Terza sconfitta consecutiva per il Napoli di Allegri, battuto “di corto muso” anche dall’Arsenal al “Maradona”: un avvio da record, quello sulla panchina del Napoli del tecnico livornese, che però avrebbe fatto volentieri a meno di questo primato.
Gli azzurri non partivano così male infatti dalla stagione 2000/2001, quando a guidarli era Zeman, e quel campionato si concluse con l’amarezza del ritorno in Serie B solo un anno dopo la risalita firmata da Walter Novellino.
Che sarebbe servita un’impresa era noto, vista la qualità degli avversari, e gli azzurri per 75′ hanno retto, subendo inevitabilmente la pressione dei gunners ma ripartendo, soprattutto nel primo tempo, con coraggio e puntualità.
Prima ancora della bella parata di Meret su Merino, il Napoli ha avuto le sue chances, ma non è stato lucido nelle rifiniture: De Bruyne, comunque tra i migliori, ha infatti provato la conclusione dopo una decina di minuti invece di lanciare nello spazio Politano, e poco dopo ha provato a servire Hojlund al posto di Alisson più smarcato.
Dopo lo spavento per l’occasione mancata da Saka a fine primo tempo, i partenopei hanno subìto il pressing londinese a inizio ripresa, venendo ancora una volta graziati sotto porta: il Napoli ha anche ripreso campo a metà frazione, prima che i cambi di Arteta, che ha potuto mandare nella mischia gente come Havertz e Tziolis al posto di Gyokeres ed Eze, non costringessero nuovamente la squadra di Allegri ad arretrare.
Il pareggio sembrava comunque raggiungibile, prima che al 75′ la splendida stoccata di Odegaard, dopo l’uno-due con Havertz non seguito da Vergara, non lasciasse scampo a Milinkovic-Savic, subentrato all’infortunato Meret.
Il Napoli, dopo aver rischiato il tracollo (bravi il portiere e Rafa Marin a salvare sulla linea di porta), ha avuto anche la chance del pareggio, ma il cross di De Bruyne, imbeccato da Neres, non ha trovato nessuno pronto a raccoglierlo e a ribadirlo in rete.
Al di là della soddisfazione per una partita tutt’altro che disprezzabile contro i Vice Campioni d’Europa, resta la preoccupazione per il momento difficilissimo, ed è per questo che il match di oggi pomeriggio (ore 18) contro il Bologna rappresenta già un primo spartiacque della stagione.
Allegri dovrà affrontarlo rinunciando a Meret e Alisson, ko contro l’Arsenal, oltre che ad Anguissa non ancora al meglio e ai lungodegenti Buongiorno, Marianucci e Mc Tominay.
Probabile quindi l’inserimento di forze fresche come Favasuli e Lang (fuori in Champions per un diverbio con il tecnico livornese alla vigilia), e magari dello stesso Lucca per far rifiatare Hojlund.
Sono 32 i successi del Napoli contro il Bologna in casa in 66 precedenti in Serie A, a fronte di sole 12 sconfitte, l’ultima delle quali è però recentissima: lo scorso 11 Maggio una rovesciata di Rowe in pieno recupero regalò i 3 punti agli uomini di Italiano, avanti 2-0 grazie a Bernardeschi ed Orsolini e rimontati da Di Lorenzo e Alisson Santos.
L’anno prima, nel giorno dell’esordio di Conte in casa sulla panchina del Napoli in campionato, era finita 3-0 per i partenopei, con le reti ancora di Di Lorenzo, Kvaratskhelia e Simeone.
Il pareggio manca dal 16 Febbraio 2012, quando Cavani su rigore raggiunse i rossoblu andati in vantaggio con Acquafresca.
Se ad Allegri si rimprovera una scarsa qualità del gioco, mai come nel caso della partita di oggi bisognerà pensare soprattutto al risultato: non vincere infatti aprirebbe una crisi profonda, dalle conseguenze poco prevedibili.
Fa specie il fatto che, se si guarda al di là del verdetto del campo (a dispetto di quanto sempre predicato dal tecnico livornese), gli azzurri sono stati puniti fino ad esso da disattenzioni difensive inusuali per le squadre allenate da Max, ed anche da episodi poco fortunati (il fuorigioco di Lucca contro il Como sul gol di Lobotka, gli errori di Neres ed Anguissa a San Siro), che avrebbero potuto indirizzare molto diversamente il cammino del Napoli fin qui.
Le chiacchiere, i “se” e i “ma”, mai come questa volta, stanno a zero: serve vincere, in qualunque modo, per non rischiare di compromettere un’intera stagione già a Settembre.




