A Palermo decide un rigore di Higuain!

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Posticipo serale del Napoli contro il Palermo, con i rosanero ancora sotto shock per le follie settimanali del suo presidente Zamparini. Napoli con i titolarissimi e siciliani con il 4-4-2 tanto caro al neo allenatore, quel Walter Novellino indimenticato artefice di una promozione con il Napoli tre lustri fa.

Il leit motive della partita è chiaro fin dai primi secondi: Napoli in possesso palla e Palermo a difendersi cercando di ripartire; per la prima mezz’ora in campo la palla è sempre tra i piedi degli azzurri tra i quali spicca per precisione e personalità il brasiliano Jorginho, migliore in campo per distacco. Nonostante una superiorità territoriale, tecnica e tattica imbarazzante, il Napoli fatica a trovare la via della rete. Tante potenziali occasioni ma i pericoli per Sorrentino sono pochi. Ci prova Insigne due volte,ma oggi lo scugnizzo napoletano è poco preciso in zona gol. Mancano l’appuntamento con il gol anche Callejon e Allan, si moltiplicano i corner e proprio sugli sviluppi di un corner Albiol viene trattenuto in area e l’arbitro concede il penalty: Higuain spiazza Sorrentino e fa 27 in campionato. A questo punto ci si aspetterebbe il crollo nervoso del Palermo ma invece i rosanero costruiscono la loro unica, seppur pericolosa, occasione da gol: Vazquez, servito dal sempreverde Gilardino, calcia a giro e Reina è bravissimo a tuffarsi sulla sua destra e mettere in angolo.

La prima frazione finisce uno a zero: la sensazione è che in campo non ci sia partita ma che l’equilibrio nel risultato durerà fino alla fine: è un po’ inconcludente Insigne, il febbricitante Hamsik fatica mentre gli esterni Hjsay e Ghoulam spingono meno del solito.

Inizia la ripresa e i partenopei controllano palla a piacimento, ma manca la stoccata per chiudere la gara. Insigne sbaglia due volte, e in modo abbastanza clamoroso: prima tirando debolmente su Sorrentino dopo meraviglioso assist di Jorginho e poi sparando altissimo di sinistro da buona posizione. Si fa sentire un po’ la stanchezza, specie in Allan e Hamsik che viene sostituito da David Lopez. Il Palermo non arriva mai dalle parti di Reina se non con un paio di calci d’angolo senza esito, grazie anche all’ottima prestazione della difesa azzurra guidata da Albiol e Koulibaly.

Entra Mertens che prende il posto di Callejon: il belga sfiora il raddoppio servito splendidamente da Higuain, Sorrentino si salva. La gara si trascina un po’ stancamente fino alla fine, giusto il tempo di vedere in campo El Kaddouri per Insigne (l’azzurro prova spesso la giocata ma non sempre con esiti positivi): l’incapacità avuta dal Napoli oggi nel chiudere la gara è stato il vero neo della prestazione odierna, forse è proprio questo il salto di qualità da compiere.

Resta a meno tre dalla Juve il Napoli, questo deve essere motivo di vanto per gli uomini di Sarri che tengono aperto un campionato nonostante 18 vittorie dei bianconeri nelle ultime 19 giornate. A nove giornate dalla fine l’unico obiettivo reale è la prossima gara, provare a vincere e approfittare di un eventuale passo falso della Juve.

Quello che non piace di questo emozionante ed equilibrato campionato è lo spezzatino televisivo cui sono costretti gli spettatori, con giornate di campionato spalmate in tre-quattro giorni, con la prima in classifica che gioca due giorni prima della seconda. Per chi come me è legato a un calcio diverso di venti anni fa, questo lungo weekend calcistico, figlio ovviamente della signora televisione che comanda la giostra, è davvero inaccettabile.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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