giovedì , 14 dicembre 2017

Strade di Napoli:Via Maria Longo e gli Incurabili

In Via Maria Longo, nel lontano 1522, nasce il Real Santa casa degli incurabili. Siamo abituati a leggere notizie sui giornali che non esaltano la sanità e le strutture della nostra città, ma un tempo, in questo luogo nacque una costruzione che per molti anni ha costituito un’eccellenza sanitaria. Ma chi era Maria Longo? Fu una nobile​ donna spagnola, che venne a Napoli con il marito al seguito del Re Ferdinando d Aragona. Si racconta che durante una festa una donna invidiosa le avesse fatto bere un veleno che la rese invalida. La realtà storica rivela come Maria soffrisse di una grave forma di artrite.

Maria Luongo

Preoccupata per il suo futuro ed essendo ancora giovane, la signora rivolse le sue preghiere alla Madonna per un’eventuale guarigione e fece promessa di dedicare la sua vita agli infermi, se fosse guarita. La guarigione ci fu e da quel momento la vita di Maria fu dedicata esclusivamente alla costruzione di un luogo dove i malati potessero essere accolti e curati. Scelse come zona di costruzione una delle più salubri di Napoli. All’epoca il luogo dove oggi sorge l’ospedale era in collina, una collina dall’aria salutare e rinvigorente che aveva il nome di Sant’Aniello. A proposito di questa zona esiste un detto napoletano che recita”Coppole pè cappiello e a casa a Sant Aniello” che appunto metteva in evidenza di poter rinunciare a un copricapo più ricercato ma non a una casa nella zona di Sant’Aniello.  L’ospedale degli incurabili accolse un numero imponente di malati e per la prima volta furono ammessi anche i malati psichiatrici, i veri “incurabili”, che a quel tempo ero considerati posseduti da forze maligne. Gli incurabili ha costituito un faro nelle sciagure che toccarono Napoli tra cui la peste del 1656. Vieni ricordato come l’ospedale dei Santi, infatti, tra coloro che operarono nella struttura ci furono: San Gaetano da Thiene, Sant Andrea da Avellino, San Camillo de lellis e il “medico Santo” Giuseppe Moscati.

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Biografia Carmelita de Santis

Carmelita de Santis

“Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo” così è iniziata l’avventura di Senzalinea. Tra i quattro amici, sfortunatamente, ci sono anch’io e le idee peggiori di questa pagina vengono da me. Amo e odio la mia città, mi appassiona la sua storia e le sue tradizioni.

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