lunedì , 17 Dicembre 2018

Sulla legge Mancino e il reato di omofobia

Il Ministro Fontana, la scorsa settimana, ha tirato fuori dal cilindro delle castronerie un’altra delle sue. Ormai lo schema si ripete uguale da mesi: un leghista – Salvini, in primis – spara una provocazione e l’opinione pubblica, di conseguenza, si divide tra chi applaude con la bava alla bocca e chi, scandalizzato, si indigna. Si finisce, pertanto, per litigare aspramente su tematiche delle quali non dovremmo neppure discutere, dato che dovrebbero essere assodate da tempo, mentre i problemi reali del Paese passano in secondo piano.

Questa volta, il Ministro della Famiglia si è scagliato contro la legge Mancino, ovvero la norma, introdotta nel 1993, che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista e che mirano ad incitare e fomentare la violenza e la discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.
Rapide, ovviamente, sono state le contestazioni a questa posizione – appoggiata anche dal Ministro dell’Interno – e pure nell’area governativa Cinquestelle non sono mancate le critiche e le prese di distanza, a partire dallo stesso Premier Conte.

Vincenzo Spadafora, Sottosegretario alle Pari Opportunità per il Movimento, ha sottolineato, come la legge Mancino andrebbe, invece, persino potenziata ed estesa al tema dell’omofobia, il quale, in Italia, non è per nulla sanzionato. È la stessa idea che, tra gli altri, è stata avanzata dalla senatrice Pd Monica Cirinnà, relatrice e prima firmataria del disegno di legge sulle Unioni Civili. A dire il vero, non è la prima volta che Spadafora e Fontana, due anime agli antipodi dell’attuale Governo, sono entrati in contrasto; un precedente, non a caso, si è registrato anche in occasione della partecipazione del primo al Pompei Pride, con la volontà, espressa da parte sua, di voler portare la vicinanza dell’Esecutivo.

Ritornando alla questione dell’omofobia, come si diceva, nel nostro Paese – contrariamente alla maggior parte degli Stati europei – non è prevista nessuna misura di contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e, dunque, la proposta rimarcata dal Sottosegretario sarebbe da accogliere a braccia aperte. Purtroppo, però, ogniqualvolta si cerchi di portare la discussione nei rami del Parlamento, si alzano gli scudi delle destre e delle frange più estreme del cattolicesimo, le quali sostengono che in questo modo verrebbe lesa la libertà di pensiero e di espressione. Ma, chiaramente, un conto è libertà d’opinione, un conto sono gli insulti e le discriminazioni, che appunto vanno perseguiti. Non ci può essere nessuna libertà nell’offendere le persone e non si può strumentalizzare il diritto di critica per impedire che si facciano dei passi in avanti verso la civiltà.
Occorre, piuttosto, una legislazione chiara, precisa e netta sull’omofobia e sui diritti LGBT, la quale non presti il fianco ai detrattori, come nel caso della legge Cirinnà, meritoria ed importantissima, che, però, parlando di “formazioni sociali specifiche” e non di “famiglie”, ha finito per lanciare una palla da schiacciare per il Ministro leghista contro le famiglie arcobaleno.

Purtroppo, come si può ben immaginare, neppure questa sarà la legislatura della svolta su determinati aspetti e così, mentre le lancette del tempo scorrono, noi restiamo fermi, anzi quasi indietreggiamo.

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Biografia Angelo Potenza

Angelo Potenza
Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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