martedì , 23 Luglio 2019

Venerdì 12 luglio al Napoli Teatro Festival Italia – Il programma della giornata

Venerdì 12 luglio giornata fitta di appuntamenti al Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio. Si parte alla ore 18 a Palazzo Fondi con il debutto di La Luna, un percorso di ricerca e creazione a partire dai rifiuti, gli scarti, il rimosso di una collettività. Avviato nell’edizione 2018 del NTFI, con un laboratorio intensivo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, prosegue e si compie in forma scenica il nuovo processo di indagine antropologica, sociologica e poetica ideato e diretto da Davide Iodice, a partire dai versi di Damiano Rossi, con Francesca Romana Bergamo, Alice Conti, Fabio Faliero, Biagio Musella, Annamaria Palomba, Damiano Rossi, Ilaria Scarano, Fabrizio Varriale (replica ore 21 e ancora il 13 e 14 luglio ore 18 e 21).

In prima nazionale alle ore 21 alla Sala Assoli debutta Non domandarmi di me, Marta mia di Katia Ippaso, con la regia di Arturo Armone Caruso, che vede protagonista Elena Arvigo. Il lavoro teatrale ricostruisce il rapporto tra Luigi Pirandello e la sua musa Marta Abba, nella notte della morte del maestro quando si fa vivo il fantasma di Pirandello e le immagini di tutte le eroine pirandelliane che il grande scrittore ha inventato per lei (replica il 13 luglio ore 19).

Alle 19  invece, al Teatro Sannazaro, in scena Tornò al nido… E altre Titine, testi di Titina De Filippo, nel libero adattamento e la regia di Antonella Stefanucci, con Carmine Borrino, Gino Curcione, Lucianna De Falco, Adele Pandolfi, Eva Sabelli, Antonella Stefanucci, prodotto da Compagnia del Loto di Stefano Sabelli di Teatrimolisani. Il progetto, in prima assoluta al NTFI, è frutto di incursioni, rotture, attraversamenti, nell’opera drammaturgica di Titina De Filippo, autrice forse meno nota e frequentata, rispetto ai fratelli, ma i cui testi, surreali e spiazzanti, ci appaiono oggi forse ancora più moderni e attuali (replica il 13 luglio ore 21).

 

Alle 21 all’Abbazia di Loreto di Mercogliano è protagonista la musica con L’isola di Legno – il concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio, risultato di un lavoro che dura da diciassette anni: l’Orchestra si basa sul viaggio dei musicisti dalla terra nativa verso Roma, sul loro incontro e su quello dei loro repertori.

Mentre a Caserta, sempre alle ore 21 al Teatro Civico 14, sarà la volta della prova aperta di Radici, laboratorio sulla pratica scenica rivolto a giovani allievi attori a cura della compagnia Mutamenti/Teatro Civico 14.

Per la sezione Progetti speciali, continua a Palazzo Venezia ore 18, La rivoluzione dei libri, con l’incontro pubblico con i lettori ribelli e l’antropologo Piergiorgio Giacché, il ricercatore sociale Stefano Laffi e lo scrittore e giornalista Graziano Graziani. A seguire ore 21, andrà in scena L’ultimo valzer di Zelda con Alessandra Crocco e Alessandro Miele. Attraverso lettere e stralci di racconti e romanzi, Progetto Demoni ricostruisce la storia dei coniugi Fitzgerald alla ricerca di un cortocircuito tra la “lost generation” degli anni ‘20 e la generazione dei trentenni di oggi.

Sempre nell’ambito dei Progetti speciali del Festival, nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale ore 21 è previsto Sala d’attesa – The waiting room, regia di Ettore De Lorenzo, che ne è anche autore insieme a Flavio Baldes, con Ettore De Lorenzo, Flavio Baldes, Andrea Baldes, Ugo Gangheri, Ernesto Nobili, Giosi Cincotti, Machi Di Pace. La terza serata sarà dedicata al tema della morte (continua ancora il 13 luglio ore 21).

