Ancora nuove misure anticovid

L’Italia ha raggiunto una quota nazionale, inimmaginabile fino a soli pochi giorni fa, superando 20mila contagi con l’indice rt superiore a 1,5.

Ebbene, di fronte ad una curva pandemica con tale spaventosa impennata, nonostante le ritrosie manifestate dal Governo, siamo alle prese con lo studio e la comprensione del nuovo dpcm emanato in corsa il 24 ottobre (sono ben 3 in una decina di giorni) valido fino al 24 novembre.

Chiuse palestre, piscine, teatri, cinema, sport di contatto, escluse le serie professionistiche; ridotte le attività di ristorazione in senso onnicomprensivo, ivi inclusi bar e pizzerie, con una fascia oraria limitata dalle 5.00 alle 18.00  con servizio ai tavoli, vincolati a numeri di coperti e rispetto stringente del distanziamento tra i commensali; vietate tutte le feste all’aperto e al chiuso; vietate le feste legate alle cerimonie religiose, matrimoni, battesimi, comunioni; consentiti i riti religiosi nel rispetto delle norme anticovid particolarmente severe anche in questo; è previsto che le scuole del primo ciclo siano in presenza, laddove si può in virtù della condizione epidemiologica locale.

Il virus circola in modo violentemente prepotente e questa volta, pur avendo avuto un vantaggio temporale inteso sotto un doppio punto di vista, tanto climatico essendo andati incontro all’estate, tanto in senso stretto come lasso di tempo per risolvere i problemi riscontrati alla cd. prima ondata, per mettere le toppe laddove andavano messe, per recuperare e formare personale in grado di gestire la maledetta preannunciata seconda ondata, ci ritroviamo spaventosamente impreparati.

Arrivano immagini dalla Cina e da Wuhan che dimostrano – se veritiere- che il virus lì é cosa dimenticata e superata con mappature, nel caso di contagi, di contatti e l’effettuazione di tamponi immediati effettuati su ben 9 milioni di persone quasi contemporaneamente.

Qui, non pretendiamo tanto!

Ma le file per fare i tamponi; le dichiarazioni terribili da bollettini di guerra giornaliere con regioni al collasso sanitario; le parole dei virologi che hanno stancato con la loro continua litigiosa incongruenza; la resa dei conti dei medici in ospedale, dei nostri medici che si ritrovano a dover scegliere tra chi salvare e chi no, chi far vivere e chi può rischiare di non farcela, in virtù di una loro decisione, in mancanza di posti sufficienti, di presidii sufficienti, di personale in grado di sopportare ancora tutto questo, esposto com’è, in prima persona al contagio sempre più diffuso, persino nelle corsie.

E la rabbia, la rabbia di chi é di nuovo sacrificato con la sua attività, con la sua vita, con le sue “tasche” che si é scatenata in una notte di follia a Napoli travolta da incoscienti delinquenti che hanno reso una protesta, iniziata pacificamente, in una manifestazione di guerriglia ingiustificata e ingiustificabile.

E se le ragioni di chi teme di arrivare a fine mese vanno ascoltate e comprese, i numeri purtroppo spingono a scelte sempre più restrittive e stringenti.

La Campania, per la prima volta, raggiunge quasi la quota di 2600 contagi, con un governatore negli ultimi giorni particolarmente provato e severo nella scelta della strada da perseguire.

Chiede insistentemente un lockdown regionale con appoggio del Governo centrale per la predisposizione di misure economiche di sostegno per i settori commerciali più colpiti dalle chiusure e dalle limitazioni.

Poi fa un passo indietro, in assenza – dichiara – di un piano economico adeguato per le categorie produttive coinvolte.

In realtà, il Governatore ha frenato la sua veemenza perché Conte col suo dpcm ha dato il via ad un lockdown mascherato ovvero un pre-lockdown a tutti gli effetti, una sorta di fase di riscaldamento preparatorio alla definitiva clausura che, se i contagi non si fermano, diverrà inevitabile.

