Un’interminabile agonia: è quello che sta diventando il finale di stagione del Napoli di Antonio Conte, battuto anche dal Bologna dopo aver perso in casa con la Lazio 20 giorni prima.
Come contro i capitolini, gli azzurri sono entrati in campo svagati e scarichi, probabilmente convinti che i rossoblu, a secco di gol da 4 partite, avrebbero affrontato la gara con la stessa approssimazione.
La squadra di Italiano ha invece dominato il primo tempo, passando in vantaggio con Bernardeschi, liberissimo di infilare un immobile Milinkovic-Savic, e raddoppiando con Orsolini su un rigore concesso dal rientrante Di Lorenzo, apparso ovviamente in ritardo di condizione.
Il capitano si è però fatto perdonare nel recupero del primo tempo, sfruttando un rimpallo su tentativo di sponda di Hojlund per battere Pessina e riaprire il match in modo quasi insperato; a inizio ripresa poi, il pareggio di Alisson Santos su splendido invito del centravanti norvegese, ha illuso i tifosi azzurri su una possibile “remuntada” a lieto fine.
Il Napoli però si è spento dopo una decina di minuti, e i cambi del tecnico salentino, oltre ad essere come al solito tardivi, hanno contribuito a spegnere le velleità offensive dei partenopei, visto gli ingressi di Elmas e Mazzocchi per Gutierrez e Giovane.
La beffa finale di Rowe, bravo a sfruttare in rovesciata la goffa respinta centrale di Milinkovic-Savic sul tiro di Miranda, punisce l’ennesima prestazione scialba di una squadra in vacanza, che però ora rischia di essere risucchiata in una lotta Champions ancora apertissima, con Juventus, Milan e Roma raccolte in un punto.
Servono quindi come il pane questi benedetti 3 punti che renderebbero aritmetica la qualificazione nell’Europa che conta, e bisognerà conquistarli oggi (ore 12) a Pisa contro i retrocessi toscani, che probabilmente proveranno a salutare il proprio pubblico con una gara gagliarda.
Conte dovrebbe ritrovare De Bruyne, assente col Bologna per un colpo all’arcata sopraccigliare rimediato in allenamento, e Vergara, portato in panchina solo per onor di firma contro i felsinei.
E’ in perfetto equilibrio il conto dei 7 precedenti giocati a Pisa in Serie A, con 2 vittorie a testa e 3 pareggi; l’ultima volta che le due squadre si sono affrontate nel massimo campionato, il 17 Febbraio di ben 35 anni fa, finì proprio in pareggio, con Padovano, futuro azzurro l’anno dopo, che riagguantò il Napoli andato in vantaggio con Ferrara.
Gli azzurri non vincono a Pisa dal 5 Febbraio 1989, quando a decidere la sfida fu un gol di Carnevale; i padroni di casa non vincono da quasi mezzo secolo, ovvero dal 21 Novembre 1982, quando si imposero 2-0 grazie a una doppietta di Pasquale Casale.
Questo finale sciatto sta chiudendo nel peggiore dei modi una stagione complicata e sofferta, ma la qualificazione in Champions è vitale per le casse del Napoli, dissanguate da due campagne acquisti estremamente dispendiose: serve dunque turarsi il naso, portare a casa questa vittoria, e provare a vivere senza patemi almeno l’ultimo impegno dell’anno contro l’Udinese.






