sabato , 26 maggio 2018

Sogno scudetto svanito, si guarda già al futuro

Certificata la fine del sogno scudetto, prematura ed inaspettata dopo l’exploit di Torino, l’attenzione ora è tutta rivolta al futuro del Napoli, di Sarri e dei calciatori. L’ultimo weekend, con la vittoria della Juve sul Bologna (ancora condita da due clamorosi errori arbitrali) e il pareggio del Napoli contro il Torino dell’applauditissimo ex Walter Mazzarri ha di fatto chiuso il campionato. Le dichiarazioni, forti e discordanti, del Presidente De Laurentiis hanno aperto la stagione delle chiacchiere. Sarri resta. Sarri va. Giocatori che restano. Giocatori che vanno. Ci terremo, per ora, lontani dalle mille voci che si rincorrono senza sosta. Restano due gare, purtroppo inutili, ma che potranno certificare il platonico record di punti della storia azzurra, trasferta a Genova contro una Samp ormai anch’essa fuori da qualunque lotta per l’Europa e Crotone al San Paolo.

Ieri allo stadio tanti applausi per il Comandante azzurro e per la squadra; di contro contestazione, fuori luogo a parere di chi scrive, verso il Presidente azzurro. Aveva ormai poco da dire la partita di ieri: due volte in vantaggio con Mertens ed Hamsik (gol numero 100 in serie a, a meno due dal record di tutti i tempi, Vojak, a 102, del capitano azzurro con un magnifico tiro dal limite) e due volte riagguantati da Baselli e De Silvestri, con l’ennesima figura poco brillante di Reina come al solito fermo e piantato sui suoi piedi. Nel rinnovamento che seguirà, necessario anche per l’età raggiunta da alcuni calciatori azzurri, quello del portiere sarà argomento da seguire con attenzione. Troppe le incertezze di Pepe Reina negli ultimi due anni, troppe anche per uno come lui sempre amato ma autore, a nostro avviso, di una festa di addio fuori luogo e fuori tempo.

Le parole di Sarri sono quelle di un uomo vero, con i suoi dubbi, le sue speranze e il suo amore mai celato verso i colori azzurri e il pubblico napoletano: tutti i tifosi si augurano di vederlo ancora passeggiare nervosamente davanti alla panchina azzurra con il suo mozzicone di sigaretta, magari lasciando da parte un po’ del suo estremismo utilizzando, e ruotando,  in modo più profondo  e scientifico i calciatori a disposizione.

In attesa dell’ultima gara in casa per tributare un ultimo e meritato applauso a tutti, restiamo in attesa di notizie sul futuro, nella speranza che il cammino di questa squadra possa progredire sempre più, anche per non buttare al vento tutto quanto di buono fatto finora.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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