La campagna #22Minutos mette in luce un dolore invisibile: i pesci possono soffrire per 22 minuti una volta estratti dall’acqua. È fondamentale un cambiamento immediato per proteggere questi animali, privi di voce.
Ogni anno, miliardi di pesci muoiono in silenzio, considerati ancora come semplici risorse e non come esseri senzienti. Con l’iniziativa globale #22Minutos, l’organizzazione Animal Law Focus, supportata dalla Aquatic Animal Alliance e da Marketing Vegano, invita a esplorare la realtà scientifica che i pesci provano dolore.
Il nome della campagna si riferisce al tempo medio che un pesce impiega a morire per asfissia una volta rimosso dal suo habitat: ventidue minuti. Ventidue minuti di sofferenza, paura e disperati tentativi di respirare. Un’eternità per un animale che finora non ha avuto voce né protezione.
Uno studio recente pubblicato su Scientific Reports dal Welfare Footprint Institute ha fornito evidenze concrete di questa sofferenza. Analizzando la trota iridea (Oncorhynchus mykiss), una delle specie più comuni negli allevamenti, i ricercatori hanno scoperto che questi pesci possono rimanere coscienti fino a 22 minuti, con una media di 10 minuti di dolore attivo.
Un dato sorprendente? La sofferenza aumenta con il peso: 24 minuti per ogni chilogrammo. Gli scienziati, utilizzando il Welfare Footprint Framework, hanno potuto misurare non solo la presenza del dolore, ma anche la sua durata e intensità, un aspetto che rende comparabili le diverse pratiche di pesca e allevamento. Le conclusioni sono inequivocabili: anche le fasi che precedono la morte, come il trasporto e la manipolazione, contribuiscono a un accumulo di stress e paura.
Il movimento non si limita a denunciare la situazione, ma propone un cambio di prospettiva. Attraverso iniziative come il libro di ricette “22 Minutos Sin Terror”, l’organizzazione incoraggia a ridurre il consumo di pesce e a optare per alternative completamente vegetali, dimostrando che un’alimentazione etica può essere gustosa e sostenibile.
La campagna include anche il webinar internazionale “Sentience in Fishes: Safeguarding Fish Welfare Across Different Contexts”, che riunirà scienziati e attivisti per discutere politiche di protezione più avanzate. Rimane una domanda fondamentale: se la scienza ha già dimostrato che i pesci soffrono, quanto tempo ci vorrà per riconoscere la loro voce?




