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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Teatro

Archiviozeta a Napoli con Edipo re

Redazione
Redazione 2 mesi fa
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10 Min Lettura
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Galleria Toledo

6 – 7 – 8 marzo 2026 – Napoli

 

archiviozeta

EDIPO RE

di Sofocle

traduzione Federico Condello

drammaturgia, scenografia, regia, interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti

musica Patrizio Barontini

costumi Made in Tina

luci Vincenzo Scorza

tecnico Elio Guidotti

 

Venerdì 6 marzo alle ore 19.00 (in replica sabato 7 marzo ore 20.30 e domenica 8 marzo ore 18.00) la compagnia archiviozeta presenta un nuovo attraversamento di Edipo re di Sofocle, traduzione di Federico Condello, drammaturgia, scenografia, regia, interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti, musica di Patrizio Barontini.

A distanza di qualche anno dalla sua ultima ripresa nel 2022, lo spettacolo torna in scena come terreno di ricerca sulle tracce metateatrali del testo mettendo in evidenza la postura poetica e formale della compagnia.

Il luogo del delitto è sotto gli occhi di tutti. La versione di Edipo di archiviozeta cammina sul filo dei contrasti, degli interrogatori e delle indagini alla ricerca ossessiva del colpevole: in scena due figure istruiscono il procedimento ineluttabile che porta alla conoscenza e quindi al dolore.

 

Note di regia

Colui che cerca è l’oggetto della ricerca

chi non sa è colui a proposito del quale si tratta di sapere

colui che ha sguinzagliato i cani è egli stesso la preda

la pista in cui li ha lanciati li riconduce al punto in cui li attende.

 

Michel Foucault – Lezioni sulla volontà di sapere/Il sapere di Edipo

 

Una lunga storia… Abbiamo iniziato a girare intorno a Edipo Re nel 2011 quando decidemmo di metterlo in scena a Fiesole, a cento anni di distanza dall’inaugurazione del Teatro Romano che – primo in Italia – nel 1911 ospitò un Edipo in un sito archeologico. Lo spettacolo era all’ora del tramonto e senza nessuna amplificazione, la musica era suonata dal vivo, in scena eravamo in quattro. Ma non si fa Edipo senza una lingua e senza una profonda conoscenza del greco antico, dei giochi di parole, dei lapsus, dei tranelli e delle false piste. Decidemmo di mettere in scena Edipo perché ci colpì profondamente la ricerca filologica attenta e la contemporaneità della nuova e ancora mai rappresentata traduzione di Federico Condello dell’Università di Bologna. Qualche tempo dopo facemmo un nuovo allestimento in due capannoni dismessi dai lavori dell’Alta Velocità nella Valle del Santerno, tra Imola e Firenzuola. Era un altro spettacolo. Eravamo al chiuso ma quando sul finale si aprivano i portelloni, il pubblico, da quello spazio industriale, poteva vedere il verde dei boschi intorno: il nostro Citerone era là a due passi!

Nel 2015 ci venne offerta la possibilità di riallestirlo in occasione delle serate in Aula Magna Santa Lucia dell’Università di Bologna, preceduto da una lezione di Massimo Recalcati. Decidemmo di ripensare tutto lo spettacolo per farne una cosa completamente diversa: tutto in due attori, doveva essere uno scontro dialettico fino all’ultimo respiro, un tentativo di far emergere al massimo le tracce metateatrali e di far risaltare uno straniamento che portasse ancora più in luce la lacerazione profonda della contemporaneità.

Ma come lavorare su un personaggio come Edipo, vittima e colpevole allo stesso tempo, come rappresentare la complessità dei diversi personaggi che si attorcigliano a lui per salvarlo o annientarlo? Pensare Edipo come un dialogo aumenta la complessità: il protagonista lo conosciamo. Ma chi è questa deuteragonista che in sequenza si trasforma in Sfinge, Tiresia, Giocasta, Messaggero, Pastore? Uno spettro che tenta di sviare il colpevole dalla verità pur dicendola apertamente, che sembra l’artefice del suo destino, che lo obbliga a vivere sul luogo del delitto e che lo precipita in un incubo oscuro dal quale non può uscire? È forse questo suo doppio ossessivo il responsabile di tutto?

L’importante è non rispondere a questa domanda, lasciare che il dubbio rimanga come un tarlo nella mente, come una lotta tra saperi.