Nel frattempo, il virus corre veloce, e così il Quirinale è sotto assedio sanitario dopo la scoperta positività del portavoce  di Mattarella; Casalino é risultato positivo e così il ministro Boccia; il Vaticano ha avuto i suoi casi seppur silenti.

Insomma, sempre più volti noti si presentano contagiati, e sia sintomatici che asintomatici testimoniano la loro lotta al virus e cosi Federica Pellegrini che si dispera per il rischio di non poter partecipare alle prossime olimpiadi; la De Girolamo descrive i suoi sintomi e la sofferenza dell’isolamento familiare; anche Valentino Rossi è stato costretto a rinunciare a partecipare ad una gara causa covid sopravvenuto.

Ci sentiamo accerchiati perché é così, i positivi crescono, ognuno di noi ne viene sfiorato o ne entra a contatto inconsapevolmente  e, a fronte di contatti più o meno normali di vita, forse anche le tante misure consigliate da sole non sono più sufficienti.

Conte, per dare un rinforzo di responsabilità agli adolescenti, i più disinvolti nei confronti del covid, ha, persino, perseguito la strada degli influencer, temendo che le campagne di pubblicità e di sensibilizzazione non bastassero da sole e non raggiungessero gli stessi effetti.

Così in settimana i Ferragnez che, insieme contano 33 miloni di followers, hanno segnalato l’importanza e la responsabilità nell’uso corretto della mascherina.

Scelta indubbiamente criticata, ma in emergenza tutto é plausibile, ancor più quando tramite due volti noti si cerca di veicolare, con assoluta immediatezza, un messaggio sociale di grande importanza, anche se non é dato conoscerne la reale efficacia.

Venendo alla Campania, il Presidente De Luca si è detto amareggiato per la decisione del Governo di adottare misure che definisce ancora “intermedie” allo stato, ritenuti, pertanto, insufficienti a far rientrare la curva dei contagi.

Preso atto del contenuto del DPCM, restano, però, attive le disposizioni dell’Ordinanza regionale, tra cui, quelle relative alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado esclusi gli asili nido e la scuola dell’infanzia.

La condizione della Campania resta una delle più preoccupanti, unitamente alla Lombardia, con la paura che comincia a serpeggiare per le continue ambulanze in giro per la città, per i focolai via via scoperti, se si pensa che oltre alla città di Arzano, sono state ritenute zone rosse, anche le città di Orta di Atella e Marcianise in provincia di Caserta, con i trasporti sempre al limite della minima funzionalità ed efficienza, non sufficientemente capienti per gli spostamenti dei pendolari ancora troppi per strada visto il ricorso allo smart working non in misura adeguata, probabilmente, con la diffusione capillare del virus senza distinzione di età, e con l’acuta situazione di protesta e di manifestazioni per le strade della città da parte di chi, suo malgrado, non accetta le condizioni imposte dal Governo.

Indubbiamente, e forse anche banalmente, in questo momento resta prioritario salvaguardare il diritto alla salute di tutti i cittadini, a scapito anche di alcune categorie più sacrificate  e di altri diritti di uguale rango costituzionale, eppure alternativa valida non c’è.

Il tempo perso senza risolvere i problemi che atavicamente attanagliano la sanità italiana, senza andare a scoprire l’immenso mondo del lavoro sommerso, che anche in presenza di aiuti dello Stato ne resterà privo, essendo, a conti fatti, invisibile per la società, senza dedicarsi alla rifocillazione nelle corsie degli ospedali del necessario personale sanitario, tanto che alcune regioni stanno di nuovo ricorrendo alla ri-chiamata in servizio dei medici in pensione, senza soffermarsi sull’importanza di valorizzazione delle forme a distanza di lavoro agile, che può essere, comunque, efficace ed efficiente e di didattica a distanza che, in questo momento, sta istruendo molti dei nostri figli, l’auspicio è che, malgrado gli errori, le mancanze, le responsabilità, la leggerezza, la superficialità, non solo della politica e dei medici, ma anche dei cittadini, che in molti casi hanno assunto comportamenti irresponsabili, se si volge lo sguardo alla appena passata estate, siamo ancora in tempo per prevenire il peggio, temuto e già visto.

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Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

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