lunedì , 17 Dicembre 2018

La Sanità e il suo Sottosuolo 1: Palazzo De’ Liguoro – Santoro, dai Greci al Cielo in 50 metri

Napoli, ormai lo sappiamo, è un caleidoscopio di storia e tradizione nel quale in pochi metri, dal sottosuolo al tetto di un palazzo, si va dal IV Sec. a.C. al 1700: per rendersene conto basta inoltrarsi in uno dei quartieri più antichi e ricchi di Napoli, la Sanità, ancora oggi custode gelosa del cuore più tradizionale, pagano ed esoterico della nostra città millenaria. Andiamo….

Inoltriamoci allora Dalla “Via dei Vergini” nel quartiere ed alla biforcazione teniamoci a destra: iniziamo così Via dei Cristallini tenendo bene a mente che anticamente e per secoli – prima di Funicolari e Metropolitane  – le parti alte della città erano collegate alle parti basse da strade, “Pedamentine”, “Gradini”, “Gradoni” e tutta una serie di scale, vie e vicoli che arrivavano nelle zone collinari della città antica. Capodimonte, Capodichino, Mater Dei, il Frullone, il Vomero, San Martino sono, prima di diventare quartieri veri e propri, colline della città ben collegate alla parte bassa. Oggi è della Salita Capodimonte (prolungamento della suddetta Via dei Cristallini) che vogliamo parlare, la strada che ancora oggi dal quartiere Stella (alle spalle della Sanità) porta alla base della collina di capodimonte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’antica necessità di mettere in comunicazione zone importanti della città ha spinto le capacità tecniche a superare ostacoli prima insormontabili: ad esempio cavare una strada nel banco di tufo per mantenere la pendenza e l’andamento del tracciato ampio e percorribile.

 

Lungo questa antica strada cavata nel banco tufaceo si trova un palazzo unico, ma quasi sconosciuto ai più: Palazzo De’ Liguoro – Santoro. Il Palazzo è stato concepito nel XVIII secolo e le sue scale ellittiche sono scavate nel banco di tufo della collina sovrastante e sono un assoluto capolavoro architettonico dell’arte della lavorazione della pietra. Sono state concepite per non affaticare chi le affronta, lente e graduali. Salendo,il progressivo aumentare dello spazio della luce dà in effetti grande sollievo e attenua la sensazione di stanchezza.

Costituiscono un ascensore magico che all’improvviso e senza fatica alcuna, dai vicoli stretti dell’antico quartiere ci proietta sul tetto della città a dominare dall’alto una delle zone più suggestive.

E quello che si scopre lì è un microcosmo affacciato sul mondo, che va a ritmi lenti, in cui gli abitanti sembrano respirare un aria e una vita diversa dal caos sottostante: e lo vedi nei modi, nelle abitudini, nella voglia che hanno di farti conoscere il quartiere e le sue storie come uno di famiglia che rivedranno l’indomani, quando ti sapranno dire come testimoni oculari chi ha abitato qui un secolo fa’ o perchè quel vicolo si chiama così….

Per percorrere i vicoli e le strade della napoli antica ma soprattutto per conoscere le storie che hanno da raccontare cfr:

VICOLI – un viaggio napoletano, di Sergio Siano. Ed Intra Moenia (https://www.intramoenia.it/libri/vicoli/)

NAPOLI IN SALITA E IN DISCESA – Percorso alla scoperta delle scale napoletane – di Gabriella Guida, foto Sergio Siano . Ed. Intra Moenia (https://www.intramoenia.it/libri/napoli-in-salita-e-discesa/)

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Biografia Massimo Caroelli

Massimo Caroelli
Specializzato in beni culturali e informatica. Alla costante ricerca dell'arte e del bello in ogni possibile loro manifestazione. Nella fotografia la luce si deve "toccare con mano" avvolgendo ed evidenziando tutto il bello che ci circonda; trasmettendo bellezza anche dove non ce lo aspettiamo.

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