Da questo naufragio nell’abisso è nata la partitura musicale e sonora di Patrizio Barontini ed è emerso il segno scenografico: una Y disegnata sul palcoscenico, una Lambda maiuscola – la lettera greca – lettera zoppa, simbolo della stirpe di Edipo, lettera genetica contenuta nel nome stesso dei Labdacidi, quasi un cromosoma di luce, abbiamo sotto gli occhi il crocevia di tre cammini, spazio sospeso, indefinito o iperdefinito, passaggio dalla visibile oscurità alla luce accecante.

Così è nato un nuovo Edipo, tragedia immensa e immensamente tragica: la storia di un bambino preso nella trappola genetica e abbandonato al suo destino.

 

Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

bio

archiviozeta è una compagnia teatrale fondata nel 1999 da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, autori e produttori indipendenti di lavoro culturale.

Dal 2003 mette in scena opere di Eschilo, Sofocle, Karl Kraus, Pier Paolo Pasolini, William Shakespeare, Fëdor Dostoevskij, Thomas Mann al Cimitero militare germanico del passo della Futa, il più grande sacrario tedesco in Italia, sull’Appennino tosco-emiliano. Questo progetto teatrale, culturale e di ricerca storica nell’anniversario dei suoi venti anni ha preso il nome di Teatro di Marte come l’omonima pubblicazione a cura di Elena Pirazzoli (archiviozeta editrice, collana Leucò, 2019).

archiviozeta dal 2001 lavora sui temi della Memoria del ‘900 in Italia e in Europa, sulla storia e sulle testimonianze della lotta partigiana, degli eccidi nazifascisti e della Shoah, tra i molti progetti teatrali e divulgativi segnaliamo La Notte di Elie Wiesel (del 2002 e ripreso in un nuovo allestimento nel 2023/24); il laboratorio-spettacolo La Zona Grigia da I sommersi e i salvati di Primo Levi per adulti e scuole superiori ideato e condotto in collaborazione con la Scuola di Pace di Monte Sole (dal 2010 ad oggi); il progetto Nidi di ragno sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la legge Memoria del ‘900 dal 2019 al 2022.

Dal 2014 al 2016 ha collaborato con VolterraTeatro Festival realizzando progetti teatrali e laboratori con la cittadinanza. Dal 2014 la sede organizzativa si è spostata a Bologna dove collabora con il Settore cultura e creatività del Comune di Bologna, i Musei civici, la Direzione Regionale musei e con ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Nel 2014 ha fondato il laboratorio teatrale La cura delle parole presso il reparto di Ginecologia oncologica del Policlinico Sant’Orsola di Bologna rivolto a pazienti, studenti, medici, infermieri, tuttora in corso.

Dal 2020 al 2023 ha curato inosservanza, un progetto di residenza artistica volto alla rigenerazione urbana in ambito culturale di Villa Aldini (Bologna): una rassegna culturale nel cui ambito ha debuttato Baccanti di Euripide.

Nel triennio 2022/2024 ha ideato e prodotto la messinscena del romanzo La montagna incantata di Thomas Mann al Cimitero militare germanico del passo della Futa (FI) e in altri luoghi.

Dal 2024 la sede operativa si è spostata all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna dove ha ideato nell’ala monumentale di San Michele in Bosco il progetto di residenza artistica Vista Paradox.

Premi e riconoscimenti: 2014 ha vinto il Premio Rete Critica, nel 2023 è finalista al Premio Ubu, nel 2024 e riceve il Premio speciale Ubu con la seguente motivazione: Quello della compagnia archiviozeta è un fulgido percorso in grado di dilatare “il teatro che abbiamo in mente”. Il loro teatro compare infatti fra ex-tiri a segno, negli ex-mercati, dentro gli archivi di stato, nelle biblioteche e negli istituti medici, fra le aule magne, nei padiglioni oncologici e in cammino dentro e attorno a monumenti di guerra, come il Cimitero militare germanico al Passo della Futa, forse il loro luogo della memoria prediletto, generatore di una scena che scava nei classici e interroga la recitazione, raccontato di recente nel volume Teatro di Marte. Un teatro dunque pienamente politico perché sollecita e rigenera il vivere insieme grazie alla partecipazione artistica, senza mai rinunciare ai misteri e alle ineffabili vertigini della poesia. A Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, a archiviozeta, va il Premio Ubu Speciale 2024.

Per maggiori informazioni www.archiviozeta.eu

Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo 

via Concezione a Montecalvario 34 – Napoli

Contatti: t.+39 081425824; t.+39 081425037

Mail prenotazioni.galleriatoledo@gmail.com

 

BIGLIETTI
intero
18€

studenti 10€
ridotto 15€ (under 35/over 65, carta Feltrinelli/UBIK, convenzionati, CRAL)

 

durata 1h10

 

Prossima data

17 aprile 2026 – Teatro della Vittoria, Cascine di Buti (PI)

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