Ultimo appuntamento della sezione Osservatorio con Teresa zum zum, scritto da Cesare Belsito, diretto e interpretato da Franca Abategiovanni, in scena alla Galleria Toledo ore 21. Nel testo si racconta di una donna, Teresa, che decide di andare in cura da uno psicanalista per risolvere un suo problema capitale: la paura di fare sesso con gli uomini.

Replica al Teatro Grande di Pompei ore 21, Il paradiso perduto. Leela della coreografa Noa Wertheim della Vertigo Dance Company, nell’ambito della rassegna Pompeii Theatrum Mundi, promossa dal Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, quest’anno anche tra i Progetti speciali del NTFI.

Doppio appuntamento al Dopofestival: al Giardino Romantico alle ore 20 va in scena il concerto dei The Funkin’ Machine, a seguire alle 22.30 sarà protagonista la musica swing della Uanema Swing Orchestra. Nell’ambito del Dopofestival è prevista l’iniziativa Gastronautica, a cura del servizio catering Pinzimonio, con ospiti la Tenuta Melofioccolo e la Salmoneria Quel fantastico pesce nordico.

 

 

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

La serata di eventi prende avvio alle 18 a Palazzo Fondi con La Luna, un percorso di ricerca e creazione a partire dai rifiuti, gli scarti, il rimosso di una collettività. Avviato già nell’edizione 2018 del Napoli Teatro Festival Italia, con un laboratorio intensivo presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, prosegue e si compie in forma scenica il nuovo processo di indagine antropologica, sociologica e poetica ideato e diretto da Davide Iodice, a partire dai versi di Damiano Rossi, con Francesca Romana Bergamo, Alice Conti, Fabio Faliero, Biagio Musella, Annamaria Palomba, Damiano Rossi, Ilaria Scarano, Fabrizio Varriale. La Luna pone come centro di riflessione lo scarto, il rifiuto, nella sua accezione simbolica, affettiva ed emotiva: ciò di cui ci si vuole o ci si deve liberare, o che si è “messo da parte”.   L’ambito della ricerca espressiva è la Pòlis, la comunità cittadina, chiamata ad essere “drammaturga” del processo creativo: i cittadini sono invitati a portare i loro rifiuti in un luogo, che si configurerà mano a mano come un vero e proprio “magazzino d’umanità”, dove gli oggetti raccolti ritrovano una dimensione emblematica e testimoniale. Le narrazioni che accompagnano questi reperti autobiografici verranno filmate e costituiranno via via la base di una scrittura scenica polifonica. Parallelamente verrà condotta una “raccolta porta a porta”, sollecitando individualità ed esperienze variamente rappresentative della città. Si compie così un atto psicoanalitico collettivo, trasformato espressivamente dagli attori/performers, qui chiamati a contaminarsi con l’immondo psicologico di una comunità per ricavarne un’idea di mondo, di società, un senso perduto, identitario, pubblico, se non già quel senno che Astolfo cerca sulla Luna dove “ciò che si perde qui, là si raguna”.  Replica ore 21 e il 13 e 14 luglio ore 18 e 21.

