Autore: Akwaeke Emezi; casa editrice il saggiatore; anno prima pubblicazione2020 ; pp 276
Trama:
Un pomeriggio, in una città della Nigeria, una madre apre la porta di casa e trova il corpo di suo figlio Vivek avvolto in un sudario di seta. Lo stesso giorno, il mercato della città viene dato alle fiamme. Chi ha appiccato l’incendio? E come è morto Vivek?
Le mie impressioni
Il libro si apre con la storia dei genitori del protagonista Vivek mentre si stanno conoscendo da ragazzi. Siamo in Nigeria terra violenta e colorata, tra case di terracotta, sole cocente, colori e odori africani. Dove l’ oro regalato alle feste di famiglia ancora si “impegna” per pagare gli studi al figlio in terra estera.

Vivek è un ragazzo strano, o almeno così viene percepito nella sua città, mentre Osita (il cugino) vive da adolescente le sue prime esperienze con le donne. Secondo la remota e antiquata cultura del luogo in Vivek alberga un demone che lo rende diverso e va quindi esorcizzato. E mentre si cerca una “cura”per Vivek, che nel frattempo assume sempre più atteggiamenti femminili, accade la tragedia: Vivek viene trovato morto fuori casa sua.
Chi è stato e perché?
E si percepisce che le sue amiche e Osita sanno qualcosa.
La storia di Vivek viene narrata da più personaggi nei vari capitoli del libro. Il libro si perde in storie e aneddoti che fanno perdere il filo della trama. Ho fatto fatica a terminarlo e poi vengono usati termini in lingua africana e non ci sono le traduzioni a bordo pagina. Sembra un giallo LGBT ma finisce in modo banale, speravo in un intrigo più articolato per poi far uscire fuori l’assassino, invece no. Interessante la parallela storia lesbica tra due amiche di Vivek, ma anche questa è solo accennata. In realtà un vero giallo non c’è! Però l’ultima pagina con l’epilogo in cui si da voce al Vivek già morto è piena di passione e poesia.

