martedì , 23 Luglio 2019

Storia di Napoli:Il babà,una tradizione dalle lontane origini!

come-preparare-i-baba-al-limoncello_bdc10c3622cd8f04c2884150beb9aa36[1]

A Napoli tutto è storia, che sia un quartiere, una strada, un monumento o un dolce. Ebbene sì, i dolci sono parte integrante della cultura napoletana e rivestono un ruolo storico nel patrimonio nazionale, oltre ad essere riconosciuti in tutto il mondo.Un dolce tipico campano è il famoso Babà. L’inebriante profumo di rum che contraddistingue questo morbido dolciume entusiasma i più golosi. La storia del Babà risale al XVII secolo sotto il regno di Stanislao Leszczjnski, divenuto re di Polonia dal 1704. Si racconta che alle sue mense ogni due giorni veniva servito il “kugelhupf”, un dolce tradizionale di quel territorio, composto da farina finissima, burro, zucchero, uova e uva ultanina. All’impasto veniva anche aggiunto il lievito di birra, fino ad ottenere una pasta soffice e spugnosa. Ma non era così gradito dal re per il fatto che fosse fin troppo asciutto, nonostante il capo cuoco, un certo Chevriot, avesse pensato di bagnarlo con una salsa di vino Madera, zucchero e spezie. Fu rifiutato totalmente dal re, tanto che questi un giorno, infuriato, lo allontanò scagliandolo sulla tavola. Da quel momento, il cuoco cercò di apportare modifiche al dolce e alla fine lo migliorò inzuppandolo con uno sciroppo composto di acqua di rose, miele e liquore. Fu così che il Babà divenne il dolce prelibato alla corte del re. Anche il suo nome trae origine da una leggenda, secondo la quale il re, appassionato lettore di favole orientali, restò talmente entusiasmato dal gusto e dalla fragranza del dolce, da definirlo un “Alì Babà”. Tuttavia, il nome apparve alla corte troppo lungo e fu ribattezzato semplicemente “Babà”. Il dolce fu intodotto, con eguale successo alla corte di Luigi XV che sposò Maria Leszczjnski, figlia di Stanislao. Da qui, si diffuse in Europa per merito anche di un pasticciere polacco, Stoher, che variò l’inzuppatura con altra a base di zucchero e rum.

Qui di seguito la ricetta.

INGREDIENTI:

 

Per la pasta

Farina gr. 180

Burro gr. 125

Uova 3

Zucchero cucchiai 2

Rum

Latte

Lievito di birra gr. 20

Zucchero a velo gr. 100

Gelatina di frutta

 

Per bagno

Zucchero gr. 60

Acqua bicchieri 3

Rum 4 bicchierini

 

PROCEDIMENTO:

Un pugno di farina, circa 50 gr.,aggiungere del latte tiepido dove scioglierete il lievito e formate un panino solido. Dopo aver bagnato il tutto con un cucchiaio di latte,in una ciotola coperta lasciatelo lievitare, a fuoco leggermente moderato. Mentre lievita, dovrete aspettare circa mezz’ora, sbattete lo zucchero con le uova, il burro sciolto e tiepido, il resto della farina e un cucchiaio di rum. Appena il panino sarà lievitato aggiungentelo al resto, cercando di incorporarlo lentamente in modo che non si formino grumi. Se l’impasto riuscisse troppo sodo, è possibile ammorbidirlo con un pò di latte caldo.Sistemate quest’impasto in uno stampo di rame dopo averlo imburrato. Lasciatelo lievitare al caldo, sin quando il volume non sarà raddoppiato. Infornate senza far prendere aria lasciando cuocere a fuoco moderato. Ritiratelo dal forno quando avrà preso il colore della corteccia di pane. Sfornatelo caldo e inzuppatelo con lo sciroppo. Per lo sciroppo di copertura sciogliete a fuoco in un pentolino 60 gr. di zucchero e circa 3 bicchieri di acqua, aggiungendovi, quando lo sciroppo apparirà rappreso, il rum. Per un Babà più alcolico,ovviamente,basterà aumentare le dosi del rum. Potete spargere il dolce con una gelatina di frutta e decorarlo con gocce di ghiaccia che farete sbattendo a freddo 100 gr. di zucchero a velo con circa un cucchiaio di acqua. La ghiaccia deve essere densa e scorrevole e si farà colare sul dolce. Con la stessa pasta, che vi abbiamo suggerito, potete confezionare babà di varie grandezze fino a quelli piccolissimi della pasticceria mignon, il procedimento è uguale, cambia la forma e la misura degli stampi. E, per finire la digressione sui babà, vi ricordiamo, che potete aggiungere alla pasta anche l’uvetta sultanina ammorbidita, in precedenza, con un pò di rum.

Print Friendly, PDF & Email

Biografia Stefania Orlando

Stefania Orlando
Laureata in "Lingue, culture e letterature moderne europee" all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Appassionata principalmente di viaggi interculturali, lettura e scrittura. Obiettivo professionale: giornalista.

Check Also

“ASPETTANDO LA 30TH SUMMER UNIVERSIADE NAPOLI 2019”, ECCO IL TRAILER DEL BACKSTAGE

Presentato il trailer, della durata di tre minuti, del backstage della 30^Summer Universiade in un …