Ancora per la sezione Italiana, alle 19 al Teatro Sannazaro, debutta in prima assoluta Tornò al nido… E altre Titine, testi di Titina De Filippo, nel libero adattamento e la regia di Antonella Stefanucci, con Carmine Borrino, Gino Curcione, Lucianna De Falco, Adele Pandolfi, Eva Sabelli, Antonella Stefanucci, prodotto da Compagnia del Loto di Stefano Sabelli di Teatrimolisani. Il progetto è frutto di incursioni, rotture, attraversamenti, nell’opera drammaturgica di Titina De Filippo, come autrice forse meno nota e frequentata, rispetto ai fratelli, ma i cui testi, surreali e spiazzanti, ci appaiono oggi forse ancora più moderni e attuali. Titina scriveva in maniera delicata, pittorica, sublime nella sua onirica semplicità, tra ilarità e malinconia. Come se le sue commedie fossero gouache ottocentesche, sempre con precisi riferimenti musicali che suggeriva nelle didascalie e sempre con l’orecchio rivolto al pubblico. Le commedie di Titina hanno un linguaggio quotidiano e contemporaneo e da bravissima interprete femminile ha raccontato e descritto divertentissimi e caustici personaggi femminili. Come un esercizio di stile, ci metteremo a giocare – to play –, per mettere in scena e ridare vita a queste figure (soprattutto donne) che raccontano di salotti, balconi sul mare, case di campagna; come pure di musicisti, giocatori, capitani di marina, nobiltà decadute, governanti, figli illegittimi, amanti in fuga. Il Progetto le Titine nasce con un gruppo di attori, amici consolidati, capaci di giocare partendo da un atto unico che rimanda alle tre sorelle di Cechov, autore di sicuro riferimento per Titina-autrice. Replica il 13 luglio ore 21.

Ancora un debutto alle ore 21 alla Sala Assoli, con Non domandarmi di me, Marta mia di Katia Ippaso, per la regia di Arturo Armone Caruso, che vede protagonista Elena Arvigo. Il lavoro teatrale ricostruisce il rapporto tra Luigi Pirandello e la sua musa Marta Abba, nella notte della morte del maestro quando si fa vivo il fantasma di Pirandello e le immagini di tutte le eroine pirandelliane che il grande scrittore aveva inventato per lei.

Non domandarmi di me, Marta mia… si colloca in un preciso punto del tempo, il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, e in un preciso punto dello spazio, New York, dove Marta Abba stava recitando al Plymouth Theatre di Broadway. Quella sera, dopo aver annunciato al pubblico l’improvvisa scomparsa di Pirandello alla fine dello spettacolo, Marta Abba si trova da sola nella sua stanza. Nella calma allucinata di quella notte, dopo la rappresentazione, si trova a dover fare i conti con il suo passato. L’attrice ha portato con sé le lettere che negli anni le ha scritto Pirandello dal 1926 al 1936 ma anche quelle che lei aveva indirizzato al suo Maestro. È una notte di veglia, in cui si fa vivo non solo il fantasma di Pirandello ma vengono chiamate a raccolta anche le immagini fantasmate di tutte le eroine pirandelliane (dalla Tuda di Diana e la Tuda alla Donata Genzi di Trovarsi, fino alla contessa Ilse de I Giganti della montagna).

Lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Mariafausta, delle scene di Francesco Ghisu; mentre il disegno luci è a cura di Giuseppe Filipponio. Replica il 13 luglio ore 19.

Il Festival alle 21 sarà all’Abbazia di Loreto di Mercogliano, animata da L’isola di Legno – il concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio, con Houcine Ataa (voce), Emanuele Bultrini (chitarre), Giuseppe D’argenzio (sax tenore e soprano), Duilio Galioto (pianoforte e tastiere), Omar Lopez Valle Cuba (tromba), Carlos Paz Duque (voce, flauti andini), Pino Pecorelli (basso elettrico), Pap Yeri Samb (voce, percussioni), Davide Savarese (batteria), Raul Scebba (percussioni), Kaw Dialy Mady Sissoko (voce, kora), Ziad Trabelsi (voce, oud); la direzione artistica e musicale è di Mario Tronco.

L’Isola di Legno è il risultato di un lavoro che dura da diciassette anni ed è la fotografia del percorso musicale del gruppo sulla forma canzone. I musicisti dell’OPV sono autori ed interpreti di queste canzoni, che parlano di loro e che assomigliano a loro. L’Orchestra si basa su due aspetti fondamentali: il viaggio e l’incontro. Il viaggio dei musicisti dalla terra nativa verso Roma e l’incontro dei musicisti e dei loro repertori. Il viaggio dell’Orchestra per strade nuove, in tour in Italia e nel mondo. Nel corso di un viaggio, i luoghi cambiano, ma anche i viaggiatori. Le performance live, negli anni hanno aiutato i musicisti a conoscersi e capire se stessi come artisti, definendo le musica dell’Orchestra e allargando il suo repertorio. Negli anni ogni elemento del gruppo ha cambiato il proprio modo di pensare alla musica lavorando insieme per lo stesso obiettivo. Ognuno ha avuto la capacità di definire sé stesso musicalmente, attraverso la propria cultura e differenza artistica. Il nuovo repertorio è il risultato di questi diciassette anni passati a suonare insieme; le storie che verranno narrate saranno quelle che gli artisti si sono raccontate durante le interminabili ore di viaggio dei tour nazionali ed esteri.

