2021 in un unico respiro

Un anno ricco di avvenimenti con un susseguirsi di emozioni e sorprese con un unico fil rouge onnipresente per tutti i dodici mesi: la pandemia da coronavirus.

Con uno sguardo al mondo, l’ascesa al potere di John Biden, con il suo giuramento quale 46° Presidente degli Stati Uniti d’America il 20 gennaio 2021, preceduto dall’assalto a Capitol Hill in diretta mondiale, ha segnato un contraccolpo alla politica americana di Trump e alla sua forzosa originalità.

Biden con la sua storia personale e la sua squadra ha immediatamente invertito la rotta della politica internazionale, con una maggiore concentrazione dello sguardo politico all’interno della propria nazione e una visione nettamente chiusa rispetto ai suoi predecessori.

Uno degli effetti immediati di tale nuovo orientamento ideologico è stata la presa di Kabul il 15 agosto con 2021, a seguito del ritiro delle truppe americane e non solo, con i talebani tornati prepotentemente al potere ripristinando un regime dittatoriale e una totale repressione su tutti i fronti: politici, dei diritti civili e delle libertà fondamentali.

Come non ricordare le immagini sconvolgenti della popolazione in fuga disperata, con figli lanciati alle truppe straniere al fine di salvarli da un destino infausto di povertà e tirannia? L’aeroporto preso d’assalto e la fuga dei nostri militari? insomma una missione di pace che si è tramutata non solo in  un grande fallimento ma che alla fine ha prestato il fianco all’ascesa dei talebani.

E così, tutti gli aiuti umanitari, militari e civili sono venuti meno e l’Afghanistan da terra di libertà si è di nuovo trasformata in terra di brutalità, dove i diritti sono stati completamente suffragati dal regime e dalle privazioni di ogni genere.

Non certamente un vanto per la politica di pace internazionale che ha abbandonato il popolo afghano in uno dei momenti più bui e duri della sua storia moderna.

La consapevolezza di una coscienza ambientalista sempre più viva e universale ha fatto da sfondo alla Cop26  ovvero la XXVI Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che ha predisposto una programmazione  della lotta al riscaldamento globale e a tutte le gravose conseguenze per le future generazioni se non si dà priorità assoluta alla tutela del nostro pianeta e alla sua cura.

Nonostante gli obiettivi sanciti e gli accordi sottoscritti, per la giovane leader del movimento mondiale sulla protezione del clima, Greta Thunberg, poco di reale si è fatto ma solo un gigantesco e improduttivo “blablabla”.

Sanremo, capeggiato dal bis di due solerti e nottambuli Amadeus e Fiorello, vede il trionfo del Rock made in Italy dei Maneskin, quattro ragazzacci romani, che con ritmo e un’ottima armonia tra nuovo e vecchio riscoperto e rispolverato in chiave decisamente attuale, hanno conquistato tutti con la loro forza e il loro talento, primeggiando non solo sul palco italiano per eccellenza, ma anche all’Eurovision Song Contest, con un’estate in visibilio primi nelle classifiche in giro per il mondo, fino alla conquista dell’America scelti dai Rolling Stones per l’apertura del loro concerto a Las Vegas con un vivace e quasi patriottico “Mammamia” cantato davanti a 60 milioni di persone.

Un’estate da record con la conquista di oltre 100 medaglie tra Olimpiadi e Paralimpiadi per il nostro Paese, di cui 24 ori, e la vittoria ai rigori nella notte magica dell’11 luglio agli Europei della squadra azzurra contro la rivale Inghilterra.

Ed è la prima volta, quest’anno che sia il Volley maschile che femminile divengono campioni d’Europa nella stessa edizione.

Lo sport ha tenuto compagnia gli italiani durante tutta l’estate con alti e bassi a causa della pandemia e delle restrizioni, seppure l’Italia dopo lockdown e limitazioni profonde, riconquista lentamente spazi di libertà e di viaggi al mare, con spiagge affollate e l’illusione di aver superato il peggio grazie ad una new entry fondamentale: i vaccini.

Gran parte degli italiani vaccinabili ha risposto alla chiamata e si è prestato alla doppia punturina al braccio, fatta eccezione per il Johnson e Johnson, con la convinzione di aver sconfitto un nemico temibile e silente che colpisce a suon di droplets invisibili e minacciosi.

