“BATTUAGE”- AL TEATRO PICCOLO “BELLINI” DI NAPOLI

Tutti noi tendiamo a giudicare le lingue che conosciamo, con le quali veniamo a contatto. Alcune ci sembrano più semplici, simpatiche o adatte ad esprimere le nostre opinioni; altre, invece, sono più belle, eleganti e romantiche; infine, ci sono alcune più difficili, aspre, rozze e primitive. La lingua francese, ad esempio, è il simbolo dell’eleganza, di alta classe, élite cerebrale e intellettuale. Molti suoi termini sono raffinati, ma in alcuni casi una singola parola nasconde un significato molto profondo. Un esempio è il termine Battuage”, un finto francesismo, coniato per i luoghi battuti da persone in cerca di rapporti occasionali. Si tratta di ambienti all’aperto o facilmente accessibili da un vasto pubblico, frequentati da singoli o coppie dedite allo scambismo. L’attività del “battere” si differenzia dalla prostituzione in quanto non presume un rapporto sessuale a pagamento. Vespasiani, parchi cittadini, spiagge, cimiteri, cinematografi, parcheggi e aree di servizio sono spazi frequentati da queste persone, ma anche da marchette, prostitute e transessuali. In Italia, tra le prime testimonianze scritte di luoghi di incontro all’aperto per omosessuali ci sono quelle riportate nel testo di Paolo Valera, “Milano Sconosciuta” del 1879, e di Alberto Costa nel 1889 che descrive nei “Rettili umani”, un battuage a Firenze.

Una profonda riflessione su questo microcosmo e su questo fenomeno, in maniera chiara ed esaustiva, è quello proposto dalla Vuccirìa Teatro, fondata da Joele Anastasi ed Enrico Sortino, che hanno realizzato uno spettacolo dal titolo “Battuage”, in programma al Teatro Piccolo “Bellini”, a Napoli, fino all’8 dicembre 2019.

E’ un viaggio aperto all’interno dell’animo umano, declinato nella sua più estrema e profonda oscurità. Sesso ad ogni costo o gratuito, violenza psicologica e fisica, scardinano l’ordine morale delle cose, della società “pudica”, un mondo parallelo in cui molti ne fanno parte. Questa dimensione “fisica” e “psicologica” ci viene raccontata attraverso gli occhi di Salvatore, un giovane lavoratore del sesso, “imprenditore” di sè stesso. Egli è l’artefice di un “ossimoro visivo e percettivo”,  dove dissacra ed eleva la sua attività, sia dal punto di vista materiale e mentale, sia dal punto di vista estetico. Valori, idee e ideali vengono messi in discussione costantemente, innescando interessanti spunti di riflessione. Il sesso è l’unico elemento di congiunzione nei rapporti umani, in una società priva di dialogo, gretta ed arrivista. Alla collettività e alla comune partecipazione nei rapporti quotidiani emerge un sadico cinismo e una lotta costante per affermare la propria volontà, la propria personalità e il proprio ego.

In questo “Inferno”, con una scenografia illuminata solo da luci al neon, con orinatoi fatiscenti è caratterizzata dalla presenza dei protagonisti, tra cui Salvatore, un ragazzo siciliano che ha lasciato la terra natìa per la ricerca di un futuro migliore, un trans incattivito dalle esperienze della vita e della strada, un ragazzo timido e impotente che vuole provare nuove esperienze; un travestito, una prostituta di origine greca sfruttata dal suo protettore e una coppia borghese dalla apparente tranquillità. Lo sviluppo dell’azione avviene nei sobborghi metropolitani delle città, luoghi di passaggio diurni per i pendolari che raggiungono il centro cittadino e frequentati di notte da persone in cerca di prestazioni sessuali. Queste abitazioni-orinatoi, rivelano la fragilità e la vera essenza degli individui, mostrano la decadenza del genere umano e la distruzione delle relazioni sociali, familiari e culturali. A dare una ulteriore drammaticità alla rappresentazione è l’uso di un linguaggio forte dei protagonisti, con toni duri e parole sprezzanti, che mettono a nudo, la loro tensione emotiva e fisica.

Lo spazio scenico è occupato da 4 corpi, quelli degli attori che interpretano 8 personaggi, ognuno dalla personalità eterogenea. Figura centrale è Salvatore, artefice del proprio destino, ma al tempo stesso protagonista di un vero e proprio j’accuse nei confronti della madre che non esita a chiedere al figlio soldi per poter fare la “bella vita”.  Violento e arrivista è il protettore di una prostituta che la aggredisce con continue vessazioni fisiche e psicologiche: visivamente impattante è la scena in cui lei è riversa per terra e lo sfruttatore mette i piedi fra le sue gambe come gesto di sottomissione e prevaricazione. Gli altri due personaggi che trascinano il pubblico nella narrazione, sono i due trans, tacchi a spillo, cerone, minigonne e protesi, parrucca bionda e nera, di un siciliano e un napoletano, che si contendono il territorio e i clienti, attraverso continue accuse fisiche e verbali, con un proprio linguaggio dialettale, immediato, diretto e sprezzante. Anche il ragazzo timido e impacciato, che cerca un rapporto sessuale gratuito e, successivamente a pagamento con Salvatore, dimostra nella sua ingenuità di essere un uomo cinico, disposto a tutto, pur di raggiungere l’obiettivo. Infine, una coppia apparentemente serena, è l’emblema di ciò che avviene nella realtà. Ufficializzato il matrimonio, con tanto di rito religioso, il marito non esita di cercare  delle prestazioni sessuali con gay e trans. Tutto inizia con un litigio fra i due coniugi sulla mancata intesa sessuale che sfocia con uno scambio di accuse verbali sull’aspetto fisico di lei e sull’assenza del desiderio. Si raggiunge il pathos quando la moglie scopre il tradimento di lui con un trans. Da qui, una escalation che porta all’assassinio del marito e del trans.

“Battuage” prova a raccontare lo sforzo e la necessità di queste anime di rimanere ognuno saldamente attaccata a questa propria personale deformità per non auto-definirsi del tutto “morte”. Si evince il desiderio di affermare la loro personalità e la propria sessualità, con l’obiettivo di essere accettati dalla odierna società.

Please follow and like us:

Biografia Luca Del Core

Ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. (Paul Klee)

Check Also

Per Mutaverso Teatro vanno in scena Roberto Latini e Giuseppe Semeraro

Prosegue la stagione Mutaverso Teatro, progetto a cura dell’Associazione Erre Teatro ideato e diretto da …