giovedì , 14 dicembre 2017

Ospedale degli Incurabili e la donna Albero

Esistono storie che sembrano favole,questa di oggi però è la pura verità.

Era un pomeriggio del 1752, quando il dottore, allora sessantenne, Carlo Curzio ricevette una lettera che lo invitava a recarsi immediatamente in sanatorio per dare il proprio parere su una situazione alquanto strana e anomala. Insieme a lui venne convocato anche il Governatore del Complesso degli Incurabili: il Principe Aliano Marcantonio Colonna

Arrivarono quasi di corsa, ad attenderli, in piedi al centro di una stanza, trovarono Patrizia, una popolana, figlia di un calzolaio, una diciassettenne impaurita che cominciava a trasformarsi in un albero.

Lo stupore del dottore e del principe non fu facile da mascherare, ma immediatamente ripresosi, il dottor Curzio iniziò subito un’accurata visita.

Man mano che la visita andava avanti così aumentava il suo stupore perché tutta la pelle che toccava aveva assunto la consistenza del legno.La trasformazione aveva interessato però soltanto la pelle la pelle e la lingua, non aveva fortunatamente per il momento intaccato gli organi interni. Questo fatto gli diede la sicurezza di avere un certo margine di tempo.

Iniziò quindi a raccogliere più informazioni possibili: i genitori della ragazza spiegarono che la figlia non sudava ormai  da moltissimo tempo, e che, addirittura, non aveva mai avuto le mestruazioni.

Il medico iniziò subito a fare delle ricerche, cercò ovunque precedenti e casi similari, consultò libri e trattati antichi e moderni, chiese anche il parere di altri colleghi, ma nulla,nessun trattato o nessun collega aveva mai saputo di nessuno che si trasformasse in albero.

Curzio decise di ricorrere al Principe di Sansevero Raimondo di Sangro noto per le sue arti oscure ed alchimie, alla sua amante, una ricercatrice ventenne, uno scienziato ed un abate francese.

Con la consulenza di tutte queste figure si capì che il reale problema della ragazza era l’idratazione: i pori di Patrizia erano completamente bloccati per cui il suo corpo non poteva traspirare. Quello era il motivo di quella secchezza tipo corteccia della pelle. Il tempo però iniziava a passare e Patrizia respirava sempre più con difficoltà perché la lingua sempre più dura e secca la iniziava a soffocare

Curzio a quel punto decise di fare immergere la ragazza in acqua dolce, leggermente tiepida dove aveva fatto aggiungere qualche bicchiere di latte per fornire alla pelle alcune sostanze nutritive. Ma tutto questo fu un grande fallimento perché la pelle non ne assorbì nemmeno una goccia,ma il medico non volle rassegnarsi e decise di provare a reidratarla con del vapore. L’acqua così trattata riuscì a trovare una via per accedere attraverso i pori e, piano piano, giorno dopo giorno, la corteccia iniziò a ritornare pelle umana.Tutti questi sforzi però vennero vanificati con l’arrivo del freddo perché i pori cutanei si richiusero di nuovo.

Patrizia iniziava a diventare di nuovo un albero. Fu a questo punto che il Principe di Sangro. Dette libero sfogo alle sue conoscenze alchemiche e a Patrizia vennero somministrate delle dosi massicce di mercurio.

Il metallo era anticamente usato dagli alchimisti nella ricerca dell’immortalità: tantissimi sovrani trovarono la morte credendo che un trattamento al mercurio potesse dare loro la vita eterna.

,Questo però non fermò il Principe di Sangro . Patrizia subì in poco tempo una violenta intossicazione da mercurio, fu quasi portata alla morte, il metallo, impossibile da assorbire del tutto dal nostro corpo, fuoriuscì forzatamente dai pori della pelle liberandoli definitivamente. Dopo un anno di cure, la giovane donna albero tornò ad avere pelle umana, a parlare e camminare. Grazie alle cure di un medico caparbio e di un alchimista

Il dottor Curzio, passerà alla storia come il medico che ha scoperto e curato per la prima volta la “Sclerodermia”: una rarissima malattia che esiste tutt’oggi.

 

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Biografia Luciana Pasqualetti

Luciana Pasqualetti

Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l’approssimazione.

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