venerdì , 23 Agosto 2019

Age of Wonders: Planetfall [RECENSIONE – PLAYSTATION 4]

Di cosa si tratta?

Per gli amanti dei giochi gestionali e strategici  il nome Age of Wonders non è di certo una  novità, la fortunata serie di titoli fantasy ci accompagna da circa vent’anni e l’arrivo di un nuovo titolo non può  che un evento atteso da molti giocatori. Triumph Studio e Paradox Interactive ci consegnano  Age of Wonders: Planetfall, titolo che ripropone e migliora la serie originale, abbandonando il contesto 4X fantasy per catapultarci in universo fantascientifico,con pianeti da conquistare e razze aliene da combattere.

La storia

L’ambientazione di Age of Wonders: Planetfall  si presenta  molto articolata e interessante. Le vicende della campagna sono ambientate in un remoto settore galattico, posseduta un tempo da una Federazione chiamata Unione Stellare, che garantiva ai propri abitanti prosperità e sicurezza. L’Unione era solita inviare flotte esplorative e militari oltre i suoi confini , per esplorare nuovi mondi e per acquisire risorse. Queste immense flotte percorrevano distanze  talmente grandi che per la maggior parte del viaggi  gli equipaggi erano in stato di criosonno. La storia di Age of Wonders: Planetfall inizia proprio quando fa ritorno una di queste flotte.

Il comandante in capo di questa flotta chiamata Vanguard, dopo un’assenza di quasi due secoli, troverà uno scenario molto diverso da quello lasciato molti anni prima. Durante l’ assenza,  è avvenuto un evento catastrofico denominato  “il Cataclisma”, talmente disastroso da far collassare l’intera Unione Stellare. I pianeti e le razze che componevano l’Unione sono in uno stato di totale anarchia, dove gli ex alleati si fronteggiano per conquistare risorse e territori. Ogni fazione ha caratteristiche culturali e tecnologiche diverse , e ognuna di esse ha mire espansionistiche all’interno dei vari pianeti che facevano parte della defunta Unione.

La Campagna

Nella modalità Campagna di Age of Wonders: Planetfall  vestiremo i panni del comandante della flotta , alla ricerca di  un luogo sicuro per la sua gente in un universo che non riconosce più.  Sin dall’inizio potremo iniziare anche la modalità storia di altre due razze: i Dvar, delle creature con una civiltà altamente industrializzata e con una struttura politica di tipo militare oppure i Kir’ko; insetti umanoidi  con un tragico passato e con l’ obbiettivo di  sopravvivere e prosperare anche a scapito delle altre razze. Successivamente  sbloccheremo alcune missioni relative ad  altre razze, per un totale di sei fazioni differenti, ognuna delle quali con un proprio sviluppo tecnologico e approccio alle varie situazioni. Age of Wonders: Planetfall è uno strategico gestionale a turni, con combattimenti  a turni, dove potremo controllare  ogni unità e ogni singolo personaggio compresi soldati dotati di abilità eccezionali. tutti i personaggi  possono essere livellati tramite  “punti esperienza” conquistati sui vari campi di battaglia.

L’importanza della diplomazia

Come ogni TBS che si rispetti  in Age of Wonders: Planetfall dovremo gestire la diplomazia, migliorare la nostra colonia, cercare approvvigionamenti,  investire fondi nel settore ricerca civile e militare. La diplomazia è un fattore molto importante all’interno del gioco, grazie ad essa potremo entrare in contatto in maniera pacifica con altre razze, potremo instaurare partnership commerciali, patti di non aggressione  e  alleanze, con  creazione di armate congiunte con tanto di scambio di tecnologie. Naturalmente potremo tradire i nostri alleati per impossessarci delle loro colonie e risorse. Ovviamente  anche loro potranno fare la stessa cosa , quindi dovremo sempre rimanere attenti. Sia la parte militare e esplorativa, che quelle di gestione e sviluppo o diplomatiche, sono realizzate in maniera perfetta, riuscendo a raggiungere un ottimo livello di dettaglio e completezza pur rimanendo intuitive e piuttosto immediate. Oltre alla modalità campagna, Age of Wonders: Planetfall offre anche degli scenari liberi, da affrontare con qualsiasi razza e con un semplice e completo editor potremo personalizzare il nostro leader , per poi usalo negli scenari liberi oppure online, giocando insieme ad altri utenti.

Tecnicamente parlando

Tecnicamente Age of Wonders: Planetfall si presenta benissimo, con unità e scenari molto dettagliati, vari e ben animati, anche se la grafica non è fotorealistica, fa il suo dovere. Molto bene il comparto audio e i controlli;  anche giocando con il pad ogni azione è facilmente eseguibile senza troppe complicazioni, non facendo rimpiangere l’uso della tastiera e del mouse.

Concludendo

Age of Wonders: Planetfall è davvero un ottimo gioco: vario con grafica dettagliata e divertente da giocare. Le varie campagne offrono una soddisfacente esperienza di gioco, resa ancora più longeva dall’editor degli scenari e dalle dinamiche molto varie. Un gioco consigliato  ai veterani, ma anche  ai neofiti che però all’inizio saranno disorientati dalle tante cose da fare e controllare, ma Planetfall è un gioco che terrà occupato il giocatore per centinaia di ore, quindi l’approccio “purista” è uno scoglio superabile, almeno che non si è particolarmente svogliati e superficiali.

PRO

+ Dinamico e con pochi momenti “morti”

+ Molto completo e vario

+ Buona la grafica….

CONTRO

– …ma non eccelsa

– sei fazioni  non sono moltissime…DLC in arrivo?

– Le cose da fare sin dall’inizio sono davvero troppe!

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega , tornato sulla terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Nell' ultimo anno scrive su Senzalinea di tecnologia e soprattuto di Cosplay. Ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega..

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