Manita al Frosinone e il Napoli dopo 26 anni è campione d’inverno!

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La trasferta in terra ciociara era nata sotto i migliori auspici: già nella giornata di sabato la Fiorentina era stata pesantemente battuta in casa dalla Lazio (1-3), le mediocri Roma e Milan si erano divise un inutile punto mentre nel lunch match l’Inter aveva concluso la gara con il solito uno a zero….ma per la disperazione dei nerazzurri stavolta è stato il sorprendente Sassuolo di Di Francesco ad espugnare San Siro grazie ad un rigore di Berardi al 95’. Solo la Juve tiene il passo vincendo due a uno a Genova sponda doriana.

Sarri presenta delle novità: riprendono il loro posto Allan e Jorginho (squalificato contro il Toro), in difesa esordio per Strinic al posto di Ghoulam mentre nel tridente Mertens sostituiva lo scugnizzo Insigne.

Il Frosinone gioca con le sole, poche, armi che ha: grinta,corsa e difesa. Purtroppo per i laziali stavolta il Napoli non sbaglia l’approccio e comincia ad attaccare e a far girare palla dall’inizio. Il castello difensivo dei gialloblù dell’indimenticato ed amato mister Stellone (quattro anni a Napoli,indimenticabile la stagione con il “Monzon” Novellino in panchina in coppia con il mitico Stefan Schwoch) inizia a scricchiolare molto presto e capitola al 20’: angolo di Jorginho e Albiol, appostato sul secondo palo quasi sulla linea di fondo, uncina il pallone e batte Zappino. L’eroe che non ti aspetti: quello dello spagnolo è il primo gol di un difensore in campionato, un gol importantissimo per lui e per tutta la squadra partenopea. Sbloccata la partita per il Napoli è tutto facile: Higuain spaventa Zappino al 25’ (salvataggio sulla linea) e poi, cinque minuti dopo, si procura e realizza di potenza il rigore del due a zero. Giocano a memoria i partenopei, Jorginho catalizza palloni, Albiol e Koulibaly, due da rottamare secondo molti solo sei mesi fa, sono insuperabili, Strinic e Hysaj dominano sulle fasce, Mertens e Callejon corrono instancabilmente assicurando quantità e qualità in abbondanza, mentre il “napoletano mancato” Reina si limita a godersi la giornata primaverile.

Nel secondo tempo è Napoli show: al nono Hamsik prende palla a metà campo, taglia il terreno di gioco dal centro verso sinistra palla al piede e, sfruttando il movimento di Higuain che taglia fuori Diakite, realizza il tre a zero con un sinistro chirurgico. Sessanta secondi e lo strepitoso Pipita si mette in proprio: supera di forza due difensori, con una finta manda al bar Diakite e Zappino e deposita in rete il quarto gol.

L‘argentino lascia il campo pochi minuti dopo (tra gli applausi anche dei tifosi ciociari) per far posto al redivivo Gabbiadini: Manolo partecipa alla festa realizzando il gol del cinque a zero con un tiro a giro che toglie le ragnatele dal sette della porta di Zappino che non sa a che santo votarsi. Meraviglioso il gol dell’attaccante azzurro, un’arma in più a disposizione della squadra nei prossimi, impegnativi, cinque mesi.

A questo punto, con ancora oltre 20 minuti da giocare la furia del Napoli si placa, Hysaj sfiora il sesto gol (salva il portiere brasiliano del Frosinone lanciandosi alla sua destra), Sarri inserisce El Kaddouri per l’ottimo Callejon e il promettente ed in crescita Chalobah per Hamsik. Il gol di Sammarco (minuto 82,molto bello) serve solo per le statistiche. La gara si conclude con il punteggio di 5-1 con gli azzurri che, irrispettosi degli avvertimenti di “Zorro” Boban, non cedono alla scaramanzia e festeggiano il primo posto al giro di boa che mancava dal 1990.

Sarri festeggia il suo 57 esimo compleanno godendosi una squadra forte e consapevole: ci sentiamo di dare all’allenatore azzurro la palma del migliore in campo, una squadra che, seppur avanti per 5 a 0 a pochi minuti dalla fine, pressava i portatori di palla frusinati con 5-6 uomini fin fuori l’area di rigore avversaria.

Nel prossimo turno, in attesa di novità dal mercato preannunciate anche dal Patron De Laurentiis, il Napoli ospiterà l’ottimo Sassuolo al San Paolo nell’anticipo di Sabato sera….per continuare a sognare

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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