 

A Caserta, al Teatro Civico 14 ore 21, è prevista la prova aperta di Radici, laboratorio sulla pratica scenica rivolto a giovani allievi attori a cura della compagnia Mutamenti/Teatro Civico 14, con la guida di Roberto Solofria, Rosario Lerro, Luigi Imperato.

Il focus tematico e drammaturgico è il passaggio dall’età infantile all’età adulta: il vorticoso labirinto dell’adolescenza. Sradicarsi, strappare via le radici dalla terra e della famiglia, un processo mai indolore, una tempesta di sensazioni, impulsi, emozioni. Lo scatenarsi a volte di una turbolenza improvvisa, senza freni, alla ricerca di un nuovo equilibrio, dell’approdo all’età adulta ma attraversando un mare alto, profondo, un abisso ignoto. E talvolta varcando il confine della violenza: il bambino che si fa lupo prima di farsi uomo, si chiude in branco e attacca, attacca chi può, spesso un altro debole, ancora più fragile, più per paura che per fame, più per incoscienza che per scelta. Alle radici della violenza, alle radici di un male apparentemente insensato. I partecipanti saranno guidati alla lettura di autori che in qualche modo hanno trattato queste tematiche (come Wedekind, Kelly, Russo, Paravidino) e nel contempo all’analisi di fatti di cronaca, con l’obiettivo di tramutare l’evento in simbolo, la realtà in artificio significante, segno. Il laboratorio si è svolto dall’1 al 12 luglio.

 

Nell’ambito dei Progetti speciali del NTFI, a Palazzo Venezia ore 18, è previsto l’incontro pubblico La rivoluzione dei libri, con i lettori ribelli e con l’antropologo Piergiorgio Giacché, il ricercatore sociale Stefano Laffi e lo scrittore e giornalista Graziano Graziani. A seguire, ore 21 andrà in scena L’ultimo valzer di Zelda con Alessandra Crocco e Alessandro Miele.

Francis Scott Fitzgerald, l’autore de Il grande Gatsby, e sua moglie Zelda Sayre incarnavano l’entusiasmo di una generazione di giovani che aveva voglia di godere a pieno del benessere generato dal boom economico. Ma con il crollo di Wall Street, nel 1929, e l’avvento della crisi economica, le loro vite, insieme a quelle di un’intera nazione, cominciarono a creparsi. Attraverso lettere e stralci di racconti e romanzi, Progetto Demoni ricostruisce la storia dei coniugi Fitzgerald alla ricerca di un cortocircuito tra la “lost generation” degli anni ‘20 e la generazione dei trentenni di oggi.

 

Sempre nell’ambito dei Progetti speciali del Festival, nel Cortile delle Carrozze ore 21, è previsto Sala d’attesa – The waiting room, regia di Ettore De Lorenzo, che ne è anche autore insieme a Flavio Baldes, con Ettore De Lorenzo, Flavio Baldes, Andrea Baldes, Ugo Gangheri, Ernesto Nobili, Giosi Cincotti, Machi Di Pace. La terza serata sarà dedicata al tema della morte.  In una società che nega la malattia, la vecchiaia, persino la morte, l’uomo, come dice Harari, si è immaginato simile a Dio, esautorando le stesse religioni del loro compito millenario. Ospiti dell’incontro, saranno Franco Arminio (poeta e scrittore), Michele Rossena (psicologo), Mauro Maldonato (psichiatra), Rosaria De Cicco (attrice), Pollio (cantante), Gino Sansone Fondatore della scuola di Yoga Integrale di Napoli, Mariano Paternoster (medico legale), Teresa De Pascale (osterica), Roberto Germano e Francesca Castaldo (fisici). Continua ancora il 13 luglio ore 21.

