Senza LineaSenza Linea
Aa
  • Home
  • Qui Napoli
    • Eventi
    • Storia & Curiosità
  • Sport
    • Calcio Napoli
  • Cucina
    • #Tengofame
  • Arte & Spettacolo
    • Musica
    • Arte
    • Cinema
    • Libri
      • Editoria
    • Serie Tv
    • Teatro
  • Nerdangolo
    • CosPlay
    • Fumetti
    • Giochi
    • Hi Tech
    • Animazione
    • Videogiochi
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Cerca
Reading: Bacha Bazi, lo sfruttamento dei “ragazzi danzanti”: storia e realtà di una pratica proibita
Share
Aa
Senza LineaSenza Linea
  • Home
  • Qui Napoli
  • Sport
  • Cucina
  • Arte & Spettacolo
  • Nerdangolo
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Cerca
  • Home
  • Qui Napoli
    • Eventi
    • Storia & Curiosità
  • Sport
    • Calcio Napoli
  • Cucina
    • #Tengofame
  • Arte & Spettacolo
    • Musica
    • Arte
    • Cinema
    • Libri
    • Serie Tv
    • Teatro
  • Nerdangolo
    • CosPlay
    • Fumetti
    • Giochi
    • Hi Tech
    • Animazione
    • Videogiochi
  • LGBT
  • La tana del Bianconiglio
  • Salute & Benessere
Follow US
  • Disclaimer
  • Privacy
  • Buy This Theme!
  • Advertisement
  • Contact us
© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
LGBTL'angolo della Pecora Rosa

Bacha Bazi, lo sfruttamento dei “ragazzi danzanti”: storia e realtà di una pratica proibita

Giornalista Queer
Giornalista Queer 1 mese fa
Share
3 Min Lettura
SHARE

Sono un giornalista queer e da anni mi occupo di diritti umani. Ogni volta che mi imbatto nel fenomeno del bacha bazi provo una sensazione difficile da descrivere: una miscela di rabbia, impotenza e responsabilità professionale.

Come persona queer, però, sento anche il bisogno di chiarire una cosa che spesso viene distorta nel dibattito pubblico: il bacha bazi non ha nulla a che vedere con l’identità LGBTQ+. L’orientamento o l’identità di genere riguardano relazioni consensuali tra persone; qui invece parliamo di minori privati di qualsiasi possibilità di scelta. Confondere le due cose non solo è falso, ma finisce per danneggiare sia le vittime sia le comunità queer, alimentando stereotipi pericolosi.

Bacha bazi. Il termine, proveniente dal dari e dal persiano, significa letteralmente “gioco con i ragazzi”. Dietro queste parole apparentemente innocue si nasconde una realtà molto più complessa e controversa.

Il bacha bazi è una pratica storicamente presente in alcune aree dell’Afghanistan e dell’Asia centrale. Ragazzi molto giovani vengono addestrati a cantare e a ballare durante feste private organizzate da uomini adulti. Indossano spesso abiti vistosi e vengono preparati per esibirsi davanti agli ospiti. A prima vista potrebbe sembrare una forma di intrattenimento tradizionale. Tuttavia, molte organizzazioni internazionali sostengono che, in diversi casi, questi ragazzi finiscono intrappolati in relazioni di forte dipendenza e sfruttamento.

Le storie che emergono da indagini giornalistiche e testimonianze raccolte negli anni raccontano spesso un quadro simile: ragazzi provenienti da famiglie molto povere, orfani o privi di altre opportunità, che entrano in questo sistema attraverso intermediari o conoscenze locali. Una volta dentro, uscire diventa difficile. Il potere economico e sociale degli uomini che organizzano queste feste crea un ambiente in cui il silenzio diventa la regola.

Osservare il fenomeno da una prospettiva queer rende ancora più evidente una contraddizione profonda. In molti contesti dove il bacha bazi è stato documentato, l’omosessualità viene pubblicamente condannata e le persone LGBTQ+ sono spesso oggetto di discriminazione o persecuzione. La retorica ufficiale parla di moralità, tradizione e ordine sociale.

Eppure, nello stesso contesto, esiste una pratica che coinvolge ragazzi minorenni e uomini adulti e che per anni è stata tollerata o ignorata. Non è tanto una contraddizione quanto un esempio di come il potere possa stabilire quali comportamenti vengono condannati pubblicamente e quali invece restano nell’ombra.

Negli ultimi anni il fenomeno è stato formalmente vietato dalle leggi afghane e denunciato da numerose organizzazioni internazionali. Tuttavia, l’applicazione delle norme è spesso difficile, soprattutto in contesti segnati da instabilità politica e forti gerarchie locali.

In fondo, il vero nodo non è solo ciò che accade, ma il silenzio che lo rende possibile.

Potrebbe piacerti anche

Una serie su netflix che (forse) vi siete persi: Queen Loretta

La versione gay della saga dei film America Pie si chiama Eating Out

Francamente: la musica come spazio di libertà e cambiamento

TALLIN ESTONIA LGBT E NON

LIBRI LGBTQA+ YOUNG ADULT

Giornalista Queer Giu 12, 2026
Share this Article
Facebook TwitterEmail Stampa
Pubblicato da Giornalista Queer
Follow:
Il Giornalista Queer. Autore di romanzi LGBT+, giornalista ed editore, Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe ci accompagnerà alla scoperta del mondo LGBTQA+
Previous Article PH Augusto De Luca Un ritratto di Augusto De Luca: Antonio Biasiucci
Next Article L’iconico After Caposile, per la prima volta a Napoli.

Ultime notizie

NUMERI DA RECORD PER IL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2026: 40MILA PRESENZE IN 31 GIORNI
20 minuti fa Redazione
Ranucci, Giletti: “Oltre Lavitola, un personaggio noto avrebbe avuto ruolo importante”
23 minuti fa Redazione
Omicidio 19enne a Crema, trovato un coltello nell’Adda
32 minuti fa Redazione
Caso Adinolfi, il giornalista: “Non sono un lestofante né un truffatore”
45 minuti fa Redazione
Assoimballaggi, Andrea Gava confermato alla presidenza: nel 2025 settore oltre 2 miliardi fatturato, + 4%
47 minuti fa Redazione
Sinner, Vagnozzi avverte: “Può ancora migliorare, ma non stressatelo…”
51 minuti fa Redazione
Sostenibilità, DS Smith Italia e Tiber Pack insieme per packaging ‘glue-free’
56 minuti fa Redazione
Raid Usa a Hormuz con ‘nuovi droni’, Centcom conferma: “Usati per la prima volta”
59 minuti fa Redazione
Carabinieri indagano su agguato a Roma: al vaglio immagini telecamere e testimonianze
1 ora fa Redazione
Farmaci, progetto ‘Vulnerabili’, Novo Nordisk e Banco Farmaceutico per accesso gratuito all’insulina
1 ora fa Redazione

You Might Also Like

LGBTL'angolo della Pecora Rosa

Una serie su netflix che (forse) vi siete persi: Queen Loretta

3 giorni fa
LGBTL'angolo della Pecora Rosa

La versione gay della saga dei film America Pie si chiama Eating Out

1 settimana fa
LGBTL'angolo della Pecora Rosa

Francamente: la musica come spazio di libertà e cambiamento

2 settimane fa
LGBTL'angolo della Pecora Rosa

TALLIN ESTONIA LGBT E NON

2 settimane fa
Senza LineaSenza Linea

© Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri

Questo sito utilizza cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Accept Reject Read More
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
ACCETTA E SALVA
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?