferta, quattro sconfitte complessive, insomma un cammino costellato per lo più da prestazioni non in linea con quanto fatto in campionato.

La gara di ieri era da vincere e sperare nella contemporanea vittoria del City sul campo dello Shaktar: gli inglesi, di fatto, sono andati in gita in Ucraina: sotto di due gol dopo nemmeno mezz’ora. La notizia ha di certo influito sull’esito della gara di Rotterdam: l’ottimo Napoli dei primi 20 minuti, in vantaggio con Zielinski dopo nemmeno due minuti e vicino al raddoppio in un paio di occasioni, si è piano piano sgonfiato, portando a termine la gara quasi per dovere: poca grinta, pochissima velocità, due gol subiti di testa su altrettante distrazioni del solitamente ottimo Albiol, con  Reina di fatto incolpevole ma piantato sulla linea di porta come troppo spesso capita.

Tralasciando per una volta la fredda cronaca, inutile quanto la partita di ieri, una riflessione si impone su due aspetti molto importanti.

Il primo riguarda il momento non proprio ottimo dell’intera squadra: un calo è fisiologico, siamo anche in linea con quanto accaduto negli altri anni. Lungi da noi criticare colui che ha permesso a questa squadra di giocare finora alla pari contro compagini più attrezzate; la domanda è un’altra: che senso ha avere in rosa giocatori assolutamente inutili, non per loro limiti ma per la nulla considerazione che ha l’allenatore nei loro confronti? Giaccherini, Ounas e Tonelli sono tre calciatori, insieme a Rafael che è il terzo portiere, che praticamente non giocano mai. Se non servono che vengano sostituiti con qualcuno che possa essere utile. Per non parlare di Maksimovic, retrocesso da costosissimo acquisto del 2016 a fantasma. Giuntoli, De Laurentiis e Sarri sono chiamati a sciogliere questa intricata matassa.

Il secondo: non sono piaciute a chi scrive alcune dichiarazione dell’ottimo Mister napoletano. Un uomo della sua cultura e spontaneità dovrebbe comprendere la portata del suo ruolo. Difendere Higuain dopo tutta la telenovela che i tifosi azzurri, che sono il NAPOLI e lo rappresentano per tutta la vita in giro per il mondo, hanno dovuto subire è parso un antipatico esercizio di non appartenenza. Attaccare un noto giornalista campano, il bravissimo ed educatissimo Peppe Iannicelli, accusandolo di fare domande “del c…..” solo perchè, in veritas, ha fatto notare che l’obiettivo ottavi è stato miseramente fallito è sembrato un modo per spostare l’attenzione mediatica sulla originalità delle sue affermazioni tralasciando il discorso calcistico. Lo dico chiaramente, in questa storia io sto con l’ottimo giornalista: le cose e le persone possono non piacere ma il rispetto non deve mancare mai.

Ora testa al Campionato: battere la Fiorentina e sperare di riconquistare il primo posto tenuto in pugno meritatamente per 14 giornate. Forza ragazzi e forza Mister!!

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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