 

Per la sezione Osservatorio, Franca Abategiovanni porta in scena Teresa zum zum, testo di Cesare Belsito, in scena alla Galleria Toledo ore 21. Nello spettacolo si racconta di una donna, Teresa, che decide di andare in cura da uno psicanalista per risolvere un suo problema capitale: la paura di fare sesso con gli uomini. La donna ha talmente paura di affrontare questa situazione che non riesce neanche a verbalizzare il timore e di conseguenza quando ne parla, usa un suono onomatopeico, che per l’appunto corrisponde a “Zum Zum”, da cui il titolo dello spettacolo. Nei tre quadri che si avvicendano nello sviluppo della narrazione scenica, scopriremo che Teresa parla di un uomo che ha incontrato su internet e che non ha mai visto. Quest’uomo le propone di incontrarsi e da qui nasce il problema. L’incontro con lo psicanalista si muove però su un piano totalmente sedativo: la paura della protagonista infatti non risparmia neanche gli uomini che incontra per strada, che è convinta, in maniera persecutoria, vogliano fare tutti con lei “zum zum”. Il personaggio di Teresa è simile a un clown, che con la sua tenerezza e il suo disorientamento riesce anche a far ridere a crepapelle lo spettatore. Una donna sola di fronte al mondo spietato che non accoglie ma emargina. Il finale rivela una sorpresa amara.

 

Per il Dopofestival, doppio concerto al Giardino Romantico: si inizia alle 20 con The Funkin’ Machine, progetto di Paolo Petrella, Roberto Porzio e Andrea de Fazio, dedicato al recupero delle vere sonorità funk, del funk anni ’60-’70, dei Meters, Jb’s, Sly and the family stone, Parliament Funkadelic, Bootsy Collins. In scena Riccardo Betteghella (chitarra e voce), Andres Balbucea (tastiere e voce), Alessio Pignorio (chitarra e voce), Roberto Porzio (tastiere), Vincenzo Lamagna (basso), Andrea De Fazio (batteria). A seguire, alle 22.30, sarà protagonista la musica swing della Uanema Swing Orchestra, con Fabiana Martone (voce), Massimiliano Sacchi (clarinetto), Ciro Riccardi (tromba), Rino Saggio (sax tenore), Mario Tammaro (trombone), Dario De Luca (chitarra), Umberto Lepore (contrabbasso), Salvatore Rainone (batteria). Il concerto vuole trasportare il pubblico nell’atmosfera delle ballroom negli anni ’30 ad Harlem, a Chicago o a New Orleans, con il ritmo coinvolgente dello swing, tra vecchie ballads, languidi blues e balli scatenati.

Nell’ambito del Dopofestival è prevista l’iniziativa Gastronautica, a cura del servizio catering Pinzimonio, che presenta, attraverso un originale format che unisce presentazioni e degustazioni, le aziende d’eccellenza del territorio campano. Ospiti della serata saranno la Tenuta Melofioccolo e la Salmoneria Quel fantastico pesce nordico.

 

Casa del Festival – Palazzo Reale
Piazza del Plebiscito 1
Tutti i giorni 10.00 – 19.00 mail: biglietteria@napoliteatrofestival.it
biglietteria: 344 045 6788
infopoint: 344 045 4626

Intero € 8,00
ridotto under 30 – over 65 € 5,00
Letteratura e Teatro Ragazzi € 5,00
Pompeii Theatrum Mundi da € 10 a € 30
Gratuito diversamente abili con un accompagnatore e pensionati titolari di assegno sociale
Per informazioni www.napoliteatrofestival.it

 

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Biografia Redazione

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