mercoledì , 19 Dicembre 2018

Strade di Napoli: Spaccanapoli e il suo iettatore

In una città piena di forti contraddizioni, dove il culto dei santi e la religiosità spesso sfociano nella superstizione, non poteva non essere presente e forte il concetto di sfortuna. La sfortuna non intesa solo come avvenimenti esterni a noi, ma come capacità di alcuni di procurarla. La capacità di alcuni di recare sventura viene da tempo immemore definita come iettatura con le varianti jettatura e derivano dal latino eiecto («getto»), attraverso il napoletano iettare («gettare»).Ci troviamo a Spaccanapoli, davanti ad uno splendido palazzo, il palazzo Carafa della Spina, nei pressi di piazza San Domenico Maggiore.

Qui nel diciottesimo secolo venne alla luce un uomo produttore di sventure che i napoletani etichettarono come iettatore. Alla nascita causò il decesso della madre, il suo aspetto era piuttosto inquietante e deforme già da neonato. Il padre distrutto dal dolore per la morte della moglie e per la nascita di questo figlio deforme, lo fece allontanare da casa, per affidarlo alle cure di una balia, la quale dopo averlo allattato per la prima volta perse immediatamente il latte. Oramai cresciuto, fu mandato in seminario, qui, tutti i suoi compagni di classe contrassero la tosse convulsa ma misteriosamente, lui fu l’unico a non ammalarsi. Ma la più grande impresa la compì andando a seguire uno spettacolo al Teatro San Carlo, quella stessa sera si sviluppò un incendio che creò dei danni alla struttura. La fama di iettatore oramai era talmente chiara e acclarata che la famiglia ne risultò distrutta. Il fratello rimase ucciso in un duello per difendere la reputazione dello sventurato nucleo familiare e il padre apprendendo la notizia morì fulmineamente. Dopo aver sterminato parte della sua parentela, lo iettatore poté godere di tutto l’ingente patrimonio lasciatogli essendo l’unico sopravvissuto. Letta in questi termini la storia potrebbe apparire inventata o frutto della fantasia popolare, in realtà, vi sarebbero dei cenni storici che indicano in Cesare della Valle, Duca di Ventignano il portatore di questi poteri sovrannaturali.

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Biografia Carmelita de Santis

Carmelita de Santis
"Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo" così è iniziata l’avventura di Senzalinea. Tra i quattro amici, sfortunatamente, ci sono anch'io e le idee peggiori di questa pagina vengono da me. Amo e odio la mia città, mi appassiona la sua storia e le sue tradizioni.

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