Addio ad Ornella Vanoni. Ci lascia nella sua casa milanese dopo un malore alle ore 23 del 21 novembre 2025, probabilmente un arresto cardiocircolatorio.
Erano giorni che stava male e agli amici più cari aveva comunicato di sentirsi male, in modo diverso, con un dolore alle costole come un coltello e che si sarebbe ricoverata presso una clinica per curarsi…troppo tardi, il cuore ha smesso di battere e Ornella è volata in cielo prima di Natale, come ormai ripeteva da Fazio con il suo tormentone “non arrivo a Natale”.
Nata a Milano il 22 settembre 1934 da una famiglia della borghesia milanese, è stata una cantante, attrice e conduttrice televisiva italiana.
Si conferma come una delle interpreti più celebri della musica italiana, la sua carriera inzia negli anni cinquanta attraversando oltre settant’anni di successi.
Versatile con una voce unica, Ornella Vanoni ha interpretato molteplici generi musicali che vanno dalle canzoni della mala al pop d’autore, passando per la bossa nova e il jazz. Ha pubblicato più di cento tra album, EP e raccolte e ha venduto circa 65 milioni di dischi durante la sua carriera. Tra i riconoscimenti più importanti, ha ricevuto diversi premi dal Club Tenco, premi alla carriera ed è stata ospite e concorrente più volte negli anni al Festival di Sanremo.
Negli ultimi anni, non si è risparmiata assencondando il desiderio del pubblico di vederla in tv, è stata ospite fissa del salotto di Fazio e spesso in giro tra le trasmissioni della De Filippi e altri show, come Belve, distinguendosi per la sua ironia e la grande intelligenza, incarnando se stessa con spirito e umorismo.
L’ultima apparizione ad Amici il 6 novembre, ma quella che colpisce oggi con la sua morte – ironia della sorte – risale al 2 novembre proprio da Fazio quando si è presentata con una corona di fiori, in ossequio alla giornata che si celebrava. Vanoni proprio sulla morte su cui scherzava sempre, diceva proprio così: “Ci sono persone a cui non sai cosa regalare, perché hanno già tanto? Ho trovato delle bare colorate che nell’attesa si possono usare come cassapanca, una cosa comoda dove mettere le cose, finché non arriva il giorno in cui… Ma è un regalo utilissimo. Se non dovesse piacere? La usano come cassapanca“. Era pronta ad andarsene anche lei, aveva già preparato tutto anche se diceva con amarezza che aveva passato una vita per capire il senso della vita, soffrendo di depressione e avendo una vita sotto certi aspetti tormentata, e solo ora che il senso della vita l’aveva capito, doveva accettare di essere prossima alla fine dei suoi giorni, proprio da Fazio, aveva raccontato di aver scelto anche la sua bara: “Quella bianca è bella, lineare”. Insomma fino alla fine, ha accompagnato tutti noi con talento e sorrisi.
Fragile e forte, sorridente e disperata, anticonvenzionale e determinata, originale e mai scontata, si è fatta amare infinitamente, lasciando un enorme vuoto nella musica italiana e non solo.
Figlia di un industriale farmaceutico, Nino e di Mariuccia, dopo avere studiato dalle Orsoline, frequentò diversi collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra con nessuna velleità artistica e con un solo desiderio diventare estetista. Di recente, aveva ricevuto la laurea honoris causam e aveva ribadito proprio con la sua semplicità, il fatto che non avesse mai studiato…di non avere mai pensato di laurearsi nella sua vita, eppure si è ritrovata giustamente una corona d’alloro sulla testa per la sua immensità artistica e per quello che rappresenta e ha rappresentato per il panorama musicale italiano.
Si è spenta all’età di 91 anni Ornella Vanoni, resta un’icona intramontabile della musica italiana, dalla voce inconfondibile, ha attraversato 7 decenni di musica e non ha mai perso la sua originalità restando sulla scena senza interruzioni, reinventandosi e adattandosi ai tempi. Ha vissuto la sua vita intensamente, come lei stessa raccontava, prestandosi a volte alle satire divertentissime delle imitatrici, tra queste spicca Virginia Raffaele con la quale aveva stretto ormai un rapporto speciale.
