ANDARE A TEATRO STANDO A CASA. NUOVE FRONTIERE DELL’ARTE NELL’ERA DEL CORONAVIRUS

Quando si potrà tornare a teatro? Con quali modalità? Le restrizioni cambieranno il nostro modo di assistere a uno spettacolo? Queste e molte altre sono le domande che oggi circolano tra gli addetti ai lavori e gli amanti del teatro.

A seguito dell’emergenza sanitaria mondiale, gli artisti sono stati costretti ad interrompere la loro attività e gli utenti a rivedere il modo di fruizione della “settima arte”. Il teatro è condivisione, emotiva ma anche di spazi, ma con le attuali restrizioni e misure di sicurezza l’esperienza teatrale viene compromessa sia per il numero di persone che possono prenderne parte, sia per la predisposizione psicologica con la quale si approccia a una situazione che dovrebbe, invece, regalare emozioni e momenti di serenità.

La tecnologia, almeno temporaneamente, sta provando a risolvere alcune di queste problematiche: si è creata, di fatto, una realtà virtuale che ha dato vita a forme inedite di comunicazione con il “pubblico”; in questo modo molte Compagnie hanno – anche solo virtualmente – rialzato il sipario.

Molti teatri del Belpaese – dal Teatro Coccia di Novara al Teatro Massimo di Palermo – hanno messo a disposizione proiezioni di spettacoli delle stagioni teatrali precedenti. A Genova il Teatro Pubblico Ligure sta portando avanti la stagione teatrale con dirette web: “Racconti in tempo di peste” è l’iniziativa della Compagnia Corrado d’Elia, uno spettacolo on line da seguire sui social. Iniziativa simile quella di NEST – Napoli Est Teatro che è in piena attività con la sua prima stagione on line. Anche il Teatro Stabile di Napoli con “Memorie d’Archivio” regala ogni giorno proiezioni – via Facebook – di racconti, aneddoti e spiegazioni sugli spettacoli che hanno fatto grande la storia del teatro napoletano. Il Teatro San Carlo è stato tra i primi, invece, ad attivare proiezioni on line e una web tv h24 che sta registrando ottimi risultati.

Secondo il Comitato Tecnico-Scientifico di Governo, gli spettacoli potrebbero (al momento il condizionale è d’obbligo) ripartire dalla prima settimana di giugno. Il testo, pubblicato il 6 maggio, valuta come possibile l’organizzazione di uno spettacolo a condizione che vengano garantite tutte le condizioni atte a minimizzare il rischio di diffusione del Covid_19; gli spettatori dovranno mantenere una distanza tra di loro di almeno 1 metro ed indossare la mascherina, oltre ed evitare di accedere in presenza di sintomi respiratori e/o temperatura corporea superiore ai 37,5°C; lo stesso criterio dovrà essere applicato agli artisti, alle maestranze e ogni altro tipo di lavoratore presente. Gli organizzatori dovranno, inoltre, assicurare la presenza di dispenser igienizzanti all’ingresso delle strutture.

Rimettere in moto la macchina dello spettacolo dal vivo è difficile. I paletti fissati dagli esperti non sono compatibili con le nostre esigenze” cosi esordisce il Presidente dell’Associazione generale dello spettacolo (Agis), Carlo Fontana “Innanzitutto prima di possibili riaperture, dobbiamo poter accedere ai nostri uffici per riattivare servizi, pianificare le prove, riavviare l’attività produttiva. Ma così a breve, per quanto riguarda teatri di prosa e lirici, si può pensare solo ad attività all’aperto. Per gli spettacoli al chiuso, è necessaria una ripresa più graduale: le uniche cose che adesso si potrebbero fare, sono concerti da camera o monologhi. L’obbligo delle mascherine per musicisti e attori ci pare in molti casi inapplicabile”.

La sfida è riportare il pubblico in teatro e superare la paura” dichiara invece Alfonso Balsamo, Direttore Generale del Teatro Pubblico Campano “Oltre che mantenere in vita le strutture più piccole. Il teatro è parte integrante della società e della nostra cultura. La crisi sta toccando tutti e ognuno dovrà cercare di contribuire per ricostruire una nazione, un’identità e una comunità d’intenti”.

Il dibattito resta, inutile dirlo, ancora aperto e in evoluzione. Sicuramente molte delle misure di prevenzione dipenderanno anche dal futuro andamento della curva dei contagi, costantemente monitorata. Nel frattempo molti teatri stanno rimborsando i biglietti della stagione “in corso” o comunicandone la validità per la prossima stagione. Per ora non ci resta che “andare a teatro da casa” grazie al web.

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Biografia Veronica Cardella

Veronica Cardella
Classe 1983, Cancro ascendente Capricorno. Amante della scrittura, dei libri e di tutto quello che fa porre domande. A 9 anni decido di voler fare la giornalista, ma la vita mi ha portato su altri lidi. Non ho abbandonato la passione per la scrittura che provo a coniugare con quella per la lettura e il teatro.

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