venerdì , 20 Settembre 2019

Accadde oggi: nascita di Giuseppe Di Vittorio. Storia di un grande sindacalista meridionale

L’11 agosto del 1892 (sebbene all’anagrafe sia segnato erroneamente il 13) nacque a Cerignola, in provincia di Foggia, Giuseppe  Di Vittorio, uno dei più autorevoli sindacalisti della storia d’Italia, nonché strenuo antifascista. Figlio di umili braccianti, egli iniziò precocissimo, già a partire dai 10 anni di vita, a difendere i diritti e le istanze dei lavoratori sfruttati nei campi. A seguito della morte del padre, infatti, Di Vittorio si vide costretto a lasciare la scuola, conseguendo solamente la seconda elementare, e a lavorare per aiutare la madre e la famiglia. Nel maggio del 1904, prese parte a una grande protesta dei lavoratori agricoli, durante la quale la polizia uccise un suo giovanissimo amico, Antonio Morra. Nel 1910, venne nominato segretario del Circolo giovanile socialista di Cerignola, attraverso il quale perseguì un’azione di sindacalismo rivoluzionario. Nel 1915, poi, il giovane dovette prendere parte alla prima guerra mondiale, dove rimase ferito. Venne, in seguito, eletto deputato, nel 1921, quando ancora era in stato di detenzione a Lucera. Infatti, in quello stesso periodo, purtroppo, cominciò a prendere  sopravvento il fascismo che, come tutti sappiamo – o meglio, dovremmo sapere – si contraddistinse per una forte repressione delle organizzazioni sindacali; e fu proprio durante uno sciopero antifascista in Puglia che Di Vittorio, membro di spicco dell’Unione sindacale italiana, fu arrestato.

Nonostante l’incarcerazione, però, grazie alle leghe e alla Camera del Lavoro, egli vinse ugualmente le elezioni e cercò in tutti modi di denunciare la condizione di sfruttamento dei braccianti nelle sue terre di origine. Nel frattempo, continuò incessantemente l’azione di contrasto dei fascisti, ma questi, con l’aiuto dell’esercito, ebbero la meglio sugli scioperanti pugliesi. Così, a partire dal 1922, gli fu impedito di vivere nella sua Regione e si trasferì a Roma, dove, nel 1924, incontrò Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, decidendo di aderire al Partito Comunista. L’intenzione di Di Vittorio, insieme a Ruggiero Grieco, era quella di favorire la nascita di un’organizzazione autonoma dei contadini nel Sud Italia, la quale, però, avrebbe dovuto fare i conti con la repressione del nascente regime.

Nel 1930, a Parigi, il pugliese presenziò al gruppo dirigente del Pci e divenne responsabile della CIGL clandestina. Partecipò, poi, in Spagna, alla guerra civile accanto ai combattenti repubblicani. Nel 1939, fu alla direzione del giornale antifascista “La voce degli italiani”, fino al 1941 quando venne nuovamente arrestato e trasportato al carcere di Ventotene. Qui, nel 1943, venne sprigionato e così si impegnò nella lotta di Liberazione.

 Di Vittorio firmò il il Patto di unità sindacale di Roma del 1944, con Achille Grandi  e Emilio Canevari, assumendo il ruolo di segretario generale della Cgil. Celebre, durante questo suo operato protatto con passione fino alla morte, fu il suo Piano per il lavoro del 1949.

Nel ’46, invece, fu Deputato alla Costituente  contribuendo quindi a redigere quella che è la nostra Carta costituzionale, fondamento della democrazia. Morì il 3 novembre del 1957, dopo una vita interamente spesa per difendere i diritti dei lavoratori, degli ultimi, degli sfruttati; dopo una vita dedicata alla Libertà.

Oggi, considerando pure gli attuali scenari politci e le difficoltà in cui vessano le classi lavoratrici, specie nel Mezzogiorno, è più che mai necessario ricordare l’enorme esempio di Giuseppe Di Vittorio, storico sindacalista del Sud.

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Biografia Angelo Potenza

Angelo Potenza
Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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