Nella sua vita, ha vissuto storie d’amore importantissime, travolgenti, nonchè tribolate che per lungo tempo hanno riempito le pagine della cronaca rosa. Dalla storia d’amore con Giorgio Strehler,da giovanissima, agli inizi della sua carriera, passando per l’amore con Gino Paoli, il matrimonio con Lucio Ardenzi e la nascita del suo unico figlio Cristiano. Negli anni successivi, poi, ha avuto altri amori che l’hanno accompagnata. Era da tempo che viveva sola.
Quattro sono stati i principali amori della sua vita.
Da figlia della ricca borghesia milanese, diventa, a vent’anni, la ragazza della Mala, nell’ambiente del Piccolo, nel vivo di una Milano rivoluzionaria che portava al mondo una nuova idea di Cultura. Provocando scandalo per i suoi comportamenti, Ornella diventa la compagna di Giorgio Strehler, vivendo per la durata di un anno un’avventura umana e artistica nata all’insegna della straordinarietà che, con un’intuizione geniale e la complicità di artisti come Dario Fo, Fausto Amodei, Fiorenzo Carpi e Gino Negri, prepara un repertorio tutto dedicato a lei attraverso le canzoni della Mala”, opera realizzata da intellettuali e rappresentate sulla base di antiche ballate popolari, cantando capolavori come “Ma mi” e “Le mantellate”. La stessa Vanoni ha poi dichiarato sulla storia di amore con Strehler che fu proprio lei a lasciare il regista a causa di alcuni comportamenti che non condivideva come l’assunzione di cocaina. Al riguardo Vanoni dichiarerà parecchi anni dopo: «La mia dipendenza dalla coca sarà durata due anni, perché per stare con un uomo che la assume per anni o la assumi anche tu o non ci puoi stare.»
In seguito instaurò un sodalizio artistico e sentimentale con Gino Paoli.
All’inizio degli Anni Sessanta, quando arrivò alla casa discografica Ricordi, incontrò proprio Gino Paoli. Nacque tra loro non solo un’intensa travagliata storia d’amore ma anche una bellissima intesa artistica che non si fermerà negli anni nemmeno dopo la rottura della loro relazione. Il cantautore, infatti, scriverà per lei una delle più belle canzoni della musica leggera italiana: Senza fine. La cantante ha sempre dichiarato di essere stata a lungo innamorata di Paoli, anche quando sposò un altro uomo: “Ero ancora innamorata di Paoli. Il giorno delle nozze non mi sarei dovuta presentare, avrei dovuto dire la verità, sarebbe stato più leale”. A lui, infatti, dedica la canzone “Cercami”. La loro separazione avverrà a seguito di un aborto spontaneo della cantante dopo una storia d’amore particolarmente tormentata e difficile. Solo molti anni dopo la fine della storia Vanoni dichiarò di aver perso un figlio da Paoli. Successivamente affermò di aver ricorso lei stessa all’aborto in un’altra occasione: «Non è che io ho deciso – ha raccontato -, io stavo con questo ragazzo svizzero […] sono rimasta incinta e lui il bambino non lo voleva. Io ero molto insicura […] e ho abortito ma non avrei voluto farlo.»
Nel 1960 Vanoni sposò Lucio Ardenzi, un noto impresario teatrale, anche se il matrimonio durò bene poco, i due si lasciarono poco prima della nascita del figlio Cristiano, avvenuta nel 1962. La cantante ha sempre ammesso di aver considerato un errore averlo sposato, anche perché col tempo omprese che non era l’amore ad averlo spinto alla loro unione quanto delle interessate mire artistiche su di lei, proponendola come protagonista di spettacoli teatrali che, poi, divennero un enorme successo. A suo dire: “Era una cosa tra lui e Strehler, voleva dimostrare che lui era più avanti, che ci aveva visto lungo” …inoltre su di lui diceva in un’intervista “Non parlo volentieri di Lucio Ardenzi. L’ho sposato che avevo ventisei anni, l’età giusta, ma non l’uomo giusto. Non l’ho mai amato. Ero una donna sperduta. Avevo lasciato Strehler, mi ero ammalata di tisi, c’era Paoli di mezzo e lui, Lucio, era un uomo così vanitoso. Una vanità sproporzionata. Abbiamo avuto un figlio che amo, Cristiano, e questo giustifica ampiamente la nostra storia“. Una gioia indimenticabile per la cantante che, però, non ha mai negato di aver instaurato con lui un legame altalenante, difficile per le sue continue assenze per le tournee. Dopo appena venti giorni dalla sua nascita, era già in teatro in giro per l’Italia.
