Chi in vita sua non si è trovato con il ripetuto problema del decimo per giocare a calcetto? All’ultimo momento mancava sempre qualcuno e la possibilità che ci fossero due portieri, o almeno due sconsiderati con i guanti disposti a fare tutta la partita in porta, erano praticamente nulle.
Se qualcuno pensa che nel calcio ultra professionistico di oggi, con expected gol, var a intermittenza natalizia, procuratori che credono di essere protagonisti di film gangster, questa cosa sia impossibile, beh si sbaglia di grosso!!
Il glorioso Napoli di De Laurentiis e dello strapagato Antonio Conte, infatti, si presenta a Torino contro la Juve con 11 calciatori da mettere in campo, qualche ragazzino in panchina, il redivivo ma impresentabile Lukaku e il neoarrivato Giovane al quale hanno fatto la maglia nell’intervallo della gara, e per fortuna che i due portieri hanno avuto il buonsenso si scambiarsi l’infortunio in tempo reale altrimenti sarebbe toccato al simpaticissimo Contini difendere la porta del Napoli, o almeno di ciò che resta della squadra che ha speso vagonate di milioni sul mercato, sbagliando per lo più tutti gli acquisti, o sarebbe meglio dire strapagando giocatori che si troverebbero senza affanni nella serie cadetta.
Il 3-0 finale, per la goduria di tv parziali e non e dello Spallettone cui abbiamo conferito con troppa fretta la cittadinanza onoraria (titolo, evidentemente, ormai inflazionato) era il normale esito che ci si poteva aspettare, tanto più che ci si è messo il solito arbitro Mariani a negare due rigori in uno ai napoletani, praticamente un record.
Certo, probabilmente la gara sarebbe comunque terminata appannaggio dei gaudenti bianconeri, sta di fatto che chiudere in parità la prima frazione avrebbe potuto dare un significato diverso alla ripresa, stante che, fino all’errore di Juan Jesus nel finale, nessuna delle due squadre aveva fatto un solo tiro in porta, e questo la dice lunga sui racconti televisivi che si fanno circa la grande Juve spallettiana che attendiamo curiosi all’uscio in gare dalla caratura diversa.
La questione infortuni, in casa Napoli, è un argomento che farebbe ridere se non fosse tanto tragico e, come normalmente accade nel nostro paese, non è dato di sapere chi sia responsabile di una tale iattura. Onestamente il discorso della sfortuna non regge, propendiamo per un concorso di colpe tra Conte, a causa di allenamenti ultra intensivi che hanno fiaccato i muscoli dei calciatori, e lo staff medico che sembra non riuscire a comprendere sempre in modo preciso l’entità di un infortunio (Neres docet) o, peggio ancora, sbagliare i percorsi di riabilitazione: non si capisce che fine abbia fatto Anguissa che rientra sempre alla “prossima” ma poi non rientra mai.
Sta di fatto che nel mese clou, il Napoli sta crollando: meno nove dall’Inter e con un piede e mezzo fuori dalla Champions, con l’orizzonte che mostra il Chelsea in avvicinamento verso il Maradona in una gara che per i partenopei ha un solo risultato a disposizione.
Mettiamoci l’anima in pace e speriamo che, con il rientro, non prossimo, di qualche giocatore questa squadra possa lottare per la conquista di un posto Champions e magari puntare alla Coppa Italia per bissare lo splendido successo in Supercoppa avvenuto solo un mese fa ma che sembra lontanissimo nel tempo!

