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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
News dal mondo

Aveva ucciso due donne, alla vigilia del processo killer tenta evasione dal carcere

Redazione
Redazione 2 settimane fa
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7 Min Lettura
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(Adnkronos) – Tentativo di evasione questa mattina nel carcere di Sollicciano a Firenze. Protagonista un detenuto romeno di 32 anni, Vasile Frumuzache, accusato degli omicidi di due prostitute sue connazionali, Denisa Maria Adas e Ana Maria Andrei, rispettivamente commessi a Prato nel 2025 e a Montecatini Terme (Pistoia) nel 2024. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp, il detenuto avrebbe cercato di fuggire intorno alle 10 durante l'ora d’aria, scavalcando prima il muro dei passeggi e poi quello di cinta, utilizzando una corda improvvisata, realizzata presumibilmente con lenzuola. Il tentativo di fuga è stato sventato dall'unico agente penitenziario di pattuglia, impegnato in un giro di ronda in auto lungo il perimetro del carcere, fa sapere l'Osapp. Il detenuto è stato bloccato e ricondotto in cella. In un comunicato, il delegato nazionale del sindacato Osapp, Canio Colangelo, ha espresso "pieno apprezzamento per l'operato dell'agente" e al contempo "forti perplessità sulle capacità organizzative e sulla sicurezza della struttura, che anche in questo caso ha dimostrato evidenti criticità". Colangelo ha sottolineato come sia preoccupante che un detenuto considerato ad alta sorveglianza per motivi di sicurezza e incolumità sia riuscito a tentare un'evasione di questo tipo. La tentata evasione è avvenuta alla vigilia del processo a Vasile Frumuzache, reo confesso degli omicidi delle due giovani escort romene, che si aprirà domani, giovedì 5 febbraio, davanti alla Corte d'Assise di Firenze. Lo scorso 15 gennaio la stessa Corte aveva disposto la riunificazione dei due procedimenti penali avviati dalle procure di Pistoia e di Prato, riconoscendo la connessione tra i due delitti. La decisione ha accolto le richieste formulate sia dalla difesa del detenuto romeno, rappresentata dall'avvocato Diego Capano, sia dalla pubblica accusa pistoiese, con il pubblico ministero Leonardo De Gaudio, che avevano evidenziato la continuità fattuale e soggettiva delle due vicende. A sostenere l'accusa nel processo unificato sarà la Procura di Prato: una scelta di natura tecnica, determinata dal fatto che il fascicolo pratese è giunto per primo alla Corte d'Assise rispetto a quello pistoiese.  Al centro del processo vi sono due omicidi che hanno profondamente scosso l'opinione pubblica. Il primo, in ordine cronologico, riguarda Ana Maria Andrei, 27 anni, uccisa nell'agosto del 2024 a Montecatini Terme (Pistoia). La giovane, anche lei escort di origine romena, era scomparsa da giorni prima che la sua morte venisse accertata. La denuncia della scomparsa da parte dei familiari non aveva però innescato un’attenzione mediatica e investigativa paragonabile a quella che, mesi dopo, avrebbe accompagnato il caso di Maria Denisa Paun. La seconda vittima, Maria Denisa Paun, 30 anni, fu uccisa nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2025 all'interno del residence Ferrucci di Prato, struttura dove la donna riceveva i clienti. La madre residente a Roma, allarmata dall'improvvisa interruzione delle consuete telefonate quotidiane con la figlia, presentò denuncia, dando il via a ricerche serrate che coinvolsero forze dell'ordine e volontari. Le indagini condotte dalla Procura di Prato portarono, ai primi di giugno di un anno fa, all'arresto di Vasile Frumuzache, che confessò l'omicidio. Una confessione che, col passare dei giorni, si è arricchita di particolari sempre più inquietanti. In un primo momento l'uomo aveva fornito agli inquirenti una versione ritenuta inverosimile, sostenendo di aver decapitato la donna nella stanza 101 del residence pratese senza lasciare tracce di sangue. Successivamente ha ammesso di aver trasportato il corpo nella propria abitazione di Monsummano Terme dove avrebbe compiuto quello che lui stesso ha definito il "lavoro sporco": la decapitazione della vittima, il tentativo di bruciare il cranio in un campo – del quale sono rimasti frammenti ossei – e l'abbandono del resto del corpo nei boschi delle Panteraie di Montecatini, nei pressi di un casolare abbandonato. È proprio in quella zona che, successivamente, è stato rinvenuto anche il corpo senza vita di Ana Maria Andrei. La ricostruzione degli spostamenti di Frumuzache è stata possibile grazie al gps installato sulla sua auto per fini assicurativi. L'uomo ha inoltre indicato agli investigatori il luogo dove aveva nascosto i due telefoni cellulari sottratti a Maria Denisa Paun. Nonostante la confessione, continua a sostenere di aver agito da solo, una versione che la Procura di Prato non ritiene del tutto credibile. Nell'avviso di chiusura delle indagini relativo all'omicidio di Prato, infatti, si ipotizza che Frumuzache possa aver agito "in concorso con altri soggetti non ancora identificati". All'indagato viene contestata anche la premeditazione: dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate intorno al residence Ferrucci emergerebbe che il 14 maggio, il giorno precedente al delitto, l'ex guardia giurata avrebbe effettuato almeno due sopralluoghi nelle strade limitrofe, presumibilmente per studiare le vie di fuga e il flusso dei clienti. Un elemento che rafforza il quadro accusatorio è rappresentato dalle intercettazioni ambientali in carcere, nelle quali Frumuzache parla degli omicidi con la moglie, che si mostra incredula di fronte alle rivelazioni del marito. Una prima perizia psichiatrica, affidata a due esperti, ha stabilito che l'imputato era capace di intendere e di volere al momento dei fatti e che può partecipare consapevolmente al processo. Il movente resta uno dei nodi centrali del dibattimento. Davanti al giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Prato, che il 26 novembre scorso lo ha rinviato a giudizio, Frumuzache ha parlato solo dell'omicidio di Maria Denisa Paun, sostenendo di aver agito dopo un presunto ricatto: la donna, secondo la sua versione, gli avrebbe chiesto denaro minacciando di rivelare alla moglie il loro incontro. Nessuna spiegazione, invece, è stata fornita per l'uccisione di Ana Maria Andrei. Il caso, tuttavia, potrebbe non essere chiuso. La Procura pratese continua a indagare su eventuali altri episodi riconducibili a Frumuzache, ipotizzando che le due vittime accertate possano non essere le sole. Nell'aula bunker di Santa Verdiana a Firenze, dove si è tenuta l'udienza, erano presenti anche i familiari delle vittime: la madre di Maria Denisa Paun e Valentina, sorella di Ana Maria Andrei, costituitasi parte civile insieme ai genitori e al fratello. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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