E’ una cosa di cui si rimproverava e si colpevolizzava pubblicamente. “Ho avuto dei terribili sensi di colpa nei suoi confronti, ne abbiamo parlato, ma quando il rapporto è logorato per anni, non diventa perfetto” aveva detto la cantante di recente.
Il figlio ha sempre vissuto lontano dai riflettori e non è mai comparso in televisione, pur rendendola felicemente nonna di Camilla e Matteo, che Cristiano ha avuto dal suo matrimonio.
Nella sua storia musicale, la Vanoni porta in scena la canzone come modo espressivo diverso, entra in contatto con la prima vera generazione di cantautori, la Scuola Genovese, tra cui Gino Paoli con il quale sono rimasti amici tutta la vita, i loro concerti insieme sono stati un grande spettacolo per chi ha avuto il privilegio di partecipare.
Dopo il grande successo di pubblico, entra ufficialmente nell’universo della canzone con un registro espressivo unico, lontano dalle melodie italiane e sperimentando generi diversi che le permisero di spaziare dalle cover di Roberto Carlos, “L’appuntamento” a quelle della Piaf, “L’albergo a ore”, o di Tammy Wynette, “Domani è un altro giorno” fino alla meravigliosa ballata di Sergio Bardotti che le fa incidere “La voglia la pazzia l’incoscienza e l’allegria” con Vinicius De Moraes e Toquinho, canzoni scritte da Jobim e Chico Buarque, un album storico che ha contribuito alla diffusione della musica brasiliana in Italia.
Il suo talento indiscutibile unito alla sua sconfinata sensualità e alla sua eleganza raffinata ne farà di lei un’interprete dalle caratteristiche uniche nel nostro panorama, un’artista che ha collaborato praticamente con tutti i più grandi autori e artisti italiani, tra gli altri, Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè, da ultimo, Mamhood e Elisa, e che è stata anche la prima donna a vincere il Premio Tenco come “migliore cantautrice” perché nel frattempo aveva anche cominciato a scrivere le canzoni. La prova di una creatività fuori dagli schemi tradizionali è “Ornella &”, un album registrato a metà degli anni ’80 a New York, dopo che aveva più volte collaborato con Gerry Mulligan, con artisti del calibro di Gil Evans, Herbie Hancock, George Benson, i fratelli Michael e Randy Brecker, Ron Carter, altra pagina memorabile della discografia italiana, insieme a un canzoniere che fa parte della memoria collettiva.
La grandezza di Ornella Vanoni è consistita proprio nel suo essere riuscita a non perdere mai il contatto con la musica contemporanea, al di là delle mode e dei gusti del momento, è sempre stata attualissima. A differenza degli artisti della sua età, non si è mai ingessata in un ruolo o in una veste, mai un classico fine a se stessa, reinventandosi fino alla fine, con una vitalità straordinaria e una consapevolezza dovuta al suo genio e alla sua sregolatezza, tipiche dei veri artisti. E così si è presentata fedele a se stessa, sempre fino all’ultimo giorno, quando si è spenta, all’improvviso nella sua casa milanese.
La sua anima brillante e la sua spontaneità la rendono unica nel panorama artistico italiano.
Non è un caso che è stata fino all’ultimo giorno una ricercatissima ospite dei programmi televisivi, per quello che raccontava e per come lo raccontava, per la sua imprevedibilità e la disinvoltura rispetto al politicamente corretto e alle regole del galateo televisivo.
Per il suo novantesimo compleanno aveva inciso “Ti voglio” con Elodie e ditonellapiaga e poi anche “Diverse”, un nuovo progetto discografico per BMG. Per poi realizzare con Pacifico, ‘Vincente o perdente’, un diario sentimentale più che un’autobiografia di 90 spettacolari anni di vita.
Lutto nel mondo dello spettacolo. Si rincorrono le voci di cordoglio degli artisti che hanno lavorato con lei…
Gino Paoli ha pubblicato una loro foto storica congendandosi da lei con un messaggio commovente che lascia all’immagine di due giovanissimi in bianco e nero che li ritrae insieme in un’altra lontana vita.
