lunedì , 15 ottobre 2018

Non solo Pulcinella: le maschere del Carnevale di Napoli

Per chi non se ne fosse accorto, siamo in periodo carnevalesco. Le strade del centro si riempiono di coriandoli colorati e i bambini travestiti spuntano ovunque. Come ogni anno, è sempre bello soffermarsi ad osservare i vestiti vivaci dei fanciulli, i quali chiaramente, negli ultimi tempi, prediligono indossare i panni dei personaggi dei cartoni animati o dei loro beniamini televisivi. Ma il Carnevale, in realtà, come tutti sappiamo, affonda, in maniera ben profonda, le sue radici nella storia ed ogni regione d’Italia ha sempre avuto le sue maschere caratteristiche ed identificative. Ovviamente, una città culturalmente eccentrica come Napoli non poteva non distinguersi anche su questo aspetto e, dunque, vogliamo qui fare una piccola raccolta e disamina dei principali personaggi del Carnevale della tradizione napoletana, magari con la speranza che le nuove generazioni possano tornare ad affezionarsi anche ad essi.

Naturalmente, non si può iniziare senza citare la maschera per antonomasia: Pulcinella. Ebbene, la figura che ispirò questo particolarissimo personaggio, a quanto pare, fu quella del contadino Puccio d’Aniello e, nel corso del tempo, diversi attori di pregio – da Silvio Fiorillo ad Antonio Petito – lo hanno egregiamente interpretato. Tuttavia, soffermarsi su questa icona è alquanto superfluo, in quanto tutti ne conosciamo l’enorme valore in essa racchiusa, quale incarnazione dell’animo, dello spirito popolare e dell’essenza del capoluogo partenopeo. È forse più utile qui menzionare, invece, quelle che sono le altre principali maschere della tradizione napoletana fino al diciannovesimo secolo, altrettanto interessanti, ma probabilmente molto meno note rispetto a quella sopra trattata.
Dunque, innanzitutto si ha il cosiddetto Capitano Spagnolo, il quale è funzionale al protagonista del Carnevale, in quanto appunto suo antagonista. Difatti, lo Spagnolo è praticamente il rivale di Pulcinella. Altro antagonista è pure Don Felice Sciosciammocca che, a differenza della maschera nera di bianco vestita, rappresenta la media borghesia.

Ma in aggiunta, da citare sono anche il tutt’altro che esile Sarchiapone, in coppia con Razzullo, maestro dell’arte dell’arrangiarsi. Poi, ancora, gli eccentrici avvocati Tartaglia e Don Nicola fino agli autoreferenziali Medico – o, per l’appunto, Ciarlatano del Molo – e il dentista Cacciamole o Cavadenti.
Proseguendo, personaggi femminili sono La Vecchia di Carnevale che è in realtà una meta-maschera dato che alle sue spalle ha sempre Pulcinella, e poi Zeza, ovvero Lucrezia, che è la moglie dello stesso e che, in coppia con lui, si contrappone a Vicenzella e Don Nicola.
Ma, oltre ai personaggi maschili e femminili, ve n’è uno “inter-sex”, ovvero il ginnico Pascalotto che è maschio ma truccato e vestito come donna.

Insomma, questi sono i principali nomi del grande Carnevale della storia di Napoli, anche se tantissimi altri sarebbero da aggiungere e ricordare. Il nostro auspicio, dopo la lettura di questo articolo, è che qualcuno possa aver voglia di scoprirli e, perché no, omaggiarli decidendo di adottare, in occasione della festività, le loro vesti.

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Biografia Angelo Potenza

Angelo Potenza
Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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