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Attacco azzurro inceppato, errori, pali e Toro fermano ancora il Napoli

Lo zero a zero è un risultato romantico: rappresenta il nulla di fatto assoluto. Molto in voga negli anni ottanta, si è molto ridotto in frequenza nel calcio moderno. Qui a Napoli non se ne vedevano tanti da moltissimo tempo ma, purtroppo, ultimamente il risultato a occhiali sembra essere diventato una prerogativa dei partenopei. Dopo Firenze, anche nella gara di ieri sera il Napoli, che pure ha giocato una buona partita, ha buttato alle ortiche tutta la mole di lavoro creata da tutta la squadra. E’ difficile comprenderne i motivi, gli azzurri arrivano puntuali in zona tiro, al netto di talune imprecisioni nell’ultimo passaggio, ma la porta avversaria sembra essersi rimpicciolita e così c’è sempre un palo, un portiere o una deviazione a mortificare i tentativi dei beniamini del San Paolo, triste e semivuoto come non mai. Quando manca una di queste componenti ci pensa la sciatteria nelle conclusioni: non è un problema di uomini, sbagliano tutti, Milik, Insigne, Mertens e chiunque  si sia adoperato per scardinare le porte avversarie.

Mancanza di stimoli per un campionato ormai archiviato? Semplice periodo di sfortuna? A pensarci bene anche nella vittoriosa trasferta di Zurigo, nonostante i tre gol realizzati, tante sono state le occasioni sprecate. Difficile anche pensare ad una soluzione: i partenopei giocano bene, hanno una difesa di acciaio, vanno che è un piacere sulle fasce e dominano in mezzo al campo anche in gare come ieri dove, contro un Toro imbottito di centrocampisti e votato al contenimento, il pallino è sempre stato nelle mani di Fabian e compagnia.

Cosa fare dunque? Probabilmente nulla, aspettare che il periodo passi e, soprattutto, riprendere a far punti in campionato: è vero che la qualificazione Champions non è a rischio ma da dietro, seppur a passi stentati, le altre hanno recuperato quattro punti in due gare. Per questo motivo è necessario puntellare la seconda posizione in classifica e puntare davvero tutto sull’Europa League per regalare ancora emozioni vere ai tifosi azzurri. La squadra è forte e subisce pochissimo, stretta intorno alla coppia Koulibaly e Maksimovic, visto il lungo stop in vista per Albiol. Questo è un aspetto da non sottovalutare e che sarà importantissimo nelle gare di andata e ritorno contro avversari di caratura certamente migliore rispetto ai poco simpatici svizzeri dello Zurigo.

Giovedì sera al San Paolo ci sarà la gara di ritorno di Europa: una partita probabilmente scontata, vista la differenza di valori in campo e il risultato dell’andata, ma poiché vincere aiuta a vincere e segnare aiuta a fare altrettanto, che sia una gara seria che permetta agli attaccanti azzurri di sbloccarsi.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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