Cremonini con una “Immensa Ornella”. Alex Britti “”Si è spenta una poesia, una bellezza irripetibile, un flauto magico”.
Maria De Filppi “Ancora applaudiamo”. Paolo Fresu: “Mi chiese di suonare al suo funerale”.
Morandi: “Ciao Ornella”. Renato Zero: “Un enorme doloroso silenzio”.
Paolo Conte: “Una cara amica, una ‘prima donna’ di altissimo e inarrivabile livello”. Iva Zanicchi: “Uno scherzo che non dovevi farmi. Ti ho voluto tanto bene”.
Claudio Bisio: “Ciao ‘mamma’ Ornella”. Marco Masini: “Non ci sarà mai fine per una grande artista come te”.
Gianna Nannini: “Pensavo non fosse vero.Ornella, chi è come te non muore. Ti adoro”. Mara Maionchi: “Ciao Ornella, rendevi tutto elegante, anche me”.
Malgioglio: “Senza te la musica sembra svanire”. Morandi: “Ciao Ornella”.
Mahmood: “Grazie per l’affetto e gli insegnamenti. Resterai nel mio cuore e nei miei occhi”. Il Blue Note: “Regalava una scintilla unica”.
Renato Zero: “Il tuo canto continua a volare”. Elodie: “Una diva e un’amica”.
Mannoia: “Tutte le parole mi sembrano banali. E lei odiava la banalità”. Amadeus: “Artista straordinaria e donna speciale”.
Elisa: “Ciao Regina”. Vasco: “Ciao mitica Ornella”. Patty Pravo: “Ornellik mi mancherai”.
Bertè: “Un’artista immensa, senza fine”. Fazio: “Sono senza parole”. Littizzetto: “Tesora mia adorata”.
Fagnani: “Resti indimenticabile, per me impossibile”. Fiorello: “Ciao Ornella, vola leggera”.
Bersani: “Perdo l’amica più vitale. Già insieme a Lucio”.
Anche Mattarella si è unito al coro di compianto, esprimendo il suo “cordoglio per la scomparsa di Ornella Vanoni “ intellettuale, artista colta e versatile, interprete raffinata di canzoni che hanno lasciato un segno profondo nella storia della musica leggera non solo italiana“.
Persino, i suoi vicini la ricordano con affetto come una donna dolcissima, che cantava tutte le sere e che loro ascoltavano incantati per la sua bellissima voce.
La camera ardente per Ornella Vanoni sarà allestita al Piccolo Teatro di Milano. Lo ha annunciato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Per il suo funerale Vanoni aveva preparato tutto e aveva chiesto di indossare un vestito di Dior, la musica di Paolo Fresu e di cospargere le sue ceneri nel mare di Venezia. Ne aveva parlato in una puntata di Che tempo che fa che risale al 2023: «Adesso scelgo il vestito, la bara deve costare poco perché devo essere bruciata. Poi buttatemi in mare, quello che vi pare… Mi piacerebbe Venezia, fate come volete. Il vestito ce l’ho, è di Dior. Poi ho chiesto a Paolo Fresu di suonare durante il funerale».
Addio Ornella! IL mondo sarà molto più triste senza di te, perchè ti abbiamo conosciuta, amata, apprezzata, seguita, ammirata…ascoltata, adorando la tua voce, così unica e inimitabile, perfetta nella sua eleganza espressiva, nel suo stile raffinato inconfondibile…una donna eccezionale che ha fatto della libertà una vera bandiera di vita…e così ci piace ricordarti col sorriso tuo e quello che facevi scattare in chi ti ascoltava incantato, sorpreso, spiazzato dai tuoi aneddoti e dai tuoi discorsi…
“Ci ho messo tutta la vita a diventare me stessa, ora finalmente non ho più maschere”. ..eri vera e così vogliamo ricordarti.
Buon viaggio…ovunque andrai la tua voce continuerà ad accompagnarci…incantarci…emozionarci!
“Che il tempo insisteperché esiste il tempo che verrà.
A questo puntoBuonanotte all’incertezzaAi problemi all’amarezzaSento il carnevale entrare in me.E sento crescere la voglia, la pazziaL’incoscienza e l’allegriaDi morir d’amore insieme a te”.

