Autore:Tahar ben Jelloun;; anno prima pubblicazione1988 ; pp 152
Non è stato il primo figlio maschio, dopo sette femmine, come Hadj ha fatto credere a tutti. In realtà, si trattava di una donna travestita e educata a comportarsi come un uomo per preservare l’onore del padre e il patrimonio di famiglia.
Mohamed ha dovuto aspettare quasi vent’anni e la morte di Hadj, avvenuta nella ventisettesima notte di Ramadan, la “notte fatale” in cui i destini degli uomini vengono suggellati, per essere finalmente liberato dal suo fardello, dalla violenza e dalle menzogne che lo intrappolavano.
Solo allora, con l’ultima benedizione paterna, ha potuto diventare Zahra. La sua emancipazione, da un ruolo e una vita che le erano stati imposti, sarà rapida e tumultuosa, portandola a un apprendistato nella vita che, talvolta traumatico e doloroso, la vedrà infine libera.
Le mie impressioni:
Questo libro è il seguito di Creatura di sabbia dello stesso autore. L’autore torna a dare voce alla protagonista con un racconto solitario, freddo e lucido. La ritroviamo inizialmente a Marrakech, persa per strada, circondata da figure gotiche e fiabesche, quasi come in un mondo alla Tim Burton, una sorta di “paese delle meraviglie”. Il padre, moribondo, si abbandona a confessioni inaspettate, lasciandosi andare a ricordi dal suo letto di morte, quasi a giustificarsi. Gli elargisce una sorta di benedizione, affinché finalmente la figlia possa essere se stessa. Zahra, infatti, utilizza il termine “ridiventare” donna, riferendosi alla sua condizione, e comincia a usare pronomi femminili per autodefinirsi. Riscopre il suo corpo da donna, mortificato da fasce contenitive durante il periodo dello sviluppo. Esibisce le sue rotondità, le espone al vento, agli occhi della natura: una natura innata ma nuova per lei. Seppellisce con il padre anche i suoi orpelli da uomo, chiudendo simbolicamente con il passato. Questa chiusura libera il suo spirito dalla paura. È il momento in cui perde la verginità.
Zahra cerca di restituire al suo corpo quella delicatezza che le era stata negata anni prima e inizia a esercitare il suo lato materno, prendendosi cura del console. Quest’uomo gentile, insieme a sua sorella Assisa, l’accoglie in casa come governante. Si crea così un nucleo familiare quasi anomalo, con risvolti morbosi e quasi incestuosi.
Il libro è un diario del “poi”, del “senno del poi”, in cui i tasselli nella mente della protagonista vanno lentamente al loro posto, costruendo una nuova esistenza. Non è più una creatura di sabbia che si sgretola al passare del vento. Tuttavia, nel suo destino forse la parola serenità non è contemplata. Ben presto le cose cambiano e Zahra si trova a dover affrontare dure prove di vita, tra il reale e l’onirico.
Da leggere solo dopo aver letto Creatura di sabbia

