giovedì , 22 Agosto 2019

“AMORE12 – BLU PROFONDO AD INTER-MITTENZA”. 12 ORE E 12 MESI DI INTENSE EMOZIONI NELLA PERSONALE DI CHIARA ANACLIO, ALLESTITA NEGLI SPAZI DELLA MAPILS GALLERY, A NAPOLI.

Amore 12- Blu profondo ad inter-mittenza“, è il titolo della personale di Chiara Anaclio, allestita nelle sale della Mapils Gallery, all’interno di Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio 14, a Napoli, curata da Maria Pia De Chiara, fino al 20 settembre 2019. Il titolo della mostra è dettato dal tempo, sono 12 ore e 12 mesi di intense emozioni, in cui l’artista esprime una creatività che si proietta dall’interno verso l’esterno, trascinando i fruitori in un mondo indefinito e innescando processi neurobiologici che sottendono ai sentimenti. Blu profondo ad inter-mittenza, invece, è il sottotitolo, ed è il colore presente nei dipinti per le sue sfumature. Una tonalità carica di significati, intensa come la notte, mistica e magica, dalla quale emerge una luce intermittente capace di indicare una strada, una via verso la ricerca di un sentimento puro e profondo, chiamato Amore. Ogni opera, realizzata in acrilico, polveri pure di colore, matite e pastelli a cera, è accompagnata da una poesia che definisce l’hic et nunc dello stato d’animo della Anaclio. Forme e cromatismo sono ispirati alla rivoluzione creativa della vita quotidiana della Wander Society, di Walt Whitman, una produzione di 17 lavori tra natura e poesia.

E’ una narrazione aperta, istintiva e intuitiva, personale e collettiva, in cui ognuno può immedesimarsi e condividere emozioni e sensazioni di notevole valenza. L’ artista riprende i concetti di Walt Whitman, delle sue raccolte più note, “Foglie d’erba”, in cui la comunità, per definirsi tale, non richiede alcuna strutturazione o gerarchia. Ognuno è consapevole della propria forza e del proprio essere nel mondo circostante, può far parte di un gruppo e non sentirsi mai solo, pur vagando.

Nell’ osservare le singole opere, l’artista accompagna il visitatore in un territorio inatteso, in un luogo non fisico ma immaginario, in cui si assiste ad una costante connessione tra mente e cuore. Sono dipinti realizzati seguendo il flusso di coscienza teorizzato da James Joyce che affermò: “Voi trovate le mie parole oscure. L’oscurità è nelle vostre anime, non vi pare?”. Partendo da questa singola affermazione, ciò che accomuna la Anaclio allo scrittore irlandese è una narrazione della mente e dei sentimenti attraverso quel citato flusso di coscienza: si tratta di due diversi personalità che fanno della sperimentazione l’elemento caratterizzante della loro produzione artistica.

Proseguendo con il percorso espositivo, i fruitori sono attratti dai vari dipinti con colori sgargianti collocati su una parete bianca, in cui si nota la propensione all’uso di tutta la gamma cromatica della tavolozza. I versi delle poesie, oltre ad essere associati a ciascun quadro, sono la trasposizione visiva degli stati emotivi della pittrice: il verbum prende forma, si estende sulla tela e sprigiona tutta la sua energia. Una equazione: percezione visiva/emozione e fruitore/opera che segue un andamento parabolico simile a un componimento musicale. E’ il risultato dell’insieme di più Misure (o battute), che combinate insieme tra loro, esprimono un significato melodico e armonico. Come nella musica, anche nei suoi dipinti, il tempo indica l’andamento o l’ indicazione agogica (Adagio, Andante, Allegretto, Allegro).

E’ un approccio multidisciplinare, dal teatro alla musica, dalla letteratura alla filosofia, in cui non mancano riferimenti a correnti artistiche del passato. Vibrazioni di colori e luci, diurne e notturne caratterizzano la superficie pittorica. Come nelle tele di Joseph Mallord William Turner, la luce non si limita a determinare le realtà spaziali del mondo, bensì può anche modificarle. Per questo motivo la Anaclio, nella raffigurazione di un paesaggio, non riprende la Natura in modo rigorosamente realistico: anzi, ciò che conta è l’impressione che un determinato stimolo esterno le provoca nell’animo, cercando di cogliere la densità dell’atmosfera e della luce. Una luminosità non più come un semplice riflesso sugli oggetti, bensì, come entità completamente autonoma, in grado con la sua palpitante intensità di disintegrare le forme e i volumi presenti nei quadri. Lontana da qualsiasi tipo di rappresentazione figurativa, la sua arte vira verso l’astrazione. Un cromatismo realizzato con pennellate mosse e vorticose, leggere ed evanescenti, delicate e profonde, restituendo immagini romantiche e dinamiche. Il contatto con i sentimenti, l’osservazione dei fenomeni naturali, il senso di intima connessione fra noi e gli altri, sono gli elementi fondamentali della creatività dell’artista che, come recita in una sua poesia: “le cose sono più semplici di quelle che sembrano, per apparire come non sono. E’ per questo che ho fede nella vita.

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Biografia Luca Del Core

Luca Del Core
Vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

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