Un anno vissuto in compagnia dell’immancabile mascherina, della conquista di una scuola in presenza, di un rientro lento alla normalità, di una convivenza turbolenta con i ribelli no vax e la loro indecisione, dei consigli immancabili dei virologi e della stretta da green pass e super green pass per segnare un varco tra ciò che è concesso e ciò che non è concesso.

Un anno con addii dolorosi: la divina Carla Fracci, il mitico Franco Battiato,  la pantera di Goro Milva, la rivoluzionaria Raffaella Carrà, il ribelle Gino Strada, il giovanissimo Michele Merlo, l’attrice storica Piera degli Esposti, l’epocale Jean Paul Belmondo, il principe Filippo, Michael Teyler, lo storico Ghunter di Friends e la travolgente e innovativa prima regista italiana, Lina Wertmuller.

E l’elenco è davvero troppo lungo…

E in onore di chi ci ha lasciato un anno fa, il nuovo film di Sorrentino “E’ stata la mano di Dio” che ha già intascato diversi premi e riconoscimenti cinematografici, in corsa nella categoria film stranieri ai prossimi Oscar, sta conquistando il cinema italiano e non solo.

Campione di incassi, regala un tratto di una Napoli degli anni ’80, quelli mitici dello scudetto e dell’avvento di Diego Armando Maradona come qualcosa di divino e di salvifico e in questa chiave è presente nella pellicola del regista napoletano.

E’ la storia autobiografica, con ambientazioni e rivisitazioni della Napoli dell’epoca in maniera più che realistica e fedele nei colori, nei tempi, nei modi di essere e di sognare di quegli anni così particolari.

Sorrentino fa una operazione particolare, quasi catartica e terapeutica della sua storia personale che condivide in pieno tra lacrime e risate, mescolando sacro e profano, con la divinazione di Maradona e donando la parte di sè che era rimasta intrappolata a Napoli, nel dolore e nella disperazione dell’abbandono e della solitudine, dopo aver perso i propri genitori.

L’emozionalità e la spiritualità del film è la narrazione poetica e, allo stesso tempo, cruda, ironica e seria, simbolica e surreale, della sua vita, dietro il capolavoro di una regia che si contraddistingue sempre per il suo tratto unico e travolgente, se si considera il fortissimo coinvolgimento emotivo del suo autore.

E così arriviamo alla fine di questo anno lungo, lunghissimo di Covid, nella fase in cui eravamo convinti di aver sconfitto il nemico virulento, e ripreso un attimo le nostre vite, è piombata dal Sudafrica una nuova variante “Omicron” che corre così veloce da aver costretto tantissimi Stati  a nuovi lockdown e al ripristino di forti restrizioni.

Nel weekend appena trascorso, con le festività natalizie in fermento, le farmacie sono state prese di assalto per i tamponi e il risultato è spaventoso con picchi di contagio da fase ante vaccino e così  di nuovo corsa alla quarta dose e ai ripari da un contagio che si avverte sempre più rischioso e in agguato.

Il Governo, alle strette, ha dovuto cedere alla diramazione di nuove limitazioni, escludendo feste di piazze e qualsivoglia forma di assembramento, obbligo della mascherina all’aperto ovunque e una serie di disposizioni che si scaglionano nei prossimi mesi.

La vera incognita di questa fine dell’anno resta, dunque, ancora l’avanzata della pandemia che è inarrestabile nonostante i vaccini, ferma restando la loro importanza, con il compito oneroso di convincere i riottosi e ritrosi no vax, con un virus che si diverte a cambiare continuamente volto e aspetto.

Le persone non devono avere paura del vaccino, è una paura irrazionale“, queste le parole del premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, alla sua terza dose di vaccino, che ha illuminato nel 2021 l’Italia nel mondo con le sue scoperte e segnato l’importanza della scienza per comprendere il caos e razionalizzarlo, per superare il buio e ritrovare la luce.

 

Please follow and like us:
fb-share-icon

Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

Check Also

Il processo al Pirata dei Caraibi

Imperversano su tutti i media le immagini e i video choc del processo che vede …