sabato , 7 Dicembre 2019

Anna Falchi torna al teatro con La banda degli onesti: “orgogliosa di portare in scena un cult di Totò”

“La banda degli onesti” è lo spettacolo in cartellone dal 27 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli. Una commedia degli equivoci portata al successo cinematografico dal grande Totò, che viene “rispolverata” e riletta ben 50 anni dopo in una chiave inedita con Anna Falchi e Gianni Ferreri e la regia di Gaetano Liguori.

Uno spettacolo che racconta la singolare vicenda di tre squattrinati, un portiere, un tipografo e un pittore che si improvvisano falsari cogliendo al volo l’opportunità di stampare delle banconote false; i risvolti saranno, indubbiamente, esilaranti.

In occasione del debutto a teatro, la bellissima diva Anna Falchi parla trepidante del suo ruolo all’interno della commedia, senza dimenticare del suo rapporto con Napoli, sua seconda patria, il suo rapporto coi Social media e con la comunità Lgbt.

La banda degli onesti è uno dei film “cult” con Totò e Peppino de Filippo. Intimorita dal confronto?

Al contrario,  mi fa molto piacere ed è un motivo di orgoglio siccome negli ultimi anni ho lavorato molto a Napoli, i napoletani mi hanno in qualche modo adottato e la città è diventata una seconda patria. Per questo sono onorata di poter rappresentare una commedia simbolo della napoletanità.

Come descriveresti il tuo partner in scena Gianni Ferreri ?

Ho avuto già modo di lavorare con lui anni fa, ero la sua amante in un film di Carlo Vanzina, questa volta abbiamo “ufficializzato” il nostro rapporto e sono sua moglie, cioè la moglie del portiere. Nel film c’era un’attrice olandese che interpretava il ruolo di una tedesca, a teatro io sarò romagnola.

Cosa hai pensato quando ti hanno proposto di interpretare un ruolo nello spettacolo “La banda degli onesti”?

Me ne hanno proposte tante di cose quest’anno ma tra le tante ho scelto questa, perché mi piace interpretare commedie e regalare un sorriso al pubblico. La commedia brillante è nelle mie corde e ritorno al Teatro Augusteo, in cui già ho avuto il piacere di lavorare. La commedia degli equivoci è quella più efficace e divertente a teatro e tutti quelli che verranno a vederci, staccheranno la spina per un paio d’ore e si potranno anche riconoscere nella trama. In fondo, chi di noi non ha mai fatto un pensiero “peccaminoso”, come quello di ordire una truffa senza mai farla davvero?  Ma chi è onesto non può fare il disonesto ed è anche questa la morale della commedia.

Sei molto attiva sui tuoi canali Social come Instagram dove aggiorni spesso i follower sul tuo lavoro e i tuoi progetti. Quanto usi i social nella promozione del tuo lavoro e ad oggi quanto essi influenzano le carriere degli artisti?

All’inizio non ero molto entusiasta dei social, venendo comunque da un’epoca, la mia, in cui non c’erano questi mezzi ed era molto più difficile emergere. Adesso, grazie ai social, tutti possono costruirsi un proprio pubblico ed è certamente una nuova opportunità. Prima dei social c’era molta riservatezza, dovevano essere i paparazzi a seguirti e non c’era la volontà di condividere il privato con gli altri. I social hanno distrutto il divismo, l’incognita e il mistero attorno al personaggio. Oggi, siamo noi ad avvisare il pubblico circa i nostri spostamenti. Ormai mi sono adeguata ai nuovi mezzi di comunicazione ma l’ho fatto con grande fatica. Però non condivido momenti di vita privata ma solo quelli lavorativi, ho creato un hashtag chiamato “ I miei attimi”. Evito di usare i social per esprimere la mia opinione per non essere obiettivo degli haters. Faccio un uso intelligente dei social. I social hanno reso tutto più “casereccio”, oggi non si fanno più neppure servizi fotografici belli perché ce li creiamo noi e così tante professioni sono venute a mancare.

Tu sei molto amata dalla comunità Lgbt. Oggi il nostro Paese ti sembra risolto per quanto riguarda il pregiudizio o c’è ancora molto da lottare?

Il grosso è stato fatto direi, c’è stata una forte scrematura e siamo andati molto avanti.  La politica si è molto avvicinata alle istanze della comunità lgbt, certo c’è ancora una piccola nicchia di contrari però ormai è una minoranza.

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Biografia Marco Assante

Marco Assante
Laureato in scienze delle Comunicazione un con un master in cinema e televisione.Nato con la passione per la scrittura si interessa di cinema,tv,musica,radio,teatro e giornali.Collabora con la trasmissione L'altra Frequenza - LgBt On Air

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