martedì , 17 ottobre 2017

NON E’ VERO ………MA CI CREDO !!!

Chi anche se scherzosamente non l’ha mai ripetuto? Chi almeno una volta nella vita, non ha invocato la Dea Bendata o scacciato la jella con un “gesto”?
Il malocchio, la jella, ‘a sfurtun’ sono parte integrante della vasta cultura di Napoli

Ecco le “formule” anti malocchio “.

Aglio, fravaglio, fattura cà nun quaglia.
Corna, bicorna, capa e’ alice e capa r’aglio

Oppure

Uocchie e maluocchie ù
e furticielle all’uocchie,
schiatta ‘a ‘mmiria
e crepano ‘e maluocchie.”

Chi parlando con un amico particolarmente sfortunato non gli ha detto la fatidica frase
“Ma teniss’ l’uocchie ‘ncuoll?”
L’uocchie ‘ncuoll, “Malocchio”, (letteralmente occhio maligno), sono gli occhi di coloro che con sguardo intenso e cattivo ti guardano con invidia lasciandoti addosso tutto il male di cui sono capaci
Per combattere questa sfortuna esistono molti rimedi,uno di questi è “ ‘A fattucchier ” (la fattucchiera), che di solito abita sempre nel palazzo di un’amico che la conosce bene.

– formula scaccia uocchie

Una volta entrati nella casa della Fattucchiera, ella dopo aver fatto sedere il povero sortunato su una sedia, comincerà a declamare frasi incomprensibili e a farsi svariate volte il segno della croce, poi piano piano farà cadere tre gocce d’olio nell’acqua e solo allora ci darà il responso.
Se le gocce d’olio restano intatte il malocchio non c’è, se invece le gocce d’olio si,rompono e si dividono in tante altre gocce allora, bisogna subito rompere il malocchio.Ora bisogna osservare le gocce, se sono tonde, vengono da un uomo, se invece sono lunghe e storte sono di una donna.

a questo punto reciterà la formula

Aglie, fravaglie e fattura ca nun quaglie, ‘uocchie, maluocchie e frutticiell rind’ all’uocchie, corna, bicorna e la sfortuna nun ritorna, sciò sciò, ciucciuè.»

Oppure
“Io te sciopero ra’ capa o pere.

Chi t’è fatt male, te pozza fa’ bbene.
Uocchie, contruocchie, mittincille a’ l’uocchio.

Schiatta riavolo e crepa l’uocchio
Una volta finito il rito il malcapitato viene accompagnato alla porta mentre il solerte amico “ringrazia “la fattucchiera allungandogli qualche banconota.


Secondo la tradizione popolare, la  jettatura è presente a Napoli già dal‘700,, quando alla corte di re Ferdinando IV arrivò l’archeologo Andrea De Jorio .

Il de Iorio godeva di un’ottima fama per la sua professione ,ma malauguratamente era conosciuto anche come uno dei più temibili jettatori. Queste voci si rafforzarono quando il re, il giorno dopo, (sicuramente per cause naturali legate alla sua veneranda età), morì. E’ da quel giorno che tra il popolo napoletano la credenza nella jella aumentò sproporzionatamente!

 

L’IDENTIKIT DELLO JETTATORE

Secondo la credenza popolare, lo Jettatore è di solito magro e pallido, ha il naso ricurvo, e occhi grandi e un po’ a palla ( per questo molto spesso indossa occhiali neri), taciturno, spesso di colorito giallognolo,il naso ossuto e ricurvo. Se per caso vi capitasse di incontrare una persona come quella che ho descritto, cercate di stare alla larga: quasi sicuramente si tratta di uno jettatore. In questo caso, se non avete con voi nessun tipo di amuleti come giada, o cornetti vari, vi consiglio semplicemente di non guardarlo e di fare le corna, possibilmente con l’accortezza di non farvi vedere

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Biografia Luciana Pasqualetti

Luciana Pasqualetti
Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l'approssimazione.

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